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Badrutt’s Palace, l’hotel svizzero con 3 Chiavi Michelin e 700 dipendenti: “Da noi 0 formalità”

di:
Silvia Morstabilini
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copertina badrutt s palace

Nel panorama dell’ospitalità di lusso globale, il Badrutt’s Palace Hotel rappresenta un caso unico. Fondato nel 1896, continua a essere un punto di riferimento grazie a un modello gestionale tanto semplice quanto rivoluzionario: reinvestire integralmente gli utili per migliorare costantemente l’esperienza degli ospiti. Una filosofia che si traduce in numeri impressionanti – oltre 200 tonnellate d’argento in dotazione e più di 26 milioni di euro di fatturato annuo nel solo comparto food & beverage – ma soprattutto in una visione orientata all’eccellenza continua.

Il lusso come investimento, non come profitto

A differenza di molte realtà del settore, il Palace non distribuisce dividendi agli azionisti. Ogni risorsa viene destinata allo sviluppo della struttura, alla qualità dei servizi e al benessere del personale. Questo approccio consente di mantenere standard elevatissimi: dai trasferimenti in Rolls Royce Phantom alle esperienze alpine su misura, fino alla selezione maniacale di ogni dettaglio, nulla è lasciato al caso. Il risultato è un ecosistema in cui il lusso non è ostentazione, ma cura assoluta dell’esperienza.

Il valore delle persone al centro dell’ospitalità

Con circa 700 dipendenti – quasi due per ogni ospite – il capitale umano è il vero motore del Badrutt’s Palace. Non si tratta solo di offrire stipendi competitivi, ma di garantire una qualità della vita elevata: alloggi dedicati nel centro di St. Moritz, mense gourmet e programmi strutturati per il benessere. Il progetto “People Care and Aware” nasce proprio con questo obiettivo: creare un ambiente in cui ogni collaboratore possa esprimere il proprio potenziale. Perché, come sottolinea il General Manager Leuenberger, solo un team valorizzato è in grado di offrire un’ospitalità autentica.

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Gastronomia: tra tradizione e modernità

Il Palace è anche un riferimento internazionale per la ristorazione. Durante la stagione invernale, l’offerta comprende 11 ristoranti, 2 bar e una discoteca, in un equilibrio perfetto tra grandi classici e proposte contemporanee. Accanto a indirizzi storici, trovano spazio collaborazioni con chef di fama mondiale e concept pop-up capaci di sorprendere anche la clientela più esigente. L’obiettivo non è inseguire le tendenze, ma creare esperienze memorabili. Non a caso, oltre il 70% degli ospiti è composto da clienti abituali, spesso da più generazioni. "Per noi la vera ospitalità inizia da un autentico contatto umano. Ogni ospite deve sentirsi sinceramente apprezzato, che si tratti del primo saluto a colazione o dell'ultimo drink della buonanotte al nostro Renaissance Bar", spiega il general manager Mr Leuenberger a Michelin: "Qui non ci limitiamo ad offrire camere e suite; creiamo un mondo immersivo di lusso, lontano dall'urgenza e dal rumore della vita quotidiana. Nel mondo frenetico di oggi, questo senso di calma e presenza è diventato più significativo che mai. In un'epoca in cui le tensioni globali ed i rapidi cambiamenti dominano i titoli dei giornali, il Badrutt's Palace è un luogo di rassicurazione e serenità. St. Moritz non è solo una delle mete più suggestive al mondo, ma anche uno dei luoghi più sicuri dove gli ospiti possono allontanarsi da tutto - anche solo per un breve momento - riscoprendo la bellezza del tempo ben speso. Questa è per noi l'essenza dell'ospitalità al suo massimo livello."

csm Richard Leuenberger Thomas Buckwalder
Thomas Buckwalder

Le Chiavi MICHELIN e la sfida dell’eccellenza

Il riconoscimento delle 3 Chiavi MICHELIN conferma il ruolo del Badrutt’s Palace come simbolo dell’ospitalità d’eccellenza. Un traguardo che, come sottolinea la direzione, non rappresenta un punto di arrivo ma uno stimolo continuo al miglioramento. In un mercato sempre più competitivo, sistemi di valutazione autorevoli aiutano gli ospiti a orientarsi, rafforzando al tempo stesso la credibilità delle strutture che puntano alla qualità. Nonostante i suoi oltre 130 anni di storia, il Palace continua a evolversi. Ne è esempio la nuova ala progettata da Antonio Citterio, con 25 suite impreziosite da tessuti Loro Piana, che affianca un costante rinnovamento degli spazi esistenti. Perché, come ricorda il management, la tradizione da sola non basta: è necessario innovare senza perdere identità. Ciò che rende davvero unico il Badrutt’s Palace è la capacità di creare un mondo a sé, lontano dalla frenesia quotidiana. Un luogo in cui il tempo rallenta e ogni dettaglio contribuisce a costruire un’esperienza immersiva. Con tassi di occupazione che superano il 90% in inverno e una crescente attrattività anche nella stagione estiva, l’hotel continua a essere una destinazione iconica per viaggiatori di tutto il mondo. Più che un albergo, il Palace è un simbolo: della capacità di evolversi, di investire nel valore umano e di trasformare l’ospitalità in una vera forma d’arte.

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