Marcello Leoni apre il primo home restaurant gourmet d’Italia

Dopo la chiusura del ristorante Leoni in via Stalingrado a Bologna, Marcello e suo fratello Gianluca aprono Home Kitchen Atelier, un home restaurant gourmet all’interno di un superattico in via Ugo Bassi.

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La Notizia

L’Home Kitchen Atelier di Marcello Leoni

L’inversione non poteva disegnare una curva più stretta: messa fine alla parabola del ristorante Leoni, sospeso sopra via Stalingrado, i fratelli Leoni sono tornati alla carica con un concept innovativo. Home restaurant sì, ma professionale: “E non è la prima volta. C’è il precedente di un cuoco stellato che a New York ha chiuso il suo locale per servire 2 coperti a pranzo e 2 coperti a cena a casa sua. Abbiamo iniziato un paio di settimane fa, per rodarci un po’ sui tempi e sulla formula; poi il 25 alla brigata attuale, composta di 3 elementi, si unirà mio fratello Gianluca.

Gli spazi sono quelli di un superattico in via Ugo Bassi, dentro un palazzo storico e centralissimo. La famiglia che ci abita a seconda dei casi si unisce o meno agli ospiti. Noi cuciniamo a vista: la cucina è in sala. Tutte le mattine scendiamo a fare la spesa al mercato delle Erbe. In caso di allergie o intolleranze procediamo ad aggiustamenti del menu, sennò facciamo di testa nostra. Ed è una vera cucina del mercato, perché a eccezione delle poche lavorazioni che richiedono stoccaggio, tutto il resto è di giornata. Possiamo permetterci di comprare una confezioncina di pomodori giusti, le zucchine perfette, un pugno di strigoli.

Ospitiamo dalle 4 alle 12 persone e sono loro, alla fine del pasto, a decidere quanto pagare, normalmente fra gli 80 e i 120 euro a testa. L’assenza di una struttura pesante ci permette di muoverci in totale libertà, con preparazioni su misura; stiamo realizzando anche una linea di pasticceria di alta fascia da consegnare. Gli aperitivi sono più numerosi che in passato: il bonbon Milano Torino, gli spaghetti al forno con diversi condimenti, la cialda di pistacchi con alici e puntarelle, la brioche al vapore con tartufo bianco, la carota affumicata, la cialda di peperoni alla lavanda, il gin fizz. Seguono 3-4 assaggi di antipasti, una piccola zuppa, un primo, una pietanza, predessert e dessert, con il Parmigiano in prima linea fra i formaggi. In sala c’è un addetto al servizio, mentre la cantina è quasi intatta, con 3-400 etichette, anche se preferisco servire vini del territorio.

La soddisfazione più bella è stata essere invitati alla Biennale di Venezia, dove siamo stati

 

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