Alta cucina Mixology

Asian Sensation Bangkok: perché i cocktail saranno il pairing del futuro nell’alta cucina

di:
Giovanni Angelucci
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Bangkok si conferma una delle capitali gastronomiche più vibranti al mondo. Dallo scorso 24 novembre al 27 novembre 2025, la città ha ospitato la seconda edizione di Asian Sensation Summit (ASSE), un evento unico nel suo genere che mette al centro il dialogo tra fine dining e cocktail pairing, ribaltando l’idea tradizionale dell’abbinamento cibo-vino.

In copertina Roy Yerushalmi Sassoon e un drink di Firefly

L'evento

Parte della piattaforma internazionale World of Sensation, ASSE è attualmente l’unico summit globale dedicato esclusivamente alla relazione tra alta cucina e mixology d’autore. L’obiettivo è chiaro: “Portare i cocktail al centro dell’esperienza gastronomica dei ristoranti di alta cucina e valorizzare il ruolo del bartender al pari di quello del sommelier”, afferma il fondatore e direttore creativo dell’evento Roy Yerushalmi Sassoon.

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Il cocktail pairing, dunque, come alternativa contemporanea, non provocazione ma scelta consapevole e moderna: più flessibile grazie alla possibilità di modulare il contenuto alcolico, più locale valorizzando distillati e ingredienti regionali, soprattutto in mercati senza una forte tradizione vinicola, più sinergica offrendo agli chef una libertà creativa senza precedenti nel dialogo con il bicchiere. Un approccio che si traduce in menu strutturati pensati per durare, non a caso gli eventi di ASSE segnano il lancio ufficiale dei menu di cocktail pairing dei ristoranti coinvolti, disponibili per i successivi dodici mesi.

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Kimpton Maa-Lai Bangkok

La filosofia

“L’idea dietro ASSE è dare ai cocktail il rispetto che meritano, aprire la mente degli chef e dell’alta ristorazione, dimostrando che tutto ciò che il vino sa fare accanto al cibo, i cocktail possono farlo altrettanto bene, e spesso anche meglio”. Roy parla di Culinary Cocktail, un termine coniato durante la prima edizione dell’evento: “è l’ultima evoluzione della mixology, drink gastronomici, complessi e sofisticati quanto un piatto stellato, una filosofia che sta ridefinendo i confini tra cucina e bar, trasformando il cocktail in un vero e proprio strumento narrativo dell’esperienza gastronomica”, continua il giornalista, a cui abbiamo posto alcune domande.

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Le Du Kaan

Quando e perché è nata questa idea?

“World of Sensation (WOS) è una serie di summit nata nel 2022 con l’obiettivo di mostrare e legittimare il cocktail pairing all’interno dell’alta ristorazione. L’ispirazione arriva dall’America Latina, dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza di menu ibridi (cocktail e vino) al ristorante Central in Perù e, soprattutto, da Celele, il ristorante del giovane chef Jaime Rodríguez a Cartagena, in Colombia. Lì vengono serviti solo cocktail e senza compromessi, accanto alla straordinaria cucina di Jaime, con il supporto dei bartender del vicino santuario della mixology, Alquímico. È stato un momento rivelatore. Il primo summit WOS, Asian Sensation (ASSE), si è svolto a Bangkok, una metropoli giovane e dinamica dove il dialogo tra grandi chef e bartender di punta avviene in modo naturale. Il risultato è stato intenso: 72 ore di cene abbinate a cocktail, esperienze culinarie, guest shift e pura mixology”.

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Perché Bangkok?

“Bangkok è una città che non ha paura di rimettere in discussione il concetto stesso di fine dining. Qui gli chef creano continuamente combinazioni avvincenti che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate impensabili come cocktail bar all’interno di ristoranti stellati Michelin, menu degustazione basati sui distillati. Ho sentito che Bangkok fosse il luogo perfetto: giovane, non conformista, con uno sguardo globale e una scena gastronomica straordinaria dove il nostro sogno poteva diventare realtà”.

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Come vengono scelti chef e bartender?

“Ho scelto i partecipanti di quest’anno perché hanno portato a Bangkok un forte spirito artigianale. Sono tutti bar acclamati, in forte ascesa, e lavorano su distillati non convenzionali: Maycoll Tobon di Carmen a Medellin è focalizzato sul Viche, Vaggelis Penikis del greco Purovōku Project sul tsipouro (acquavite bianca), mentre Stelios Papadopoulos di Barro Negro in Atene è un vero pioniere del mezcal e dei distillati artigianali messicani”. Per Roy Bangkok rappresenta una combinazione irripetibile: “La scena food & drink della città è una tempesta perfetta, ospitalità eccezionale, creatività senza limiti e un approccio profondamente orientato all’ospite. Non sorprende che sia una delle scene gastronomiche più premiate e in rapida crescita al mondo, casa di alcuni dei migliori chef e bartender in assoluto”.

