Manjula Patel: la chef indiana cha ha aperto il suo ristorante a 80 anni

Per il suo ottantesimo compleanno, i figli le hanno preparato un regalo speciale: un ristorante. “Allora ho pianto dalla felicità”, racconta la donna indiana, profuga dall’Uganda e operaia per 30 anni.

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La storia

Non è mai troppo tardi: sembra questo il motto di Manjula Patel, cuoca indiana che a 85 anni manda avanti un ristorante di piatti vegetariani tipici dello stato indiano di Gujarat a Brighton, UK, chiamato Manju’s, dal vezzeggiativo del suo nome (ecco invece la storia dello chef più anziano di Madrid, l’ottantunenne Miguel Gonzalez).

La vita per lei è stata ricca di sorprese. Era la fine degli anni ‘30 quando lasciò l’India per Kampala, in Uganda, dove il padre gestiva un negozio di alimentari. La sua morte improvvisa dieci anni dopo la costrinse a salvare il bilancio familiare, iniziando una carriera da cuoca con la vendita di box per il pranzo agli impiegati. Le ricette erano quelle di sua madre, prodiga di aiuto e maestra di etica e dedizione al lavoro.

Tutto sembrava andare per il meglio, con il matrimonio e due figli, quando nel 1972 il dittatore Idil Amin prese il potere. In un’epoca in cui gli asiatici conducevano gran parte del business, intimò loro di lasciare il paese entro 90 giorni. Fu così che tutta la famiglia fuggì a Londra, dove viveva già un parente, con una dozzina di sterline in tasca. Tanto che Manjula cercò subito lavoro come operaia in una fabbrica di Londra, dove è rimasta fino alla pensione a 65 anni.

La cucina, tuttavia, restava la sua passione, quando ogni giorno si metteva ai fornelli per preparare specialità indiane da servire ai familiari. Sono stati i due figli a realizzare un sogno, lungamente accantonato in mancanza dei capitali necessari.Quando abbiamo trovato il posto giusto, abbiamo deciso di comprarlo. Il rogito è caduto il giorno dell’ottantesimo compleanno”, racconta il maggiore, Jaymin Patel.

Non ho mai pensato che i miei figli mi avrebbero comprato un ristorante”, confida oggi Manjula. “Ero così felice che mi sono messa a piangere e mi sono detta: ‘Finalmente si realizza il mio sogno’”. All’inizio non è mancata qualche difficoltà: i clienti si aspettavano il consueto pollo tikka masala e spesso, quando scoprivano che il ristorante era vegetariano, si alzavano per non tornare mai più. Presto, tuttavia, il curry di okra e patate con il pane indiano è diventato popolare e i 48 coperti hanno iniziato a riempirsi.

Oggi a cucinare con Manjula sono le due nuore, mentre i figli servono in sala. Gli ospiti possono pescare da una carta di una dozzina di piatti che cambiano con le stagioni. Certo nemmeno a Brighton i tempi sono dei migliori, ma Manjula ha imparato a tenere duro. “Voglio continuare a cucinare e nutrire le persone finché potrò”, assicura.

Fonte: Bbc

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Foto: Crediti Manju’s