Kitchen Nightmares di Gordon Ramsay, da cui è stata tratta la versione italiana Cucine da Incubo, è una delle serie televisive più seguite in tutto il mondo. Tanto iconica per il suo intrattenimento drammatico, quanto deleteria per alcuni dei ristoratori che vi hanno partecipato: lascia una scia di controversie che ne accentuano la natura polarizzante.
La notizia
Il carattere incendiario di Ramsay e il suo linguaggio senza filtri sono diventati un marchio di fabbrica dello show. La sua capacità di individuare i problemi di un ristorante, che vanno dalla qualità del cibo alla gestione del personale, lo rende un personaggio affascinante e carismatico. Ogni episodio è impostato come un dramma, con lo chef che, dopo essere inizialmente sconvolto dalle pessime condizioni dei locali, prende in mano la situazione e guida un cambiamento radicale. Questo approccio è stato fondamentale per il successo del programma, rendendolo così avvincente.
Nonostante ciò, molti locali sono finiti per chiudere poco dopo la fine della messa in onda, circa l’80%: dei 105 visitati fra Regno Unito, Francia, USA e Spagna, solo 19 sono ancora aperti, secondo quanto riportato da Unilad. Questo ha sollevato critiche sull'effettiva efficacia del format e sul fatto che le trasformazioni fossero più orientate allo spettacolo televisivo che a un vero risanamento. Alcuni partecipanti invece, hanno riferito che partecipare non solo ha danneggiato la loro reputazione, ma che l’esperienza è stata psicologicamente devastante. L'aggressività di Ramsay e le situazioni di stress estremo hanno portato a forti crisi emotive.
Un ristorante di New Orleans ha provato a fare causa a Gordon, dopo che nel 2018 venne pubblicato un video su Facebook, cliccato da 1,5 milioni di utenti e disponibile per sole 24 ore, in cui lo si riprendeva mentre vomitava dopo aver annusato un contenitore colmo di gamberetti. La clip mostrava anche la scoperta di tre topi morti tra le mura della struttura.
Fra le accuse si legge “Durante le riprese dell'episodio gli imputati hanno fatto di tutto per drammatizzare eccessivamente, e inventare persino problemi inesistenti con l’obiettivo di aumentare gli ascolti. Nessuno degli eventi descritti è reale, tutto è stato distorto e orchestrato. Il filmato dipingeva intenzionalmente Oceana e i suoi dipendenti in maniera distorta e negativa, presentando l’ambiente mal gestito e insalubre”.
È fondamentale prendere in considerazione anche l'impatto del Covid-19, che ha influito pesantemente sulla maggior parte delle attività, aggravando ulteriormente le difficoltà già esistenti. La pandemia ha portato a chiusure temporanee, restrizioni operative e una significativa riduzione del flusso di clienti, mettendo a dura prova la sopravvivenza di molte realtà. Anche coloro che hanno beneficiato dell'intervento di Ramsay hanno dovuto affrontare nuove sfide, come l'adattamento alle normative sanitarie, il caro prezzi e la necessità di reinventarsi.