Aumentano i costi delle materie prime, del lavoro e della fiscalità, mentre i consumi rallentano. Nel Regno Unito cresce la pressione sulla ristorazione e arrivano le prime chiusure simbolo, tra cui a Birmingham, dove la pizzeria Baked in Brick abbassa le saracinesche dopo otto anni. L'imprenditore racconta di aver già dovuto ridurre il personale e teme che, senza misure concrete, altre attività possano seguire la stessa sorte nei prossimi mesi.
La notizia
Otto anni di attività non sono bastati a resistere a un contesto economico sempre più difficile. A Birmingham ha chiuso definitivamente Baked in Brick, una delle pizzerie più conosciute del quartiere di Digbeth. L'ultimo servizio è andato in scena domenica, segnando la fine di un progetto che, secondo il fondatore Lee Desanges, è diventato economicamente impossibile da sostenere. L'imprenditore, che gestisce anche altre attività nel settore dell'ospitalità, descrive una situazione che coinvolge gran parte della ristorazione britannica. Negli ultimi anni, spiega, sono cambiate le abitudini dei clienti, diminuita la disponibilità di spesa e aumentati praticamente tutti i costi necessari per mantenere aperto un locale. «Le persone continuano a entrare nel ristorante e gli incassi non mancano, ma dopo stipendi, contributi, IVA, imposte, ferie e tutte le altre spese resta davvero pochissimo», racconta Desanges a BBC, sottolineando come il problema non riguardi il volume di lavoro, ma il margine sempre più ridotto.

A pesare sono anche gli aumenti delle materie prime. Dalla farina ai pomodori San Marzano, passando per numerosi altri ingredienti, ogni voce di costo è cresciuta negli ultimi anni. Un incremento che, secondo il ristoratore, non può essere trasferito integralmente sul prezzo finale della pizza, senza rischiare di allontanare la clientela. Per questo Desanges torna a chiedere un intervento del governo, in particolare sul fronte fiscale. La richiesta arriva dopo l'annuncio del primo ministro Andy Burnham di una riduzione del 20% della business rate, l'imposta sugli immobili commerciali, destinata però esclusivamente a pub, circoli e locali con musica dal vivo a partire dall'aprile 2027.

I ristoranti sono rimasti esclusi dal provvedimento e molti operatori del settore contestano questa scelta. «Non serve soltanto una riduzione della business rate», afferma Desanges. «La vera priorità è abbassare l'IVA, che oggi sta soffocando l'intero comparto.» L'imprenditore racconta di aver già dovuto ridurre il personale e teme che, senza misure concrete, altre attività possano seguire la stessa sorte nei prossimi mesi. Dal governo, per il momento, non sono arrivate aperture immediate. La Chief Secretary to the Treasury Emma Reynolds ha dichiarato che tutte le imposte restano oggetto di valutazione e che ulteriori riforme potranno essere prese in considerazione in vista della prossima legge di bilancio, senza però anticipare eventuali interventi. La chiusura di Baked in Brick si inserisce così in un dibattito sempre più acceso sul futuro della ristorazione britannica. Da una parte ci sono imprese che chiedono una revisione del carico fiscale per affrontare l'aumento dei costi; dall'altra un governo che, almeno per ora, ha scelto di concentrare i primi aiuti su altre categorie dell'ospitalità. Per molti ristoratori, però, il tempo a disposizione per aspettare nuove misure si sta rapidamente esaurendo.
