Cucina italiana all'estero

Massimo Arienti da Toy: lo chef milanese in Spagna entrato in Guida Michelin dopo soli 7 mesi

di:
Silvia Morstabilini
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Nel centro storico di Dénia, a pochi passi dal castello cittadino, esiste un ristorante italiano che sfugge ai cliché più comuni della cucina tricolore. Si chiama Toy e il suo nome racconta già molto della sua identità.

L’edificio che oggi ospita il ristorante era infatti una storica fabbrica di giocattoli del XIX secolo, testimonianza di un passato in cui Dénia rappresentava uno dei principali poli dell’artigianato giocattoliero spagnolo. Da qui nasce il riferimento al “toy”, il giocattolo, ma anche l’idea di una cucina che ama sperimentare, divertirsi e sorprendere. Dietro questo progetto ci sono due italiani: lo chef Massimo Arienti e il maître Giovanni Mastromarino. In meno di un anno, il loro ristorante è già entrato tra gli indirizzi consigliati della Guida Michelin, conquistando pubblico e critica grazie a una proposta gastronomica che unisce memoria, tecnica e visione contemporanea.

Oltre gli stereotipi della cucina italiana

“La cucina italiana non è solo pasta e pizza”, spiega Massimo Arienti alla testata InfoBae in occasione di una recente intervista. Ed è proprio da questa convinzione che nasce l’anima di Toy. Milanese di origine, Arienti ha costruito il proprio percorso professionale tra ristoranti, hotel e grandi città internazionali come Londra e Melbourne, prima di approdare in Spagna. Dopo l’esperienza a Ibiza e il lavoro al ristorante Nómada di Dénia, prende forma il desiderio di creare un progetto personale capace di raccontare un’Italia gastronomica meno scontata. Toy diventa così un luogo dove la cucina italiana viene interpretata in modo autentico ma contemporaneo, senza inseguire caricature o formule facili. Qui la tradizione non viene replicata in maniera nostalgica, ma trasformata attraverso tecnica, ricerca e sensibilità moderna. Il risultato è una proposta gastronomica che dialoga continuamente tra Italia e Mediterraneo, mantenendo sempre una forte identità.

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Dénia come ponte tra Italia e Spagna

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il legame con il territorio della Marina Alta. Arienti e il suo team lavorano infatti a stretto contatto con la materia prima locale, costruendo connessioni naturali tra ingredienti spagnoli e cultura gastronomica italiana. “Il Mediterraneo offre prodotti molto simili sulle due sponde”, racconta lo chef. Ed è proprio questa affinità a permettere interpretazioni originali e coerenti. Nascono così piatti come la trippa alla milanese reinterpretata con il garrofó valenciano al posto dei classici fagioli, oppure preparazioni che uniscono eleganza tecnica e sapori profondamente riconoscibili: crema di patate con cozze e tartufo, bun al nero di seppia ripieno di baccalà, pasta fresca con tartufo e tuorlo marinato. Ogni piatto lavora su un equilibrio preciso tra memoria e contemporaneità, evitando forzature creative fini a sé stesse.

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Il risotto alla milanese come manifesto identitario

Tra tutte le proposte presenti nel menu, ce n’è una che rappresenta più di ogni altra la filosofia di Toy: il risotto alla milanese con ossobuco. Per Arienti non si tratta semplicemente di una ricetta iconica, ma di un vero legame personale con la propria storia familiare e culturale. “Per noi il risotto è quello che qui rappresenta la paella della domenica”, spiega lo chef. Il piatto viene preparato seguendo una costruzione rigorosa e profondamente identitaria. La base nasce da un brodo di manzo e pollo arricchito con zafferano sia in pistilli sia in polvere, mentre la fase finale della mantecatura diventa elemento centrale dell’equilibrio gustativo. Qui entra in gioco uno dei dettagli tecnici più interessanti: una particolare “mantequilla ácida”, preparata con riduzione di vino, aceto e scalogno, pensata per amplificare profondità e complessità senza appesantire il piatto. A completare il tutto arriva un tradizionale ossobuco alla milanese, che restituisce al piatto una dimensione rassicurante e profondamente conviviale.

Un ristorante pensato per vivere tutto l’anno

Toy nasce anche con un altro obiettivo preciso: contribuire a trasformare Dénia in una destinazione gastronomica non legata esclusivamente alla stagionalità estiva. “Qui si può venire tutto l’anno”, sottolinea Arienti. In una località fortemente influenzata dal turismo stagionale, il ristorante punta infatti a costruire un’esperienza solida e riconoscibile, capace di attrarre un pubblico internazionale anche fuori stagione. 

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Per questo motivo il percorso gastronomico è stato pensato come una vera esperienza narrativa. Il ristorante propone tre menu degustazione differenti, che accompagnano il cliente in un viaggio costruito tra tecnica, emozione e sorpresa. Dal più essenziale Menú Inizio fino al più articolato Menú Brianza, con tredici portate, ogni proposta racconta una cucina italiana libera dagli stereotipi e profondamente contemporanea.

Una cucina che gioca, ma con grande precisione

Toy riesce in qualcosa di raro: essere sofisticato senza risultare distante. Il gioco evocato dal nome del ristorante si riflette infatti nella creatività dei piatti, ma sempre con equilibrio e coerenza. La sorpresa non nasce dall’eccesso, bensì dalla capacità di trasformare ingredienti e ricordi in un linguaggio gastronomico personale. Ed è forse proprio questa la forza del progetto di Massimo Arienti: aver costruito, nel cuore di Dénia, una cucina italiana che non rincorre l’effetto, ma sceglie di raccontare identità, territorio e memoria con precisione, leggerezza e autenticità.

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