Lucca, la biodinamica e l’arte dell’equilibrio

Il territorio lucchese è contraddistinto da un alto numero di piccole aziende che praticano l’ agricoltura biodinamica. Tutti insieme hanno trascorso una giornata a San Martino in Vignale per condividere ancor più strettamente problemi e fortune.

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L'Evento

L’importanza della Biodinamica

Partecipazione, interazione con la vita stessa, prendere coscienza dell’ esistenza di un grandioso organismo vivente regolato da un equilibrio di cui facciamo parte anche noi e che abbiano il potere, consapevoli o meno, di modificare. Questo è innanzitutto Biodinamica, vivere la propria terra cercando di comprenderla e di aiutarla ad esprimersi, nell’ ottica non di curare, ma cercando piuttosto di costruire salute.

Ogni suolo, tutte le piante così come ogni territorio, ha caratteristiche proprie, singolari ed uniche che lo differenziano da un altro. Così questa individualità proprio come un essere umano, va riconosciuta, capita ed accettata. Appare chiaro che non ci si può ripetere o rifarsi a regole preconfezionate, che siano esse immutabili e sempre valide. La responsabilità personale è di conseguenza quel prezioso e fondamentale ingrediente che entra in gioco e fa la differenza.

Lucca è un tessuto costituito da piccole aziende, da vignaioli di piccole dimensioni che vantano uno stretto rapporto con la propria terra, ed una particolare attenzione al suo benessere ed alla sua salute. Qui non ci sono grandi cantine sociali o gruppi industriali con un sistema di abbondanti numeri fatti di cospicui investimenti

ed ampie competenze legate alla comunicazione. In questa zona si è sviluppata l’ intraprendenza, l’ attenzione e la volontà attraverso l’ essere piccoli in una piccola area. Così è maturata la capacità e la volontà di condividere anziché dividere, in questo modo si cono creati rapporti da eguali con i propri vicini, legati dagli stessi problemi e dalle stesse fortune.

Dunque sembra proprio non sia un caso che nel territorio di Lucca ci sia un così cospicuo numero di aziende dedite alla pratica della biodinamica, che dialogano tra loro creando una rete, contribuendo in maniera considerevole, e ciascuno secondo la propria responsabilità individuale, alla crescita di un territorio tanto incantevole.

E’ stato un incontro magico, fatto di tanti momenti e condivisioni, al termine del quale è stata donata un po’ di pasta madre costituita da colonie di lieviti autoctoni lucchesi, nutriti con farina biodinamica da grano coltivato sulle colline intorno a Lucca.

Sono state fornite alcune coordinate su come utilizzarla. Ma più di ogni altra cosa sarà la capacità di chi l’ ha ricevuta ad intenderne il funzionamento ed il modo in cui trattarla. Perché nella panificazione a lievitazione naturale, così come nella biodinamica, l’ uomo deve intervenire in sostegno della materia aiutandola ad esprimersi, scrutandola ed interpretandola attraverso i principi del buon senso e decidendo in prima persona ed in ogni caso, cosa è meglio fare.

Così attraverso le proprie mani, mentre impasteranno quella sostanza viva, arriverà il suggerimento dell’ esatta quantità d’ acqua necessaria, per poi comprenderne i tempi di lievitazione ed incoraggiare la vita all’ interno di quella palla che il tempo e l’ universo con i suoi elementi, gonfieranno fino alla cottura, così che diventi finalmente pane. Prezioso, Benedetto, pane.

 

Tutte le fotografie sono di Lido Vannucchi

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