Cibus 2022: il Made in Italy va in scena nella 21° edizione della fiera

Tra conflitti e crisi globali, si temeva che la 21° edizione della fiera alimentare del Made in Italy potesse essere ridotta. Invece Cibus 2022 conferma i numeri pre-pandemia e la voglia degli operatori esteri di puntare sempre più sui prodotti del nostro Paese.

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L'evento: Cibus 2022

Il Made in Italy è il nostro biglietto da visita più apprezzato, il nostro ingrediente di successo. Il numero dei visitatori di Cibus 2022 conferma che il Made in Italy agroalimentare è ancora una volta, dopo la pandemia, la ricetta ideale per l’estero. 3.000 espositori, migliaia di nuovi prodotti, 60mila operatori professionali di cui tremila top buyer esteri: questi i numeri della 21° edizione della fiera alimentare organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare, tenutasi dal 3 al 6 Maggio.

La novità di quest’anno è stata proprio nella conferma del suo successo. Molti erano (giustamente) preoccupati della situazione attuale, tra tensioni, conflitti politici e la crisi globale. Ma i risultati hanno superato le aspettative. Cibus 2022 ha registrato gli stessi numeri pre-pandemia: questa è una rappresentazione corale delle aspettative degli operatori esteri nei confronti del Made in Italy. Ancora adesso, per loro, il Bel Paese produce eccellenze da ricercare.

Tutti gli operatori hanno confermato che i nostri prodotti si stanno trasformando da nicchia di importazione a mainstream per i consumatori. Nel corso dei tanti convegni dedicati alle problematiche del Fuori Casa, della Grande Distribuzione, delle Private Labels, dell’Agricoltura, dell’Industria, della Ricerca scientifica, è stata ribadita questa migrazione qualitativa dei consumi verso ingredienti più sani e più sostenibili, dei quali il made in Italy alimentare è campione.

A Cibus 2022 sono andati in scena proprio loro, alimenti provenienti in gran parte da imprese a carattere familiare del nostro Paese, che hanno continuato a lavorare e a progettare anche durante la emergenza pandemica e la crisi attuale, senza lasciarsi scoraggiare, anzi aumentando i loro sforzi per raggiungere l’eccellenza e la sostenibilità dei loro prodotti. Grazie alle radici e alle tradizioni delle regioni italiane, le imprese hanno saputo rinnovarsi, mantenendo la propria anima nelle proposte alimentari presentate a Cibus 2022.

Un esempio di queste aziende di eccellenze italiane, sono state Magno 1973, grazie a uno stand ricco di sorprese e ospiti d’eccezione, come lo chef Daniele Rossi, Inalpi, con la rappresentazione della propria azienda in formato LEGO, Accademia Olearia, Acetaia Giusti, Levoni e il Consorzio Pecorino romano DOP, il quale ha concluso l’ultimo giorno dell’evento, condividendo un’intera forma di Pecorino romano, tagliata ed assaggiata proprio nella terra del Parmigiano. Galloni, Wolf Sauris e Caffé Vergnano, inoltre, proprio quest’anno festeggiavano ciascuno un traguardo importante: più di 100 anni di attività per ciascuna delle aziende.

Le nuove proposte di prodotti alimentari industriali eco-innovativi sono state presentate nella 12° edizione di “Ecotrophelia Italia”, organizzato da Federalimentare, cui partecipano gli studenti delle Università e degli Istituti Tecnici. Nel corso del convegno “Il futuro del fuoricasa: la ristorazione al servizio del Made in Italy, la Associazione culturale “I Love Italian Food ha riferito di aver creato una rete di circa 20mila ristoratori, in tutti i continenti, per i quali organizza eventi B2B, food festival e formazione professionale.

A Cibus è stato poi eletto per la prima volta il “Miglior Formaggiaio d’Italia”, a seguito del concorso cui hanno partecipato banconisti dei formaggi dei piccoli negozi e della Grande distribuzione, organizzato da Guilde Internationale des Fromagers Italia e dal gruppo editoriale Tespi. A portare a casa il titolo è stato Roberto Guermandi, titolare de ‘L’angolo della freschezza’ di Bologna. Infine, è stato presentato a Cibus un progetto di Fondazione Fiera Milano, Fiere di Parma e Federalimentare per realizzare due mense in Ucraina per i profughi che si affollano lungo i confini.

Il successo di quest’anno ha imposto dunque agli organizzatori una promessa: calendarizzare Cibus anche nel 2023 (dal 29 al 30 marzo) in armonia con l’altra grande fiera del made in Italy, Vinitaly. Verrà presentata in un format più leggero, proprio per consentire agli operatori internazionali di spendere più giorni sul territorio, al fine di visitare e conoscere da vicino le imprese che hanno reso celebre l’agroalimentare italiano.