Festa Nazionale del Cuoco: il successo dell’evento che prende Brescia per la gola

Eventi, show cooking, contest e conferenze hanno invaso la città di Brescia rendendola meta di centinaia di cuochi da tutta Italia. Due giornate di confronto, coinvolgimento della cittadinanza e valorizzazione della professione.

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L'evento

Cappelli e giacche bianche, cuochi impettiti e sorridenti si osservano passeggiare per il maestoso centro città: ecco come la città di Brescia appariva il 12 e 13 ottobre durante l’annuale Festa Nazionale del Cuoco, organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, l’Unione Regionale dei Cuochi Lombardi, l’Associazione Cuochi di Brescia, e il mondo della formazione professionale pubblica e privata, con l’istituto partner Cast Alimenti. Un clima di festa e gioia – e cucina, ovviamente – che ogni anno abbraccia una città italiana rendendola speciale per un paio di giorni. Centinaia di cuochi da tutto lo stivale, allievi delle scuole professionali alberghiere, specialisti del settore e appassionati di cucina: tutti insieme per celebrare questo mestiere che negli anni ha acquisito sempre più maggior rispetto, contribuendo a trasformarne la figura.

Ce lo spiega meglio Rocco Pozzullo, Presidente FIC : “I cuochi di una volta non ci sono quasi più, ora bisogna avere un portamento differente. Bisogna presentarsi ordinati, puliti, in grado di parlare ed esprimersi. La formazione a scuola è fondamentale perché è sì importante la cucina, ma anche l’italiano, la matematica e la storia. La cucina è cultura e studio costante. Devi formarti a 360° e, come Federazione, insistiamo sulla necessità di costruire un modello di certificazione dei professionisti con corsi di aggiornamento e apprendimento dell’uso di nuovi metodi e tecnologie. Se in cucina pensi di sapere già tutto non progredirai mai”. Ed è anche il tema della valorizzazione della formazione che ha portato ad aprire le due giornate della Festa Nazionale del Cuoco presso Cast Alimenti, con una masterclass a cura dello chef Angelo Biscotti, coach della Nazionale Cuochi Junior e docente CAST. Una lezione rivolta a circa 70 professionisti in presenza e numerose scuole collegate in diretta, ha proposto il tema “Il patrimonio ittico quale elemento di pregio dell’italian food style”.

Angelo Biscotti collabora con Cast Alimenti da oltre 8 anni e alterna la sua esperienza di docente con quella di cuoco perché “per fare il formatore devi vivere delle esperienze quotidiane, se non le vivi, come puoi consigliare i tuoi studenti?”. Fa inoltre parte del direttivo della Nazionale Italiana Cuochi (NIC) dove si occupa di formare le nuove leve e di creare il futuro della nazionale. “Ci sono tantissimi elementi in comune tra il modello di Cast e la FIC, motivo per cui Cast è divenuta la casa ufficiale degli allenamenti della Federazione Italiana Cuochi, la Coverciano della cucina italiana per intenderci. Allo stesso tempo i professionisti della FIC partecipano all’offerta formativa di Cast come docenti, creando una forte e performante commistione”. Vittorio Santoro, Founder and CEO di Cast Alimenti, aggiunge:” C’è una gran sintonia con Rocco Pozzullo e qui da noi si respira grande professionalità: ecco come è nata la collaborazione che ci ha portato ad essere la sede degli allenamenti della NIC, e abbiamo sostenuto, in veste di partner, la Festa Nazionale del Cuoco qui a Brescia”.

Dopo l’apertura presso la sede di Cast Alimenti, nel primo pomeriggio, si è dato avvio al tradizionale corteo d’apertura della manifestazione. “Quest’anno – ha spiegato il presidente FIC Rocco Pozzulo – gli chef in divisa hanno voluto sfilare per le vie centrali di Brescia in modo silenzioso, per sottolineare le gravi difficoltà che il settore continua a subire anche dopo la pandemia con i recenti aumenti dell’energia elettrica e del gas, aumenti che gravano su tutte le strutture ristorative e d’accoglienza.” “Grazie al Presidente Pozzullo e la FIC, che dà voce alle necessità dei cuochi e dei professionisti di questo settore, la politica comincia finalmente ad ascoltarci” aggiunge Angelo Biscotti. Oltre ai temi politici, la Festa Nazionale del Cuoco significa soprattutto ritrovarsi e condividere idee, visitare luoghi e scoprire la cultura enogastronomica della zona, ci racconta Luca Venturelli, Presidente Associazione Cuochi Bresciani. È stato impegnativo organizzare l’evento, ma siamo sicuri sconvolgerà la città di Brescia con eventi, la sfilata dei cuochi vestiti con giacca e cappello e le altre iniziative. È bello suscitare curiosità nella gente che ci vede per la città” aggiunge a poche ora dell’inizio ufficiale della manifestazione.

