Attualità enogastronomica

Crisi della ristorazione, chef chiude dopo 4 anni di premi: “Sono nelle guide ma ho pochi clienti”

di:
La Redazione
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copertina the crown chiude

Nemmeno i premi e l'inconfondibile marchio della Rossa riescono a proteggere la ristorazione di qualità dalle insidie dell'economia attuale. Dominic Chapman, nome di primissimo piano del panorama culinario britannico, ha abbassato definitivamente la saracinesca di The Crown, celebre gastropub in mattoni a vista situato a Burchetts Green.

Il miraggio dei premi e la dura realtà dei numeri

"È davvero triste dover chiudere The Crown, ma i conti alla fine non tornavano", ha ammesso con schiettezza lo chef. Una dichiarazione che suona come un campanello d'allarme per l'intero settore: i riconoscimenti – inclusi l'inserimento nella Guida Michelin e il 22° posto nella classifica dei Top 50 Gastropubs – non bastano a colmare il divario tra costi operativi crescenti e capienza ridotta.

Rilevato nel maggio 2022 dalla famiglia di Simon Bonwick (che vi aveva conquistato una stella Michelin nel 2016), The Crown si era fatto apprezzare da subito per una cucina autentica, fatta di piatti generosi, sapori confortanti e un'attenta selezione di birre e vini. Ma l'alchimia perfetta nel piatto non si è tradotta in sostenibilità economica per una sala con pochi coperti.

Dominic Chapman
 

Dalle stelle del Fat Duck ai successi in TV

Rappresentante della quarta generazione della famiglia di ristoratori del celebre Castle Hotel di Taunton, Chapman vanta un curriculum degno di nota. Dopo l'addestramento nei templi dell'alta cucina come il tre stelle Michelin The Fat Duck e il Kensington Place al fianco di Rowley Leigh, ha guidato come executive chef The Hinds Head di Heston Blumenthal.

Il successo personale si è consolidato negli anni successivi: prima la conquista della stella Michelin e di tre rosette AA al Royal Oak di Paley Street, poi il lancio del Beehive nel 2014, fino alle apparizioni sul piccolo schermo nel cult televisivo Great British Menu sulla BBC.

Burchetts Green the crown
 

Una nuova avventura formato XXL: nasce "The Jack"

Se la porta di The Crown si chiude, per lo chef britannico si apre subito una nuova e più ambiziosa sfida insieme al socio Nigel Sutcliffe. Tutte le energie della coppia si concentrano ora su The Jack O'Newbury (abbreviato in "The Jack"), uno spazio a Binfield restaurato da cima a fondo per superare i limiti strutturali che hanno penalizzato il progetto precedente.

La nuova destinazione del gusto punta su numeri e spazi decisamente diversi:

  • Capienza estesa: una sala da 80 posti a sedere, affiancata da un accogliente lounge-bar riservato ("The Snug");
  • Filiera cortissima: due acri di terreno privato che ospitano un orto dedicato e un'ampia terrazza;
  • Ospitalità a tutto tondo: 11 camere da letto distribuite tra l'edificio principale e un fienile finemente ristrutturato.

"Ora posso dedicare ogni energia a questo progetto a cui teniamo tantissimo, pronti a farlo decollare", conclude Chapman. Un cambio di rotta drastico che dimostra come, nel mercato odierno, la ricetta per il successo richieda non solo il talento ai fornelli, ma anche spazi adatti e modelli di business sostenibili.

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