Tubinga in Svevia: la città tedesca dove tutti gli abitanti sono vegani

Fra i rigogliosi boschi della Svevia, Tubinga è una città dove a predominare sono veganismo e rispetto dell'ambiente. La maggior parte delle persone ha abolito del tutto carne e pesce dal menu.

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La notizia

Nel sud-ovest della Germania, incastonata tra le alpi della Svevia e il Parco naturale di Schönbuch, si trova Tubinga, una città universitaria di quasi centomila abitanti. Costruita attorno al centro storico ben conservato, presenta vicoli acciottolati, vecchie case a graticcio e canali increspati dal fiume Neckar, che si dirama nel centro cittadino, formando una piccola isola – il Neckarinsel – che in primavera è ricoperta di fiori e risplende dei colori caldi in autunno. La Svevia è una regione famosa per la sua frugalità ed è anche uno dei luoghi più soleggiati della nazione, cosa che la rende più allegra rispetto ad altre parti del paese con un clima più cupo e piovoso. Essendo una città accademica, è piccola ma dinamica. Inoltre, Tubinga è innovativa e incredibilmente green: la maggior parte della popolazione si è autonomamente “convertita” al veganesimo (come è accaduto anche in questa città indiana). “A Tubinga ci sono iniziative abitative autonome, dove la spesa è organizzata collettivamente ed è per lo più vegana – spiega Jenny Bröder, che vive a Tubinga da 12 anni e lavora all’università -. Le persone che gestiscono e vivono in questi alloggi sono spesso politicamente attive, coltivano una consapevolezza per i temi sociali ed ecologici e contribuiscono alla scena culturale organizzando concerti, conferenze, festival e feste. Il cibo offerto in questi eventi è quasi sempre vegano”.

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Tubinga infatti ha sempre aderito con slancio al Veganuary, la sfida annuale che incoraggia le persone a diventare vegane per il mese di gennaio. “La quota disponibile di prodotti vegetali si esaurisce molto più rapidamente dell’esigua offerta di carne”, afferma Alok Damodaran, che gestisce un piccolo food truck indiano in città. Questo è molto significativo in un paese noto per le carni e soprattutto per le salsicce. E poiché un terzo della sua popolazione è composto da studenti, la città ospita una comunità istruita e consapevole delle questioni ambientali. È questo spirito giovane ed energico che consente alla sostenibilità ambientale di essere funzionale. Ad esempio, Amelie Dietenberger e Kajetan Krott hanno iniziato a cuocere il pane vegano alla banana durante la pandemia, prima effettuando consegne individuali e poi trasformandolo in un’azienda che riforniva diversi bar.Tubinga ha una bella vocazione green e ha molti giovani, il che si adatta al nostro progetto gastronomico – sottolinea Amelie Dietenberger -. “Le persone sono ben disposte perché si tratta di un’iniziativa locale e apprezzano il fatto che le consegne avvengano con mezzi elettrici”.

Ada Backerei- foto da Facebook

Sedat Yalcin ha aperto l’Ada Backerei in città, dopo essere venuto qui per un programma di scambio culturale diversi anni fa, e ora lo gestisce con sua moglie Aysenur-Sarcan Yalcin. Mentre la Germania è famosa per i döner kebab e gli shawarma, nella panetteria di Yalcin praticamente tutto il cibo è vegetariano o vegano. Ci sono deliziosi börek ripieni di spinaci, patate, melanzane, tahini e formaggio insieme allo simits, un pane turco circolare, e abbondanti insalate. “Esauriamo tutto ogni sera. Un panificio vegetariano turco qui lavora bene, perché gli studenti e tutti gli altri clienti hanno a cuore l’ambiente”. Piste ciclabili larghe e ben integrate insieme a tariffe di parcheggio elevate rendono Tubinga “ostile” alle auto. Un’ordinanza approvata nel febbraio 2022 ha dichiarato che le auto non potranno più circolare nella via centrale della città, che sarà riservata ad autobus e biciclette. Gli studenti possono viaggiare sui mezzi pubblici gratuitamente nei fine settimana e dopo le 19:00 la sera, mentre sono gratuiti per tutti il sabato. Tubinga spende tre volte tanto pro capite in infrastrutture per biciclette rispetto a Copenaghen, assicura il sindaco della città Boris Palmer.

Ada Backerei- foto da Facebook

Una nuova tassa entrata all’inizio del 2022 ha ulteriormente migliorato lo status di città green di Tubinga. La Verpackungssteuer o imposta sugli imballaggi impone un pagamento extra di cinquanta centesimi su qualsiasi imballaggio usa e getta, dalle tazze da caffè alle coppe gelato ai piatti per il pasto. Inoltre, tutte le posate “usa e getta” come forchette, coltelli e cucchiai costano venti centesimi in più. Anche le scatole della pizza e gli incartamenti attorno ai falafel da asporto sono tassati. Indipendentemente dal fatto che siano realizzati con materiale sostenibili, tutto ciò che è monouso sarà più costoso, in base al principio che la mancata produzione è migliore del futuro riciclaggio o smaltimento. Nelle prime settimane la tassa sugli imballaggi ha ridotto fino al 15% i rifiuti nei bidoni della spazzatura della città.

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Un numero destinato a scendere, visto che molte persone hanno preso l’abitudine di portarsi da casa le posate e i Take-away iniziano a fornire piatti riutilizzabili. “Ho smesso di fornire piatti usa e getta – sottolinea con orgoglio Naresh Taneja, proprietario del ristorante indiano vegano Maharaja, a Tubinga da 30 anni -. “Stavamo già incoraggiando i nostri clienti a portare i propri pranzi al sacco e ora questa tassa ha aiutato ancora di più“. I ristoratori sono inoltre rimasti contenti del fatto che l’Amministrazione locale abbia fornito assistenza per abbattere la tassa sugli imballaggi, aiutandoli ad acquistare lavastoviglie e posate riutilizzabili. La sentenza non è andata a buon fine con l’unico McDonald’s di Tubinga, che ha citato in giudizio la città per la tassa. Con oltre 1.500 ristoranti in tutto il paese, McDonald’s afferma che è difficile personalizzare le soluzioni e sostiene un quadro uniforme rispetto a regole diverse tra le città. “Crediamo che la città abbia il diritto di imporre una tassa del genere, e quindi anche una grande azienda deve accettarla. Non posso credere al motivo per cui un’azienda internazionale non può passare ai riutilizzabili se ogni piccola impresa può farlo”, ci tiene a precisare il sindaco Palmer.

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Palmer, eletto nel 2007, ha avviato le politiche ecologiche di Tubinga, introducendo i sistemi solari fotovoltaici obbligatori sui tetti delle abitazioni e gli autobus gratuiti il sabato. “Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito a una riduzione delle emissioni di anidride carbonica pro capite del 40%, mentre l’economia di Tubinga è cresciuta del 40%“, afferma soddisfatto. “Questo ci fa sperare che ci possa essere un modo per superare il riscaldamento globale e continuare a crescere in economia”. Sebbene si possa imparare molto dal modello di Tubinga, forse è difficile replicare le vittorie della città, poiché emergono da un panorama sociale e politico unico e favorevole. Anche se un articolo di Der Spiegel del 2011 descriveva il quartiere francese -uno dei più belli della città e dell’intero Paese- come un “inferno verde”, presentando i residenti come astiosi e intolleranti.

Fonte: BBC

Ritratto in copertina: Getty Images