Tutto su Enigma, il nuovo sorprendente ristorante di Albert Adrià con cinquanta portate

Sipario levato sull’ultima avventura di Albert Adrià: ecco il nuovo ristorante Enigma. Summa dei locali precedenti, sotto il segno dello spettacolo. 

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La Notizia

Enigma di Albert Adrià

C’era grande attesa attorno a Enigma, locale lungamente annunciato da Albert Adrià.  L’ultimo arrivato del complesso di El Barri, creato dai fratelli in partnership con la famiglia Iglesias, si andrà a collocare al centro di un planetario preesistente a Barcellona: qui infatti avrà sede il laboratorio creativo, dal quale si dipartiranno gli input diretti agli altri indirizzi della galassia (Tickets, Pakta, Bodega 1900, Niño viejo e Hoja Santa).

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I coperti saranno poco più di venti, sparsi lungo i meandri di un corridoio simile a un labirinto, per una superficie complessiva di 700 metri quadrati ripensata da RCR Arquitectos in seguito a un bando. I toni sono sulle nuance del grigio, con giochi di trasparenze, cristalli e resine, vaporosità ovattate sulle maglie metalliche del soffitto, quasi a volare fra le nuvole, e luci cangianti lungo l’intero percorso. Un ambiente surreale, che prosegue le linee di spettacolarizzazione dei locali precedenti. La firma RCR è anche sulle uniformi del personale, mentre le stoviglie sono griffate Roos van de Velde, le ceramiche Carme Balada o Luesma & Vega.

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Al ristorante si accederà componendo un codice personale, secondo un rituale codificato, per poi degustare una cinquantina di bocconi dalla composizione minimalista, per un prezzo di 220 euro bevande incluse. Saranno disseminati lungo un percorso non scevro di sorprese, che attraverso diversi ambienti esplorerà una curva di registri: dagli appetizer giapponesizzanti (nori di caviale, nigiri di calamaro) agli assaggi al bancone, accompagnati da cocktail ad hoc e pane al frutto della passione; dalle miniportate planchate a vista (cetriolo di mare con pil pil di prosciutto iberico, cannellone di blinis al formaggio, gambero al succo della sua testa) a quelle servite al tavolo (pisello lacrima con caviale gelato, granchio con il suo corallo e brodo di kimchi alla soia, pane di trombetta con salsa Périgueux); fino alla possibile conclusione presso il bar 41 °C, trasferito di sana pianta dalla vecchia location.

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Sembra una summa delle esperienze compiute dagli Adrià dopo la chiusura di elBulli, nel segno dell’eat-ainment e della mixology, cui concorreranno lo chef Oliver Peña, il barman Marc Alvarez e la sommelier Cristina Losada.

Tutte le fotografie sono di Álex García

Fonte: La Vanguardia – www.lavanguardia.com

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