Restaurant manager e professionista di sala al Maxi (Hotel Capo La Gala, Vico Equense), ha costruito una carriera tra grandi cantine e brigate stellate. Il Michelin Service Award 2026 (Guida MICHELIN, consegna il 19 novembre 2025 a Parma) riconosce una visione: accogliere è creare memoria.
Cresciuta nel territorio del Golfo di Napoli, si forma all’Istituto Alberghiero “Francesco De Gennaro” di Vico Equense, diplomandosi nel 1999. È durante uno stage al Don Alfonso 1890 che matura l’idea fondativa del suo percorso: il vino non come “oggetto” da elencare, ma come racconto da condividere con l’ospite.
Parallelamente al lavoro, porta avanti un itinerario di studio lungo: completa i tre livelli AIS – Associazione Italiana Sommelier nell’arco 1999–2009. Gli anni al Don Alfonso 1890 diventano una palestra di metodo, soprattutto accanto a Maurizio Cerio, figura che lei stessa indica come decisiva per comprendere che “il vino non si serve: si condivide”.
Nel 2003 arriva la prima grande migrazione professionale: Le Calandre a Rubano (Padova). Entra come secondo sommelier e cresce fino al ruolo di primo, tra viaggi di visita ai produttori, degustazioni strutturate e l’allenamento continuo su carta vini, abbinamenti e gestione del servizio.
Nel 2007 si sposta in Piemonte, al Combal.Zero di Davide Scabin, in un contesto dove la sala deve sostenere ritmi serrati, creatività, eventi e un pubblico internazionale. Qui affina un’idea di servizio come linguaggio culturale: precisione, timing, cura della mise en place e capacità di “leggere” l’ospite, senza irrigidirsi nel protocollo.
Nel 2009 rientra al Don Alfonso 1890, con un bagaglio più ampio: non più soltanto cantina e abbinamenti, ma una competenza di regia — coordinamento, formazione sul campo, gestione della pressione.
Il capitolo centrale si apre nell’aprile 2011, quando la famiglia Acampora le affida la guida della sala del Maxi presso l’Hotel Capo La Gala (Vico Equense): da primo sommelier a restaurant manager, ruolo in cui integra cantina, accoglienza, organizzazione del team e relazione con una clientela internazionale. La dimensione quotidiana è fatta di briefing, controllo degli standard, costruzione del ritmo di sala e una costante attenzione a far sentire l’ospite “atteso”, non semplicemente “servito”.
Il Michelin Service Award 2026, istituito dalla Guida MICHELIN e offerto da Intrecci – Alta Formazione di Sala, arriva sul palco del Teatro Regio di Parma durante la presentazione della Guida 2026 (19 novembre 2025). La motivazione pubblica ruota attorno alla solidità del suo contributo al Maxi e all’idea di ospitalità come arte di cura e ascolto. Il premio la pone come volto di una sala contemporanea: competente, narrativa, capace di tenere insieme empatia e disciplina operativa.
Oggi, nel suo lavoro, la lingua del vino resta centrale — ma sempre come strumento: per accompagnare, alleggerire, valorizzare la cucina e dare coerenza all’esperienza. Parla inglese e francese, e considera la sala un’orchestrazione di micro-gesti: lo sguardo che anticipa un’esigenza, il consiglio calibrato, il passo indietro quando serve, il passo avanti quando l’ospite lo chiede.