Nella ristorazione mondiale esistono figure capaci di cambiare un intero settore senza cercare i riflettori. Zhang Yong è una di queste. Il fondatore del gruppo Xin Rong Ji, conosciuto affettuosamente come “Zio Rong”, ha avuto un impatto profondo sulla cucina cinese contemporanea pur mantenendo uno stile personale sorprendentemente discreto.
Nonostante detenga il maggior numero di stelle Michelin dedicate alla cucina cinese e abbia ricevuto il SevenRooms Icon Award 2026, Yong evita accuratamente l’immagine dello chef-celebrità. La sua storia, raccontata recentemente in uno speciale sul network 50 Best, dimostra come l’influenza più duratura nasca spesso dalla costanza più che dall’esposizione mediatica.
Da una piccola bancarella a un impero gastronomico
La storia di Xin Rong Ji comincia nel 1995 a Linhai, nella regione di Taizhou, come una piccola attività specializzata in pesce e frutti di mare. L’idea alla base era semplice: valorizzare la qualità delle materie prime locali senza coprirne il sapore con condimenti eccessivamente elaborati. Da quel piccolo inizio è nato un gruppo con oltre 30 ristoranti in Cina e una sede internazionale a Tokyo. Eppure Yong continua a guardare ai risultati con grande umiltà: “Non lo definirei un successo. Credo che sia grazie alla passione, alla perseveranza e a un po’ di talento se siamo riusciti a portare avanti i nostri ristoranti,” spiega modestamente a 50 Best. Questa visione aiuta a comprendere perché molti colleghi lo considerino una figura quasi paterna per la ristorazione cinese moderna.

La filosofia della cucina di Taizhou
Uno dei contributi più importanti di Yong è stato quello di portare la cucina di Taizhou all’attenzione nazionale e internazionale. Pur non essendo tradizionalmente inclusa tra le otto grandi cucine classiche cinesi, questa tradizione gastronomica possiede caratteristiche distintive che Yong riassume in due parole: xian e ricchezza.“Xian in cinese significa sia freschezza sia umami. Taizhou, tra montagne e mare, è benedetta da ingredienti straordinari.” Per Yong, il gusto nasce prima di tutto dalla qualità dell’ingrediente e dal rispetto della sua identità. È un approccio che oggi appare moderno, ma che affonda le radici nella tradizione più autentica.
Il riconoscimento internazionale e il boom del fine dining cinese
Negli ultimi anni la cucina cinese d’autore ha conosciuto una crescita significativa. Le sedi di Xin Rong Ji hanno ottenuto stelle Michelin e sono entrate stabilmente nelle classifiche di Asia’s 50 Best Restaurants, contribuendo a ridefinire la percezione internazionale della gastronomia cinese. Per Yong, però, il tema centrale non è il prestigio delle classifiche, ma la capacità di far arrivare il gusto a tutti. È una filosofia inclusiva che spiega perché i suoi piatti più celebri nascano spesso da ricette tradizionali reinterpretate con tecnica e precisione.

“Cucina cinese” o “cucine cinesi”?
Uno dei messaggi che Yong cerca di trasmettere al pubblico internazionale riguarda la straordinaria diversità gastronomica del suo Paese. “Io parlerei di cucine cinesi, al plurale. La Cina è immensa e ogni regione, ogni città e persino ogni villaggio possiede una propria identità gastronomica.” Negli ultimi anni, sostiene, è cresciuta l’attenzione verso le cucine regionali e verso il fine dining cinese, che sta conquistando sempre maggiore spazio anche nelle classifiche internazionali.
La lezione finale: il vero sapore della vita
Oggi Zhang Yong sta preparando gradualmente il proprio ritiro. Eppure, quando gli viene chiesto quale sia stato il pasto più memorabile della sua vita, non cita un ristorante stellato. Ricorda invece una semplice ciotola di riso in porridge e un uovo saltato in padella offerti da una donna di un villaggio quando, da giovane, si era perso ed era affamato.“Rifiutò qualsiasi pagamento. In quel momento capii quale fosse il vero sapore della vita.” Forse è proprio questa la chiave per comprendere il fenomeno Zhang Yong: dietro un impero gastronomico, le stelle Michelin e i riconoscimenti internazionali, resta la convinzione che la grande cucina nasca dall’umanità, dalla memoria e dalla capacità di fare bene le cose semplici.