Bianca sul Lago è il ristorante gastronomico del Bianca Relais di Oggiono. Sulle sponde del Lago di Annone, Filippo Oggioni firma una cucina che mette al centro ingredienti, qualità e un servizio d’eccellenza.
"Centrare il gusto". Filippo Oggioni riassume così la propria cucina. Una definizione semplice e quasi ovvia che descrive con precisione il lavoro del Bianca sul Lago di Oggiono, dove lo chef guida l'intera proposta gastronomica della struttura Bianca Relais, dal Drop Restaurant & Lounge Bar fino al fine dining. C'è un momento della giornata in cui il Lago di Annone cambia insieme a tutto quello che gli succede intorno.


È proprio in quell'ora che Bianca sul Lago dà il meglio di sé. Le grandi vetrate del ristorante si fondono con le sfumature dell'acqua e il paesaggio diviene una quinta naturale che accompagna la cena mentre la luce cambia lentamente fino al tramonto. All'interno del Bianca Relais, boutique hotel cinque stelle della collezione R Collection Hotels, il ristorante guidato da Filippo Oggioni rappresenta il cuore gastronomico di un progetto di ospitalità costruito intorno alla tranquillità, alla natura e al benessere nel senso più ampio del termine. A raccontare questa filosofia è anche un piccolo orto che accoglie gli ospiti prima dell'ingresso al ristorante. Non è esteso, ma è curato eccezionalmente. Qui crescono ortaggi, fiori ed erbe aromatiche che ritornano continuamente nei piatti, negli infusi e perfino nell'acqua di benvenuto. È il primo assaggio di una cucina che costruisce la propria identità partendo dalla materia prima e dal rispetto della sua disponibilità.

Bianca Relais: il boutique hotel affacciato sul lago di Annone
Affacciato sulle sponde del Lago di Annone, Bianca Relais è un boutique hotel cinque stelle che ha fatto della tranquillità il suo tratto distintivo. La struttura, contemporanea nelle linee ma perfettamente inserita nel paesaggio, è pensata per chi cerca un soggiorno lontano dai ritmi frenetici della città, dove il lago diventa il vero protagonista. Le camere e le suite, tutte caratterizzate da un design essenziale e raffinato, si uniscono all'ambiente esterno grazie alle grandi aperture che valorizzano la luce naturale e il panorama.



A completare la proposta di ospitalità c'è una spa raccolta ma estremamente godevole, con sauna, bagno turco, docce emozionali, un’area relax affacciata sul verde e un idromassaggio esterno. Accanto trova spazio anche una piccola palestra, essenziale ma ben attrezzata per chi desidera allenarsi durante la permanenza. È in questo contesto che si inserisce la proposta gastronomica di Bianca sul Lago. Il ristorante non rappresenta un elemento separato rispetto all'hotel, ma ne completa la filosofia con un'ospitalità fatta di attenzione e ricerca della qualità, dove il territorio entra costantemente nella narrazione della cucina.

Drop Restaurant & Lounge Bar: vivere il lago dalla colazione al dopo cena
Accanto al percorso gastronomico di Bianca sul Lago, il Bianca Relais propone anche Drop Restaurant & Lounge Bar, pensato per un pranzo, una cena più informale o semplicemente per godersi la terrazza affacciata sul lago. Anche qui la cucina porta la firma di Filippo Oggioni, ma con un linguaggio più diretto e immediato.

Se il ristorante gastronomico racconta il pensiero di Oggioni in un modo approfondito, il Drop mette maggiormente al centro il territorio lacustre. Lo dimostrano piatti come il ceviche di lago che, a ben vedere, per taglio e consistenza richiama molto più un sashimi che il classico piatto sudamericano. Una scelta che permette di dare voce al pesce di lago riconferendogli la giusta dignità. Ancora più convincente il luccio, uno dei pesci simbolo delle acque dolci e forse anche uno dei più difficili da trattare. Quando la materia prima non è eccellente, oppure la cottura non è impeccabile, il rischio è quello di ritrovare nel piatto quella caratteristica nota fangosa. Qui accade l'esatto contrario, la carne è compatta ma succosa, il gusto è pulito e profondo, accompagnato da un lavoro sulle erbe aromatiche che ne amplifica la complessità.

