Dove mangiare in Italia La rivoluzione sostenibile by BMW

Casa Vidaschi, il ristorante con roseto e fioraio: un’oasi di gusto a Roma

di:
Florinda Pavone
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Tanti spazi pensati per ogni momento della giornata in un ambiente caldo e accogliente: Casa Vidaschi è la nuova “oasi verde” in cui mangiare, acquistare fiori e godersi un momento di relax a Roma.

È nata la collaborazione tra Reporter Gourmet e BMW Italia per una serie di contenuti incentrati sulla sostenibilità ambientale: vi racconteremo l’approccio green di chef, produttori, viticoltori e artigiani che stanno rivoluzionando il mondo del food nel rispetto del territorio. Pronti a partire con noi per questo viaggio gourmet? Allacciate le cinture.

La storia

L’idea di questa piccola oasi di relax e natura nel quartiere Monteverde nasce “in un caldo pomeriggio di luglio” da due amici di vecchia data, Simone Pellegrino e Mariangela Pagone. Lui forte di un’esperienza ventennale nel settore, lei neofita proveniente dal mondo del marketing, si sono uniti per creare un’esperienza unica, “all day long”, andando oltre il concetto di ristorazione e offrendo un servizio di ospitalità per tutti i momenti della giornata. “Casa Vidaschi” prende il nome del luogo in cui sorge, via Lorenzo Vidaschi, abbinato al messaggio e all’augurio -destinato ai clienti- di sentirsi come a casa. Inaugurato a metà dicembre, nella stagione primavera-estate esprimerà al meglio il suo potenziale vantando tanti spazi all’aperto e nel verde.

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Il locale

Un insieme di ambienti concepiti come una casa: all'interno troviamo il salotto, la veranda, il patio, il pergolato, la corte, il roseto e addirittura un fioraio. Ciascuno di essi è stato pensato per soddisfare un momento diverso della giornata, a seconda dell’atmosfera che il cliente vorrà vivere di volta in volta. Il locale, che nel complesso può ospitare 200 coperti, di cui 90 destinati alla ristorazione, è stato realizzato nei minimi dettagli dallo studio GAD sotto la guida di Nicodemo Albanese, dalle linee ai colori, fino ai materiali, per rendere concreto il clima caldo e avvolgente delle mura domestiche. La caratteristica lampante è la trasparenza. Ambienti separati, ma che si affacciano l’un l’altro, a rendere l’idea di uno spazio unico. Cucina a vista, pareti a vetro che sin da fuori fanno vedere il bar, il patio, il salotto e la veranda. Tutto vivace e colorato. Uno stile ricercato che, però, fa sentire a proprio agio, quasi di buon umore.

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Il Roseto casa vidaschi
Il roseto

Insieme al maître e sommelier Miro Caruso, facciamo un giro della “casa”. Partendo dall’ingresso e varcando la soglia del cancello con l’insegna “Casa Vidaschi” vediamo il patio, un’area verde con dettagli colorati dove è consigliata la colazione, un brunch o un pranzo veloce. Sulla sinistra una casetta con un’insegna inaspettata, “il fioraio”. Ma come un fioraio? Ebbene, sì. All’interno della serra, un’esplosione di colori e profumi dove vi accoglierà il garden designer Luca Terracina. Considerando i fiori come il fil rouge del locale, questa flower boutique è stata pensata per dare la possibilità ai clienti di acquistare composizioni di fiori freschi o stabilizzati per la serata, oppure come regalo.

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I pancakes

Entrando invece nel locale vero e proprio, vediamo sulla sinistra il salotto con bar, cucina e laboratorio di pasticceria; sulla destra la veranda. Entrambe pensate per una cena, sono due sale divise da un corridoio centrale che ci porterà più avanti all’esterno, dove, superata una tenda, troveremo un’area lounge riservata al dopo cena, il pergolato. Sulla destra circa cinque tavoli in radici di albero naturale costituiscono invece la corte, sempre per un pranzo o una cena all’aperto. Infine, a chiudere in bellezza il locale, uno spazio intimo e romantico, il roseto, che può ospitare una quindicina di persone, ideale per le occasioni speciali. In cucina troviamo lo chef Alessandro Remondi, in pasticceria il pastry chef Roberto Semerano e al bar Federico Minnei.

Roberto Semerano pastrychef
Roberto Semerano
Miro Caruso sommelier
Miro Caruso

I piatti

I piatti proposti rimandano sempre alla natura, utilizzando materie prime fresche e di qualità. Salumi e formaggi di Cibaria, frutta e ortaggi di Nuova Sabe, il pesce di Meglio Fresco e la carne del Gruppo Galli. Mise en place colorata e armoniosa con i fiori al centro della tavola e delle stoviglie targate “Casa Vidaschi”.

Alessandro Remondi chef
Alessandro Remondi
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Lo chef ci propone un menu di pesce e si parte con due antipasti. Un bao di tonno scottato con maionese allo yuzu e porro fritto con polvere di paprika affumicata (servito anche come appetizer durante l’aperitivo) e il baccalà mantecato su cremoso di patate, olive nere, cipolla rossa, rapa rossa e una cialda croccante di riso al nero di seppia. Il bao ben fatto, il tonno fresco e la frittura del porro decisamente croccante. Ottimo l’abbinamento con la mayo dalle note agrumate. Il baccalà risulta invece gustoso e colorato, grazie alla polvere di rapa e alle cipolle rosse. Nel complesso un gusto bilanciato, ammorbidito dalla presenza del cremoso di patate.

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Lo chef ci spiega che a differenza del pranzo, dove racconta principalmente le sue origini romane, il menu della cena osa e si spinge verso sapori meno conosciuti. Con questa premessa proseguiamo con due primi: prima un tagliolino fresco al burro di Fobello (burro d’alpeggio premiato dal Gambero Rosso) con limone candito, foglie di cappero e alici del Cantabrico. Un primo ben mantecato, dal profumo intenso di limone e di mare. La foglia di cappero in chiusura è una vera chicca. In seguito uno spaghettone Mancini con crema di aglio nero, battuta di gambero rosso e il suo fondo, liquirizia e lime. Un’esplosione di colori e sapori, sicuramente dal gusto particolare -non per tutti. Piatto fortemente voluto dallo chef per la sua spinta ad aprire gli orizzonti sensoriali clientela.

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A seguire un polpo rosticciato su crema di cannellini e chutney di peperoni. Vincente l’accoppiata del fagiolo con il peperone, suggelata da una salsa agrodolce a dare la giusta spinta.

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Dulcis in fundo, un’anticipazione golosissima del menù dei dolci estivo: la sfera di cioccolato bianco ripiena di mousse al limone, ciliegie e agricanto (liquore di uva raboso e ciliegie). Scioglievole, goduriosa, una sorta di scrigno variegato all’amarena che mette tutti d’accordo. Del resto, il locale punta molto sulla pasticceria, dedicando un apposito spazio al laboratorio capeggiato dal pastry chef Semerano, che dalla mattina alla sera delizia i clienti con lievitati e dessert come questo.

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Trovi qui la mappa delle reti di ricarica BMW

Foto: @Emanuela Rizzo

Indirizzo

Casa Vidaschi

Via Lorenzo Vidaschi, 59, 00152 Roma RM

Telefono: 334 247 1016

Sito web

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