Rocco Pozzullo e Luca Venturelli

E il pomeriggio scivola via con il saluto del Sindaco Emilio Del Bono e dell’Assessore Agricoltura della Regione Lombardia On. Fabio Rolfi, e primo momento di talk show e dibattito: Salute e Sicurezza Alimentare nella ristorazione regionale: allevamento ittico e zooprofilassi, produzione e trasformazione culinaria dell’agroalimentare del territorio dopo il fermo della pandemia. Al dibattito, moderato da Antonio Iacona, sono intervenuti Mario Pazzaglia, Biologo marino ed esperto di acquacoltura, Dario Mariotti, business developer di CAST Alimenti, come anche il Maestro Iginio Massari, e lo chef Philippe Léveillé, patron del Ristorante stellato Miramonti L’AltroA conclusione della prima giornata di festa non poteva mancare l’aperitivo preparato e servito in piazza dagli istituti alberghieri del territorio nel centro cittadino e, a seguire, il Galà in Piazza Vittoria che ha visto più di 500 ospiti degustare un menù con raffinate elaborazioni di pesce e selvaggina preparate da Philippe Léveillé, Alfio Ghezzi, Carlo Bresciani e per i dessert finali la scuola di Cast Alimenti e Iginio Massari.

La giornata del 13 ottobre è iniziata con il contest/laboratorio rivolto agli allievi degli istituti alberghieri, dedicato al pesce d’acqua dolce. Sono stati sei gli istituti alberghieri che hanno stimolato i ragazzi a cimentarsi con la lavorazione di specie ittiche presenti nei laghi di Garda e d’Iseo della provincia bresciana. “Il tema del contest – ha spiegato il Segretario Generale FIC Salvatore Bruno agli oltre 200 giovani presenti in sala – può certamente inscriversi nell’azione di promozione al consumo che da anni Federcuochi sostiene, grazie al contributo del Mipaaf e del Programma Operativo Feamp 2014/2020, nei confronti delle “specie eccedentarie” della piccola pesca costiera. Il destino di questi pesci, ingiustamente scartati pur avendo carni assolutamente valide dal punto di vista nutrizionale, è infatti analogo a quello di molti pesci d’acqua dolce, classificabili anch’essi alla stregua di specie eccedentarie rifiutate dal mercato e non impiegate nella ristorazione o nel consumo domestico. E’ molto importante stimolare i ragazzi. Il cuoco è un mestiere che ti porta a viaggiare e ad avere soddisfazioni, nello specifico, emozioni immediate perché quando servo un piatto vedo il gradimento del cliente sul momento, in diretta. La cucina dà inoltre la possibilità di creare qualcosa di tuo, la tua filosofia, le tue ricette, i tuoi piatti, e di liberare la creatività” aggiunge Pozzullo in merito al coinvolgimento dei giovani ragazzi e studenti.

A queste attività è seguito il secondo Talk Show che, con il contributo del Mipaaf/Po-Feamp, ha introdotto e sviluppato il tema dei “Modelli anti-spreco e sostenibilità in cucina: le filiere produttive locali nell’offerta ristorativa – prodotti agroalimentari del territorio e piccola pesca lacustre”. Sono intervenuti nel dibattito Valentina Tepedino, direttrice di Eurofishmarket e responsabile scientifica di Medicina Veterinaria Preventiva per i prodotti ittici, Vittorio Santoro, presidente e direttore istituto “Cast Alimenti“, Alberto Lupini, direttore del periodico “Italia a Tavola”, Giorgio Mariani, Ricerca e sviluppo materie prime LicPackaging e lo chef Alessandro Circiello, noto volto televisivo ed esperto di sana alimentazione. La grande festa si è conclusa infine con il tradizionale “Buffet delle Regioni”, uno show lunch nel quale le proposte di degustazione hanno riguardato piatti tradizionali e prodotti tipici di 17 regioni. Quest’ultimo momento di degustazione ha sfiorato le 6000 presenze, chiudendo l’edizione bresciana della Festa del Cuoco all’insegna della grande cucina dei territori e della convivialità intesa come esperienza culturale viva di risorse e competenze dei territori.