Ci sono luoghi in cui il tempo si ferma per lasciare spazio al mito. Sull'isola di Torcello, avamposto di una Venezia segreta e silenziosa, riapre finalmente la leggendaria Locanda Cipriani. Il sipario si è alzato prima sulla cucina, poi sulle camere, mettendo fine a un'attesa durata tre anni per un meticoloso restauro.
Nata nel 1936 dall'intuizione di Giuseppe Cipriani – già fondatore dell'Harry's Bar – la struttura divenne nel dopoguerra il rifugio prediletto del jet-set internazionale. Tra queste mura Ernest Hemingway passò l'inverno tra il 1949 e il 1950 per scrivere "Di là dal fiume e tra gli alberi", alternando intense notti a base di Amarone a solitarie battute di caccia alle anatre in laguna. Ma Torcello è stata anche l'oasi di icone come Maria Callas, Charlie Chaplin, Paul Newman e della Regina Elisabetta II, che nel 1960 la scelse come unico ristorante mai visitato in forma strettamente privata.
Il nuovo look: l'essenzialità incontra Murano
Firmato dal designer Fabrizio Cocchi e voluto da Giuseppe Cipriani (nipote del fondatore), il restyling celebra lo spirito intimo dell'isola ampliando l'offerta da sei a dieci camere. Le antiche travature a vista dialogano con arredi su misura e lampade in vetro di Murano della storica fornace Venier.


La cura del dettaglio si riflette in una palette cromatica legata alla luce della laguna:
- Red Room: Al piano terra, dominata da marmi ricchi e caldi.
- Green Rooms: Affacciate direttamente sui giardini interni.
- Blue Rooms e Suite: Al piano superiore (dai 44 ai 46,5 mq), dotate di salotti separati e terrazze private sospese tra i canali e il cielo. Una proposta completata da una raccolta Camera Deluxe di 22 mq.
La tavola e l'orto: l'essenza della laguna

Il cuore pulsante del nuovo corso resta una proposta gastronomica viscerale, scandita dal ritmo delle stagioni e dal km zero reale. Il segreto è l'orto privato della Locanda, dove la brigata raccoglie ogni giorno erbe aromatiche, zucchine, melanzane e diverse varietà di pomodori, dai datterini ai cuore di bue.
In tavola sfilano i classici intramontabili della tradizione Cipriani accanto ai tesori della Venezia liquida: le preziose castraure (i primissimi germogli dei carciofi di Torcello), le croccanti moeche (i granchi in fase di muta) e il pescato locale più fresco. Un omaggio gourmet al territorio, da gustare avvolti nella quiete più assoluta.
