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The Culinistas: da manager di Wall Street a chef privata, come Tiana Tenet guadagna 200€ a pasto

di:
Elisa Erriu
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copertina the culinistas

Non più un servizio riservato a celebrità e milionari: negli Stati Uniti il private chef sta diventando una formula sempre più richiesta anche per la vita quotidiana. Tra meal prep, cene private e menu personalizzati, una piattaforma punta a rendere l'esperienza semplice da prenotare senza trasformarla in qualcosa di ordinario.

La notizia

Fino a qualche anno fa, l'idea di avere uno chef privato in casa sembrava appartenere a un mondo molto lontano dalla quotidianità. Un lusso da celebrità, grandi imprenditori o occasioni talmente speciali da meritare un servizio su misura. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Anche grazie ai social, la figura dello chef che entra in una casa, fa la spesa, cucina e lascia la cucina perfettamente in ordine è diventata molto più familiare. Il problema, semmai, è capire come trovarne uno. È proprio da questa esigenza che nasce The Culinistas, piattaforma statunitense fondata da Jill Donenfeld e Tiana Tenet che vuole rendere più semplice prenotare un private chef, senza eliminare quella sensazione di esclusività che rende particolare l'esperienza. Il servizio permette infatti di scegliere tra diverse formule, personalizzare i menu in base a gusti, allergie ed esigenze alimentari e prenotare uno chef per occasioni molto diverse: dalla preparazione dei pasti per la settimana fino a una cena con gli amici. Una sorta di incontro tra la comodità di una piattaforma digitale e l'esperienza di un ristorante portata direttamente a casa. I prezzi? Come leggiamo sul sito, “il servizio settimanale parte da 250 dollari (circa 215 euro). I costi aggiuntivi includono la spesa (a seconda delle dimensioni e della selezione dei piatti), una mancia di 50 dollari, un rimborso spese di viaggio di 15 dollari per lo chef e le tasse. I prezzi potrebbero essere più alti in alcuni segmenti specifici. Per nuclei familiari con più di sei persone, potrebbe essere necessario un tempo maggiore si realizzazione da parte dello chef, pertanto i prezzi per questi servizi vengono calcolati caso per caso”.

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Dal passaparola alla prenotazione online

Per molto tempo il settore degli chef privati è rimasto legato soprattutto al passaparola. Trovare il professionista giusto significava spesso affidarsi a conoscenze personali, contatti nel mondo della ristorazione o raccomandazioni. The Culinistas prova a cambiare questo meccanismo. La piattaforma propone menu stagionali già elaborati, che il cliente può modificare in base alle proprie preferenze. Si possono sostituire ingredienti, adattare le ricette, tenere conto di allergie e restrizioni alimentari oppure costruire un'esperienza più adatta all'atmosfera che si vuole creare. Il principio è quello di offrire una base strutturata senza trasformarla in un menu rigido. «Le nostre ricette sono solo un punto di partenza», ha recentemente spiegato la cofondatrice Tiana Tenet a Forbes, sottolineando come ogni proposta possa essere modificata in tempo reale per adattarsi al modo in cui il cliente ama mangiare e ricevere gli ospiti. È una differenza importante rispetto al tradizionale chef a domicilio: la personalizzazione rimane, ma il cliente non deve necessariamente costruire tutto da zero.

La prova di Forbes: dalla cucina di tutti i giorni alla festa di compleanno

Per capire se la promessa funzionasse davvero, Forbes ha deciso di provare il servizio in due situazioni molto diverse. La prima è stata una sessione di meal prep destinata a una neomamma. Il menu è stato scelto online partendo da una selezione di piatti e adattato alle esigenze della famiglia. Il giorno dell'appuntamento, lo chef Jack Feinberg è arrivato nell'appartamento di Manhattan con tutti gli ingredienti necessari e ha iniziato a lavorare senza richiedere particolari indicazioni. Al termine, i pasti erano confezionati, etichettati e sistemati ordinatamente nel frigorifero. E soprattutto la cucina era stata lasciata pulita. Una soluzione pensata per chi non cerca necessariamente una cena spettacolare, ma vuole semplicemente arrivare alla fine della settimana con una serie di pasti già pronti senza aver dovuto trascorrere ore ai fornelli. La seconda prova è stata invece molto più conviviale: una cena di compleanno organizzata direttamente a casa.

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Una cena senza passare la serata in cucina

Per l'occasione il menu è stato personalizzato scegliendo, tra gli altri piatti, pollo za'atar, skirt steak con chimichurri, insalata di spinaci con albicocche grigliate e barbabietole arrosto agli agrumi. La padrona di casa aveva però deciso di preparare personalmente il dolce, una torta di compleanno. Anche in questo caso il sistema si è dimostrato abbastanza flessibile: eliminato il dessert, il team di The Culinistas ha proposto di aggiungere delle crudité. La sera della festa è arrivata la chef Giselle Sigala, con gli ingredienti già pronti e un atteggiamento apparentemente molto più tranquillo rispetto a quello di chi organizza normalmente una cena per amici. La differenza, infatti, si è fatta sentire soprattutto sul piano organizzativo. Mentre gli ospiti conversavano, gli antipasti uscivano dalla cucina, le verdure venivano preparate e la carne riposava, senza che la cucina si trasformasse nel consueto campo di battaglia di una cena organizzata in casa. E qui emerge forse il vero lusso del private chef contemporaneo: non dover scegliere tra essere il padrone di casa e stare ai fornelli.

Il vero lusso? Avere di nuovo tempo

È questa la conclusione a cui arriva Forbes dopo le due esperienze. Il cibo, naturalmente, conta. Ma il valore del servizio sembra essere soprattutto un altro: permettere a chi organizza una cena di rimanere davvero seduto a tavola. Da padrone di casa a ospite della propria festa, insomma. Una trasformazione che Jill Donenfeld, altra cofondatrice di The Culinistas, riassume parlando di «sicurezza e tranquillità» per chi organizza un incontro, che si tratti di una cena informale in famiglia o di una festa importante. Le due fondatrici definiscono la privacy «il lusso definitivo». Ma guardando all'esperienza raccontata da Forbes, c'è forse un'altra parola che descrive meglio il valore di questo servizio: presenza.

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Dove sta andando il private chef

The Culinistas opera oggi in diverse grandi città statunitensi, tra cui New York, gli Hamptons, Los Angeles, San Francisco, Austin, Miami, Palm Beach e Washington D.C. La sua crescita racconta un cambiamento più ampio nel modo in cui viene percepito lo chef privato. Da una parte c'è ancora l'idea di esclusività: mangiare a casa propria con un professionista che costruisce il menu sulle proprie esigenze conserva inevitabilmente un elemento di lusso. Dall'altra, però, la tecnologia sta rendendo il servizio più facile da scoprire, confrontare e prenotare.  È forse questa la direzione più interessante del fenomeno: il private chef non deve più necessariamente essere sinonimo di ostentazione. Può essere, più semplicemente, un modo molto costoso ma estremamente efficace per comprare qualcosa che nella vita quotidiana vale sempre di più: qualche ora libera, una cucina pulita e la possibilità di sedersi a tavola quando arrivano gli ospiti. E in un'epoca in cui persino il tempo libero è diventato un lusso, potrebbe essere proprio questo il vero motivo per cui gli chef privati stanno vivendo il loro momento.

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