Interessanti gli spaghetti con pesto di ortiche e gamberi di lago, piatto che conferma la volontà di raccontare il territorio anche attraverso preparazioni più dirette. È probabilmente qui che il lago entra con maggiore decisione nella proposta del Bianca Relais, diventando il filo conduttore di una cucina comprensibile e mai noiosa. Una nota particolare merita il pane, realizzato con una competenza che denota una solida conoscenza dell'arte bianca. Croste sottili e ben sviluppate, alveolature corrette e un equilibrio tra fragranza e morbidezza che accompagna il pasto con la stessa importanza di una portata.

Filippo Oggioni e la sua cucina
La carriera di Filippo Oggioni attraversa alcune delle cucine più significative dell'alta gastronomia italiana. Dopo gli anni di formazione con Silvio Battistoni, Alessandro Breda e Silvio Salmoiraghi, arriva la prima stella Michelin conquistata al Vecchio Ristoro di Aosta, ristorante di cui mantiene oggi la proprietà e il ruolo di Executive Chef. Un percorso che trova centralità assoluta della materia prima e una cucina orientata unicamente al gusto. Parlando con lui emerge subito un aspetto interessante: Oggioni non ragiona mai in termini di tecnica fine a sé stessa. Ogni scelta nasce dalla volontà di valorizzare un ingrediente, raccontarne l'identità e, quando possibile, anche il lavoro di chi lo produce.

«Nel mio piccolo cerco anche di fare informazione», racconta, spiegando come la selezione delle materie prime rappresenti una parte fondamentale del suo lavoro quotidiano. Le uova provengono da allevamenti all'aperto, il miele da piccoli apicoltori, le carni da allevatori che condividono la stessa filosofia produttiva. Più che costruire la solita stucchevole narrazione sulla sostenibilità, Oggioni preferisce praticarla concretamente, scegliendo prodotti che abbiano una storia e persone che possano raccontarla. Anche la struttura del menu segue un pensiero preciso e personale. Lo chef prova infatti a spostare il ruolo tradizionale del primo piatto all'interno della degustazione. Lo spaghetto diventa un incipit, il riso un accompagnamento e il tagliolino una conclusione confortante.


Il percorso "Pensieri" di Bianca sul Lago
L'aperitivo si svolge proprio nell'orto con tre piccoli assaggi: un aspic di peperone arrostito e arancia, una tartelletta di insalata di patate e rafano e un'insalata di piselli con yogurt di montagna e sorbetto ottenuto dai baccelli. Quest'ultima portata, fresca e attraversata da una piacevole acidità, prepara il palato agli assaggi successivi. Ci si sposta poi all'interno della sala, dove il tramonto sul lago entra letteralmente nel ristorante grazie alle ampie vetrate. Arrivano una crema di uovo di selva e curry di primavera, servita all'interno del suo guscio, e un plin d'insalata capricciosa presentato in una vaporiera di bambù circondata da erbe e fiori. Due assaggi che raccontano immediatamente quanto l'utilizzo integrale dell'ingrediente rappresenti un principio fondamentale della cucina di Oggioni.

Il menu Pensieri si apre con una Minestra di spaghetti, albicocca leggermente piccante e basilico, omaggio alla lezione marchesiana. Qui emerge con chiarezza una delle caratteristiche più interessanti dello chef per cui ogni piatto sceglie una direzione gustativa precisa e la percorre fino in fondo. L'acidità dell'albicocca ancora leggermente acerba, la masticazione volutamente più cedevole dello spaghetto e la componente botanica del basilico costruiscono un insieme sorprendentemente confortante, fresco e profondo. Intrigante la lieve nota piccante che rallegra il palato. Di grande eleganza è il Caviale Beluga al verde, ispirato alla tradizionale salsa verde piemontese, ma reinterpretato utilizzando le erbe spontanee del lago, come luppolo e crescione di ruscello. Sotto le cangianti perline trova spazio una panna cotta appena lattica, mentre la salsa viene alleggerita con acqua di mare e completata da una lieve nota alcolica di vodka. Un piatto magnifico nell'estetica e ricchissimo di sfumature aromatiche in cui ogni erba modifica leggermente il gusto del boccone successivo.

