Attualità enogastronomica

Clienti che scappano senza pagare, è allarme negli UK: "Stanno rovinando i ristoranti"

di:
La Redazione
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Tra trucchi grotteschi ed "evasioni" al momento del caffè, Oltremanica sale la protesta dei ristoratori. Un fenomeno invisibile e in crescita che mette a dura prova la sopravvivenza dei locali.

Sedersi al tavolo, degustare carne alla griglia o piatti da condivisione e poi, con la scusa di una sigaretta o approfittando di un momento di calo in sala, svanire nel nulla senza saldare il conto. Il fenomeno del "dine and dash" — il mangiare e scappare — sta trasformando il servizio in sala in una corsa a ostacoli per moltissimi ristoratori del Regno Unito, come attesta qui BBC affrontando il tema. Non si tratta di casi isolati: secondo UK Hospitality, l'associazione di categoria del settore ristorativo, ben un terzo dei locali britannici ha subito almeno un episodio di questo tipo nell'ultimo anno. Un dato allarmante che delinea un ritratto inaspettato dei responsabili. Come sottolinea l'amministratore delegato dell'associazione, Allen Simpson, la figura dell'avventore disonesto è impossibile da stereotipare: non ci sono tratti distintivi, ma si va dal gruppo di ragazzi in serata goliardica fino all'incredibile quadretto familiare, con nonni e nipoti al seguito.

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Escamotage surreali e tavoli all'aperto a rischio

Se la fuga a gambe levate è il metodo più classico, non mancano messinscena degne di un copione teatrale. Tra gli episodi denunciati alle forze dell'ordine spunta persino il caso di clienti sorpresi dalle telecamere a circuito chiuso mentre si strappavano i capelli per metterli nel piatto da condivisione, accampando poi scuse per rifiutarsi di pagare pietanze consumate quasi per intero. Il problema si accentua nei dehor e nei dehors estivi, dove la gestione degli spazi esterni rende complessa la supervisione. Liam Harm, supervisore di The Smoke Room in Humber Street a Hull, racconta a BBC come sia diventato sempre più difficile gestire il servizio all'esterno con la serenità di un tempo, proprio a causa di clienti pronti ad adocchiare il "momento tranquillo" per alzarsi e svanire.

Il peso del furto sulle spalle della brigata

Al di là del danno economico immediato, il contrcolpo psicologico sul personale è fortissimo. Emma Sadofsky, direttrice di The Brazilian Churrascaria sul lungomare di Hull — rimasta di recente vittima di un gruppo di cinque persone fuggite senza saldare un conto di 160 sterline —, accosta senza mezzi termini questo comportamento al taccheggio nei negozi.

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Quando la sala si svuota e la gestione ricade su poche persone, l'impotenza di fronte a questi episodi rischia di demoralizzare chi ogni giorno lavora per garantire un'esperienza d'accoglienza impeccabile. In un momento in cui la ristorazione combatte quotidianamente con l'aumento delle materie prime, dei costi energetici e del costo del lavoro, un conto non pagato non è solo un dispetto: per una piccola attività può rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso.

Prevenzione e limiti della sicurezza

Per cercare di porre un freno all'ondata di morsi e fughe, le forze di polizia locali consigliano ai ristoratori di riorganizzare gli spazi interni, monitorare costantemente i punti di uscita ed eventualmente richiedere dati bancari o numeri di telefono in fase di prenotazione. Consigli utili, certo, ma che scontrano spesso con la realtà sul campo: nessun sistema di prenotazione o telecamera può impedire a chi ha cattive intenzioni di fornire credenziali false prima di sedersi a tavola. Nel frattempo, per i ristoratori d'Oltremanica, la sfida quotidiana rimane quella di continuare a servire passione ed eccellenza nel piatto, sperando che l'etica della convivialità torni di moda.

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