Attualità enogastronomica

Torino, dopo 32 anni lascia il suo locale per fare il papà: lo chef de L'Birichin cambia vita

di:
Sveva Valeria Castegnaro
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copertina nicola batavia

È tempo di novità per lo chef-patron del Birichin: Nicola Batavia cambia vita.

La notizia

La vita di ognuno è fatta di diverse fasi ed ora, per Nicola Batavia, è arrivato il momento di fermarsi e concludere il capitolo dedicato L'Birichin - il suo ristorante torinese -  per aprirne uno nuovo dove protagonista sarà la famiglia. Dopo ben 32 anni chiude infatti il celebre locale al 16 di Via Monti e, così, anche The Egg, il bistrot che deve il nome all’ingrediente principe dell’iconico “Uovo, Fonduta, patata, nocciola e cacao”, piatto simbolo dello chef. “E’ una scelta di vita. Un cambiamento che sentivo di dover fare. Ho vissuto tante vite in tanti luoghi nel mondo. Ora ho deciso che il mio posto, nei prossimi anni, sarà il più vicino possibile a mio figlio. Ho venduto il locale a due ragazzi, qui faranno pizze gourmet. Mio figlio Vittorio ha dieci anni. Sono diventato padre tardi, di anni ne ho 58 e non voglio perdere tempo. Quando lo racconto agli amici mi dicono 'fai bene, per la carriera non ho visto crescere i miei'”, confida lo chef al Corriere della Sera. 

nicola batavia
 

Una profonda volontà di cambiamento e una netta scelta di vita, che dopo una carriera trascorsa a esplorare il mondo e a raccontarlo attraverso piatti, almeno per il momento, lo vede abbandonare la ristorazione per dedicare più tempo agli affetti. Una svolta che trascende l’area professionale e vedrà Batavia cambiare in toto la sua routine. “Se mi spaventa questa scelta? Certo, a volte ci penso, ma è proprio per questo  che ho venduto il locale, per poter tagliare il ponte, prendere una decisione definitiva. Se vendere e traslocare è un lutto, io ne vivo due. Perché ho venduto anche la mia casa di Moncalieri: in due settimane sposto prima le cose del ristorante e poi l’appartamento. Ho quasi 59 anni, il Birichin è sempre stata la mia creatura fino a quando, 11 fa, appunto, ebbi la fortuna di diventare padre di Vittorio. La mia compagna vive e lavora a Milano e io, per tutto questo tempo, ho viaggiato.

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nicola batavia piatto
 

Ho trascorso 11 anni a fare su e giù, ogni settimana, vivendo metà tempo a Milano, metà a Torino ma, adesso, non voglio più perdere un attimo della vita di Vittorio e, finalmente, ho deciso di trasferirmi. Lui è la mia vita. Torno a Milano, in questi giorni faremo tante feste per salutare gli amici e i clienti affezionati. Poi sarò qui da turista, Torino è una città splendida se non devi lavorarci. E fra qualche anno vedremo", ribadisce sempre ai microfoni del Corriere. Con la chiusura del Birichin si conclude un capitolo della vita di Batavia, ma anche un importante tassello della scena gastronomica torinese e italiana.

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Attorno ai tavoli del ristorante di Batavia si sono seduti tra i più importanti personaggi a livello mondiale: “...da Silvio Berlusconi a Sergio Marchionne sono stati miei ospiti. Jovanotti è pazzo per il mio uovo e ci sono stati Lucio Dalla, Giorgio Panariello, Renato Zero, gli Elkann, i Lavazza e molte star della Nike, anche il compianto Kobe Bean Bryant. Ora cercherò di riposarmi un attimo e continuerò a gestire le mie consulenze per il mondo, dalla Francia a Dubai e, soprattutto, cercherò di passare più tempo possibile con mio figlio andando a prenderlo a scuola e portandolo a giocare a pallone. Prendo una pausa, ho ancora tante cose in ballo nel mondo. E tanti impegni, anche l’Olimpiade di Milano-Cortina”.

nicola batavia Massimiliano Sticca
 

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