Uno dei piatti più riusciti del percorso è probabilmente l’Astice in cagnone. Da una parte l'astice cotto al barbecue, con una delicata nota affumicata e dall'altra un semplice riso in cagnone, storica preparazione lombarda fatta di riso bollito, burro, salvia e formaggio. È un incontro tra miseria e nobiltà gastronomica in cui il prezioso crostaceo acquista una dimensione quasi domestica e il riso, notoriamente povero, si arricchisce fino a diventare protagonista tanto quanto l'astice stesso. La Carne California, costruita sul dialogo continuo tra cotto e crudo attraverso diverse lavorazioni del cipollotto, convince per equilibrio e precisione. La consistenza del filetto è scioglievole e ogni elemento trova il proprio spazio senza sovrapporsi agli altri. Piatto consapevolmente dolce che prepara con eleganza a quello successivo. La pièce de résistance della degustazione arriva con il Piccione, olive e ciliegie. Qui Oggioni costruisce un piatto ricco di sfumature in cui la dolcezza dei duroni di Vignola incontra la sapidità dell'oliva lavorata in diverse forme insieme a genziana, pinoli e capperi. Il piccione è cotto con grande maestria, succoso e profondo nel gusto, mentre il carpaccio di filetto con agrodolce di ciliegia e l'insalata di piattoni alla brace completano una portata che regala una masticazione appagante e stratificata.

La chiusura salata è affidata ai Tagliolini con bolognese di piccione, piatto preparato utilizzando le cosce del volatile cotte secondo la ricetta classica emiliana, vale a dire con il latte. È un piatto volutamente rassicurante che ribadisce uno dei principi cardine della cucina dello chef: utilizzare ogni parte dell'ingrediente, senza sprechi ma soprattutto senza rinunciare al piacere. Infine il dessert, Fragole, rabarbaro e ibisco, conclude il percorso con la stessa filosofia che lo ha guidato dall'inizio: pochissimo zucchero, tanta freschezza e un'acidità che pulisce il palato. La tisana all'ibisco leggermente gelatinata, il sorbetto alle fragole dell'orto e il rabarbaro crudo, restituiscono una chiusura elegante, leggera e coerente con tutto il racconto gastronomico.

Una sala (di cui avevamo bisogno) che interpreta l'ospitalità
Una parte importante del merito dell'esperienza complessiva appartiene senza dubbio alla sala, guidata dal maître Paolo Bariani, appena ventiquattrenne. La sua è una presenza che sorprende per l’intelligenza con cui interpreta il servizio. Bariani coordina una brigata giovane, preparata e perfettamente allineata alla filosofia del ristorante e dimostra come l'eleganza non debba necessariamente coincidere con la rigidità. Ma soprattutto conta la preparazione, la presenza, la psicologia e la voglia di essere lì in quel momento a fare quel preciso lavoro. È proprio questo uno degli aspetti più riusciti dell'esperienza da Bianca sul Lago. La sala riesce a leggere il tavolo con naturalezza, adattando il ritmo del servizio e il livello dell'interazione alla personalità degli ospiti. Con chi desidera approfondire ogni piatto nasce spontaneamente un dialogo gastronomico, con chi preferisce vivere la cena in modo più riservato, il servizio si fa discreto senza mai risultare distante.

Nel corso della serata l'atmosfera diventa progressivamente più rilassata, quasi confidenziale, senza che venga mai meno la misura richiesta da un ristorante di questo tipo. Ci si diverte, si conversa e ci si sente accolti, ma ogni gesto continua a essere preciso, puntuale e rispettoso del contesto. È un esempio virtuoso di ciò che oggi dovrebbe essere una sala fine dining: preparata, presente e premurosa, capace di accompagnare l'ospite dall’ingresso all’uscita. Un servizio che contribuisce in modo determinante alla qualità dell'esperienza, ricordando che l'ospitalità non si misura soltanto nei piatti che arrivano in tavola, ma anche nel modo in cui ci sentiamo in quelle due ore di permanenza al ristorante.
Contatti e info
Bianca sul Lago c/o Bianca Relais
Via Dante Alighieri, 18 – Oggiono (LC)
Website: https://www.rcollectionhotels.it/bianca-relais/index