Ca’ del Moro è il progetto di ospitalità e cucina che completa l’esperienza vitivinicola de La Collina dei Ciliegi. Qui gli chef Giuseppe Lamanna e Lina Maffia portano in tavola la riscoperta del territorio di Lessinia e Valpantena
Ca' del Moro
- La storia
In principio era una antica casa circondata da una collina dove a dominare l’ambiente svettavano numerosi alberi di ciliegio, in una atmosfera gentile sospesa tra tempo e natura. Tra storie contadine e legame con la terra. Oggi su quella collina i ciliegi hanno lasciato nome e ricordi, cedendo il posto a un ricorrersi di vigne, mentre l’antica casa è rimasta lì, immobile e rassicurante ma vestita di nuova vita.
Quella casa dal fascino discreto ed elegante è Ca’ del Moro, non solo resort ma wine retreat, frutto di un attento e appassionato recupero di un luogo che profuma di famiglia, delle antiche stalle e del fienile del Borgo di Erbin a Grezzana, in provincia di Verona. Un’opera di ristrutturazione voluta dall’imprenditore Massimo Gianolli e realizzata tramite gli antichi metodi costruttivi dei rifugi lessini, con tecniche di miscelazione di pietre, calci vive legni e fibre naturali.
Un angolo di silenzio rispettoso del paesaggio, perfetto per una fuga dalla quotidianità, fra la tranquillità di una natura accogliente, sorsi di vini da assaporare e bontà territoriali da gustare. Si tratta di una vera e propria filosofia, basata sulla piacevolezza di concedersi il lusso dei momenti da dedicare a sé stessi.
Perché l’idea da cui si viene ispirati è quella di una esperienza che ruota attorno all’uomo e alle piccole abitudini di ogni giorno, ai valori e ai gesti semplici. È una dimensione del passato che risulta moderna scoperta, proprio perché inusuale.
La cucina
Territorio, tanto territorio. E poi riscoperta di sapori. Il tutto fatto bene, con cura e senza forzature. La proposta gastronomica di Ca’ del Moro si compone di percorsi che partono dalla materia prima locale per arrivare a creare un racconto dalla spiccata piacevolezza, unito a una semplicità di lettura che si svela dal primo boccone. Una cucina buona. Una cucina piena.A realizzarla il giovane chef Giuseppe Lamanna, in coppia con Lina Maffia. Calabrese lui, pugliese lei, portano in tavola la Lessinia con i suoi sapori, l’uomo e le sue tradizioni, elaborati e studiati con capacità, discrezione e sicurezza. Poi ci sono le rispettive origini che fanno capolino con tocchi incisivi di contrasti ben calibrati e mai invadenti.
“Le nostre idee partono dai ricordi, ci piace pensare di trasmetterli agli ospiti richiamando quella nota di familiarità di profumi e sapori dell’infanzia. – spiega Lina Maffia – Poi il viaggio e le esperienze vissute sono altri elementi che influenzano e stimolano la nostra creatività in cucina”.
“L’ispirazione primaria è originata dalle solide basi della cultura gastronomica italiana, non dimentichiamo che il nostro Paese ha tanto da dare, tra le migliori materie prime e tradizioni. – sottolinea Giuseppe Lamanna – spesso andiamo a cercare altrove qualcosa che invece è vicino a noi. Nei nostri piatti puntiamo alla stagionalità degli elementi, alla ricerca dei produttori locali con i quali costruiamo un dialogo quotidiano, e al recupero di alcune tipicità dimenticate ma dal grande valore, come la varietà di Gallina Grisa o l’Agnello di pecora Brogna della Lessinia”.
Agnello di pecora brogna della Lessinia in doppia cottura, salsa all’amarone, pastinaca, tartufo nero e issopo
Giuseppe non ama strafare, la sua strada è di certezze, conosce bene le varie tecniche e altrettanto bene le sa usare. Ogni portata ha un primo, ampio, strato di comprensione e un secondo livello più nascosto di complessità dove si gioca la partita del sapere acquisito nel tempo.
Una purezza di pensiero che rifugge le eccessive lavorazioni delle materie prime, perché “i buoni ingredienti vanno rispettati, se ne deve percepire ogni sentore”. Poi c’è l’abilità del cuoco, che per Giuseppe si traduce nel cercare di interpretare il meglio del territorio in cui si trova, mettendoci “del suo”. Una firma che ha scritto con cautela tra le varie proposte, ma in modo plateale nel pre-dessert che non ti aspetti: piccanti e avvolgenti Spaghetti con ’Nduja.
Così la carta è una passeggiata golosa in Valpantena, tra l’altopiano dei Monti Lessini. Due i menu degustazione a mano libera, uno da 5 portate e uno da 9 per una visione completa della filosofia culinaria di Giuseppe, Lina e Ca’ del Moro. Territorio anche nei vini, quelli della Collina dei Ciliegi: i classici e intensi Amarone e Valpolicella Superiore, il più fresco e delicato Garganega e il Brut, la bollicina leggera e beverina.
Foto di Lorenzo Moreni
Indirizzo
Ca' del Moro Wine Retreat