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E quindi quali sono per te le insegne imperdibili tra le tante?

“Mi sento sempre a mio agio nei luoghi che danno il massimo senza ostentarlo. Quando sei davvero il migliore, spesso lo sei con una certa nonchalance ed è questo che amo. Nusara per esempio è uno dei migliori ristoranti al mondo: sono immensamente orgoglioso che Chef Ton, il miglior chef d’Asia, sia stato il primo a credere in Asian Sensation e a unirsi al progetto. Gliene sarò sempre grato. Tra i bar, Firefly occupa un posto speciale, lo amo per lo stesso motivo: un lavoro di squadra incredibile e un luogo dove incontri sempre persone affascinanti, dalle star del cinema internazionale ai migliori chef della città. Seguono Vesper Bar, Opium Bar e BKK Social Club guidato da Philip Bischoff che merita una menzione speciale, probabilmente è uno dei migliori bartender al mondo in questo momento.

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Nusara
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Opium Bar

Non perdo mai l’occasione di mangiare il Moo Yang quando sono a Bangkok, il Polo Fried Chicken vicino al Lumpini Park, è il posto giusto per farlo, ma anche dove dedicarsi alla cucina tradizionale thailandese in generale. Anche il semplice ristorante sulla strada di Convent Road, accanto al Vesper, è un posto che adoro. Per quanto riguarda la cucina italiana, perché so che molti non possono farne mai a meno, consiglio il Riva del Fiume, un posto che visito sempre quando sono in città”.

Gli appuntamenti

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Opium Bar

La prima delle tre notti di eccellenza gastronomica a Bangkok si è svolta all’Opium Bar, lo speakeasy pluripremiato di Chef Pichaya “Pam” Soontornyanakij, eletta World’s Best Female Chef 2025. Una volta all’anno, in occasione di ASSE, la chef porta la sua cucina stellata direttamente nel cocktail bar. La cena ha celebrato il lancio del menu di cocktail pairing di Potong (1 stella Michelin), firmato dal bartender Matteo Cadeddu e disponibile nel ristorante per tutto l’anno. Situato nel cuore di Chinatown, Potong nasce all’interno di un edificio storico di famiglia che per oltre un secolo è stato una farmacia di medicina tradizionale cinese. Qui prende forma una cucina Thai-Cinese progressiva, profondamente legata alla memoria, al territorio e a tecniche come la fermentazione spinta, con piatti iconici come il Pad Thai contemporaneo e le diverse interpretazioni dell’anatra. L’Opium Bar, distribuito tra il quarto e il quinto piano, è oggi una destinazione imprescindibile della mixology asiatica, classificato al n.43 degli Asia’s 50 Best Bars 2025 e presente nella lista estesa mondiale.

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Opium Bar

Altra tappa fondamentale è stata il ristorante Nusara (1 stella Michelin) di Chef Thitid “Ton” Tassanakajohn, costantemente tra i migliori ristoranti d’Asia insieme al fratello sommelier Chaisiri ‘Tam’. Affacciato sul fiume Chao Phraya e di fronte ai templi di Wat Pho, rende omaggio alla nonna dei fratelli Ton e Tam attraverso un menu degustazione che reinterpreta la tradizione thailandese in chiave contemporanea. Il cocktail pairing, realizzato insieme al Nuss Bar di Ronnaporn Kanivichaporn, gioca su un raffinato scambio di ruoli: le note acide dei drink entrano nei piatti, mentre spezie, caviale e persino nero di seppia passano dal piatto al bicchiere. Il risultato è un menu che sarà proposto tutto l’anno all’interno di questo piccolo bar che utilizza esclusivamente distillati thailandesi, rinunciando completamente agli spirits internazionali e rafforzando un’idea di artigianalità locale portata all’eccellenza. E ancora l’elegante dimora Avant all’interno dell’hotel Kimpton Maa-Lai.

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Al comando del ristorante stellato franco-giapponese situato al 30° piano, c’è lo chef singaporiano Haikal Johari che guida un intimo omakase da 11 posti, aperto solo quando è presente in cucina. I suoi piatti sono stati abbinati ai cocktail di Ruby’s, bar narrativo ispirato alla gemmologia. Ogni drink rappresenta una pietra preziosa dando vita a un’esperienza immersiva, silenziosa e profondamente dialogica tra ospite e bartender. Il percorso di World of Sensation continua: nel 2026 gli eventi toccheranno India, America Latina e torneranno a Bangkok dal 27 al 30 aprile. Per la prima volta i biglietti saranno disponibili al pubblico. Insomma, non perdetevela.

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