Quinta edizione sold out! Una cena stellata ai Voltoni della Pilotta, 180 ospiti e un obiettivo superato: 56.000 euro raccolti per Aut’entica, il laboratorio di pasta fresca dell’Associazione Albatros dedicato ai ragazzi con autismo.
Foto della serata: Credits Francesca Bocchia ed Elisa Morabito
Foto di piatti: Credits Stefano Caffarri
Lunedì 30 marzo, i Voltoni del Guazzatoio della Pilotta di Parma hanno ospitato qualcosa che difficilmente si dimentica: 180 persone riunite attorno a una tavola, quattro grandi chef, e un risultato che ha superato ogni aspettativa. La quinta edizione della Parma Social Dinner ha registrato il sold out in poco tempo, ma il numero che conta davvero è un altro: 56.000 euro raccolti in una sola serata a favore dell’Associazione Albatros. Un successo oltre le attese, anche in virtù dell’obiettivo dichiarato di 50.000 euro, segno del grande richiamo e del desiderio di poter contribuire a una causa importante.

L’INCLUSIONE PASSA DALLA CUCINA
Perché Aut’entica è l’espressione di una progettualità che ha un’idea molto precisa di cosa significhi inclusione: non assistenza, ma lavoro vero. Un laboratorio di pasta fresca attrezzato, dove ragazzi e ragazze con disturbo dello spettro autistico avranno la possibilità di imparare un mestiere, lavorare e ricevere una retribuzione. E a Parma, città in cui il cibo è identità e tradizione, il percorso ha una coerenza ben precisa.

A rendere ancora più speciale la serata, è stata senza dubbio la cucina. Questa edizione ha, infatti, visto schierati nomi importanti: Massimiliano Mascia, Chef del bistellato San Domenico di Imola, ha aperto con il suo iconico Uovo in raviolo con crema di Parmigiano Reggiano e tartufo nero, un piatto che vanta cinquant’anni di storia; Salvatore Morello, Chef dello ristorante stellato Inkiostro di Parma, ha portato in tavola la delizia del Bottone di anguilla del Po con insalata fermentata, beurre blanc e caviale; Luigi Pomata, volto noto e Chef dell’omonimo ristorante a Cagliari, si è presentato con un omaggio al territorio fatto di incontro tra terra e mare, il goloso Porco Tonno; mentre il Maestro Maurizio Santin ha chiuso la cena in dolcezza con La mia Gianduia. In apertura, l’aperitivo firmato dagli chef del Consorzio Parma Quality Restaurants.





UN EVENTO COSTRUITO INSIEME
Ma quello che rende la Parma Social Dinner diversa da tanti altri eventi benefici è la sua essenza. Già, perché grazie al contributo di partner e sponsor tecnici, l’intera serata viene organizzata a costo zero. Il risultato è che ogni euro raccolto entra direttamente nelle casse dell’Associazione, di anno in anno selezionata per l’occasione. Non c’è margine, non c’è trattenuta. Solo il gesto, nella sua forma più diretta.

È questo il progetto che Alessandra Pellegrino di T’intorto Cake Studio e Simona Baldini di Gallina a pois hanno costruito negli anni, con pazienza e visione. Cinque edizioni, cinque sold out. E ogni volta, la stessa scommessa vinta: che una città possa sedersi a tavola insieme e alzarsi migliore di com’era entrata. A Parma, per ora, ci stanno riuscendo.

