Dove il silenzio diventa esperienza e la cucina ascolta l’orto: tra le colline del novarese, una dimora del XVI secolo diventa rifugio slow in cui natura, design e memoria dialogano con l’impronta sensibile e vegetale dello chef Alessio Bordenca. Un’esperienza di soggiorno e gusto che riconnette al ritmo autentico della terra.
Fotografie di Lorenzo Moreni
Dimenticate il rumore della tecnologia e immaginate di seguire le tracce silenziose dei monaci che, secoli fa, trovavano riparo in questo angolo di Cureggio. Capuccina non è solo un agriturismo, ma una dimora del XVI secolo restituita alla sua vocazione originaria di sosta, dove il lusso non risiede nell'ostentazione, ma nel ritorno alla terra e al suo ritmo. Qui, tra le colline del novarese, la famiglia Caleffi ha creato uno "slow retreat" autentico, nel quale le nove camere rinunciano volutamente alla televisione per lasciare spazio ai suoni del giardino e alla vista, durante le giornate terse, del profilo del Monte Rosa.



Nel periodo primaverile, l’esperienza di ospitalità inizia sotto il pergolato di un glicine secolare o nella suggestiva serra d’epoca, oggi riconvertita in sala colazione: discreta, elegante, in un continuum tra interno ed esterno, fatto di tavoli e sedie in legno, tovagliette di cotone e fiori freschi. In questo spazio inondato di luce, la giornata comincia con torte fatte in casa, marmellate del frutteto della tenuta e prodotti di piccoli artigiani locali, celebrando una convivialità che è, prima di tutto, rispetto per il territorio. Non ci sono esagerazioni, tutto risulta invitante, calibrato, gustoso, curato. Perché l’eccessiva abbondanza qui sarebbe uno stridente controsenso. E mentre si sorseggia un buon caffè, può capitare di scorgere qualche capriolo o daino che fa capolino dagli alberi. A me è successo, una piccola magia di buongiorno che concilia con il mondo.

UN DIALOGO CULINARIO CON LA NATURA
Il fulcro gustativo di questa rinascita è la cucina, guidata dal giovane Chef Alessio Bordenca, tornato nelle sue zona d’origine dopo un "Grand Tour" europeo in alcune brigate prestigiose, tra cui quelle di Gordon Ramsay a Londra, Anne-Sophie Pic in Francia e Andrea Aprea a Milano. “Tutte esperienze che in me hanno lasciato un segno formativo indelebile, che mi hanno permesso di crescere, imparare, strutturare una mia personale visione culinaria”. La sua filosofia si riassume in un "ascolto quotidiano" dell’orto biologico di oltre 2.000 mq che circonda la tenuta, dove il raccolto detta la misura di una cucina che vuole essere genuina, responsabile e profondamente radicata nella memoria.



Il vissuto lavorativo e intimo, gli incontri fatti, l’osservanza per la natura e i suoi prodotti tornano ciclicamente nelle creazioni che compongono la carta. La creatività pulsa, Alessio sa indirizzarla con grande gentilezza, con pacatezza e la consapevolezza di voler offrire una esperienza personale, leggibile e confortevole. Ci riesce pienamente. I sapori sono armonici, calibrati, pieni. Sono golosi. Bordenca è giovane, ma mentre racconta le sue idee, tutto l’impegno che mette ogni giorno (tra orto e fornelli), si comprende perfettamente, così come si comprende quanto questo lavoro sia parte di lui, quanto non tenda a “infiocchettare”, ma portare in tavola una sostanza raffinata e ricca di tecnica. Il guizzo spesso giunge per caso, “capita che un piatto o una ricetta nasca dai prodotti a disposizione, anche da quegli ortaggi o frutti che sembrano imperfetti, troppo piccoli, io amo trovare il modo di impiegarli diversamente”.




I PERCORSI, LA CANTINA, L’ATMOSFERA
A tavola, Bordenca traduce questa connessione con la terra in tre percorsi narrativi: “Racconto Libero”, otto portate a sorpresa che fondono i profumi della stagione; "Terra Fuoco Aria Acqua", un omaggio tecnico ed emotivo al territorio, dove spicca la carezzevole Quaglia tonnata, rivisitazione d'autore nella quale emerge la nota del cappero, seguita dalla profondità del Piccione alla brace, servito con il tocco vegetale del cavolo riccio e confettura di fichi per esaltarne la freschezza, o il complesso e delicato Riso in riva al lago, con una composta di prugne e salsa di borragine, mantecato con burro, alloro e limone, bottarga di trota, croste di parmigiano fermentato e completato con filetto di storione affumicato e acetosella.




La celebrazione massima della biodiversità locale si gusta nel menu "Voci dall’Orto", una proposta interamente vegetariana dove la celebre Cipolla bionda di Cureggio (Presidio Slow Food) diventa protagonista assoluta, accompagnata da un panino al latte con miele di cipolla. Il menu si arricchisce di spunti originali come i Tajarin in versione BBQ, ovvero serviti con crema di melanzana affumicata, salsa barbecue, salsa di ricotta affumicata e cacao, chiudendo in dolcezza con ricordi d'infanzia, opera della Pastry Chef Alessandra Gattuso, come il "Bonèt di mezzanotte", reinterpretato con sapori stagionali, l’aromatico Pere e Zola, o la rilettura attuale e tecnicamente intensa del "Riso e latte".





Ad accompagnare l’esperienza gastronomica, la possibilità di una ricca e variegata cantina con una scelta proveniente da tutta Italia e non solo, ma anche con i vini prodotti direttamente dalla tenuta, che illustrano il carattere del Nebbiolo e della Vespolina attraverso etichette nate da un approccio sostenibile. Ogni sorso e ogni boccone alla Capuccina sembrano voler riconnettere l'ospite con un battito naturale ormai dimenticato, trasformando il pasto in un vero e proprio rituale di relazione con la terra.


Soggiornare alla Capuccina è come abitare in un quadro dove i colori sono quelli delle stagioni e la cornice è un’architettura antica che ha imparato a parlare la lingua del design moderno: un luogo dove il silenzio non è assenza di suono, ma la melodia della natura che torna a farsi ascoltare.
INDIRIZZO
Agriturismo Capuccina
Str. Cappuccina, 7, Cureggio (NO)