Il viaggio degli ispettori della Guida MICHELIN non si ferma mai. Prima ancora di scoprire chi conquisterà le agognate Stelle o i Bib Gourmand alla cerimonia annuale, la selezione italiana si arricchisce mese dopo mese con succose novità. Questo giugno i riflettori si accendono su ben 15 indirizzi, guidati da una pioggia di ingressi nel Lazio, che si aggiudica la parte del leone con 6 locali recensiti.
1. Akira Back (Firenze, Toscana)

L’energia pop e cosmopolita sbarca al piano terra del W Florence. Lo chef-imprenditore porta in Italia un mix vibrante che intreccia Corea e Giappone con una decisa verve americana. Da provare i tacos di manzo bulgogi e il sigaro di cioccolato al caramello di miso, preferibilmente scortati dai cocktail della casa.
2. Tinello Bistrot (Castel Gandolfo, Roma, Lazio)

Defilato rispetto alla piazza del palazzo pontificio, questo locale accoglie gli ospiti in una sala informale e godibile. Il servizio è preparato e spigliato, mentre la cucina esce dai confini regionali per abbracciare spunti creativi e ricette di varia provenienza.
3. DEG Ristorante (Busto Arsizio, Varese, Lombardia)

In una zona tranquilla della città, un cuoco autodidatta ma di razza ha creato un nido contemporaneo dai toni pastello. Lo chef esce spesso in sala per raccontare una cucina fatta di fermentazioni, acidità e tocchi orientali ben dosati. L’emblema? L'ossobuco di tonno con patate allo yuzu e garum di pomodoro.
4. Charleston by Giovanni Solofra (Palermo, Sicilia)

Un grande ritorno nel cuore della città, negli storici spazi dell'ex bar Mazzara. Al piano terra vive l'anima bistrot e cocktail bar, mentre al primo piano troneggia un salotto contemporaneo con terrazza. Gli chef Giovanni Solofra e Roberta Merolli firmano una cucina creativa che rilegge icone come il filetto "alla lampada" al whisky.
5. Lino Bistrot (Pavia, Lombardia)

Nato nell'antica piazza del lino, questo bistrot dall'atmosfera calda occupa spazi che un tempo furono di una banca e di una libreria. Qui la proposta è immediata, immediata e sincera: spiccano gli gnocchi alla Nerano con Provolone del Monaco e un tiramisù golosissimo con crumble di cacao salato.
6. Casa Serafini (Borgo Tossignano, Bologna, Emilia-Romagna)

Un moderno laboratorio creativo guidato da un giovane talento trentenne con un passato nelle cucine stellate. Sedersi ai tre tavoli affacciati sul camino a legna e sulla cucina è un'esperienza. I cappelletti alle erbe amare con cardoncelli e burro acido mostrano un perfetto equilibrio contemporaneo.
7. Pasqualina (Frascati, Roma, Lazio)

Nel cuore storico di Frascati va in scena un inno alla cucina ruspante e verace del territorio. Le frattaglie e il quinto quarto, con un'ottima coratella in prima linea, affiancano le classiche e imperdibili paste romane eseguite a regola d’arte.
8. Cucina di Sintesi (Genova, Liguria)

Ospitato al primo piano dell'Hotel De Ville, di fronte al porto antico, questo ristorante svela una cucina ligure immaginativa e tecnica. I tre percorsi degustazione condensano esperienze di alto livello, esemplificate perfettamente dal piatto “La Basse-Coeur”, un elegante gioco di contrasti tra faraona e carciofo alla brace.
9. Osteria Mercede (Palermo, Sicilia)

Da un decennio questa trattoria è il punto di riferimento per chi cerca il mare nel piatto. Una lavagna elenca il pescato del giorno, ma i veri cult sono le bruschette del marinaio (con caponata di spada e carpaccio di ricciola) e il profumato "Caciucco Mercede", prima di chiudere con lo "Scannolo", un cannolo rigorosamente scomposto.
10. L'Acqua Bulle (Grottaferrata, Roma, Lazio)

Tavoli nudi ed eleganza essenziale per un locale che valorizza i Castelli Romani con intelligenza. Il focus è sui pesci di lago (persico, coregone, anguilla), trattati con ottima tecnica e fantasia senza eccessi. Non mancano piatti di carne, come la pecora.
11. Podere Giglio (Empoli, Firenze, Toscana)

Una colonica dell'Ottocento restaurata con sobrietà, immersa nella campagna toscana. Lo chef Marco Bagordo propone una cucina di sostanza che rispetta l'ingrediente locale. Da non perdere "I 5 voli del piccione", una variazione totale sull'animale da abbinare ai vini e all'olio prodotti direttamente dall'azienda.
12. Taverna Trilussa (Roma, Lazio)

In pieno Trastevere, questo baluardo ultracentenario (nato nel 1910) serve la romanità più pura in un ambiente rustico-signorile. Se i primi romani sono una certezza, la firma segreta è nei mitici Ravioli Mimosa. Il filetto alla brace chiude un percorso gestito da un servizio impeccabile.
13. La Nigra (Lampedusa, Agrigento, Sicilia)

Affacciato sul porto vecchio, è il regno dello chef Gaetano e di sua moglie Sonia, perfetto dalla colazione ai dolci. La cucina esalta il pesce fresco dell'isola: imperdibili i Paccheri alla carbonara di mare con spada, uova di ricciola e bottarga. Nota di merito per il cannolo scomposto.
14. AVUS (Marino, Roma, Lazio)

Un approccio minimalista e quasi interamente vegetariano nel centro di Marino. Il talentuoso chef lavora solo materie fresche su prenotazione, estraendo sapori complessi e decisi da verdure e legumi. Una scommessa gourmet rigorosa che conquista anche i più scettici.
15. Osteria Saint Martin (Zagarolo, Roma, Lazio)

Pochi tavoli intimi nel borgo storico (e una graziosa terrazza estiva) per una cucina che unisce materie prime laziali a ingredienti esotici ed influenze internazionali. Una sosta obbligatoria per chi vuole fuggire dai soliti cliché tradizionali.