Il ristorante nascosto nella natura selvaggia che cambia menu ogni sera: Social Haus con la cucina dello chef Brandon Cunningham

Non solo un resort di lusso immerso nella natura del Montana, ma un’esperienza gastronomica senza eguali: da Social Haus il menu cambia ogni sera grazie all’estro di Brandon Cunningham, chef americano fortemente legato al territorio.

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La notizia

Immerso nella natura incontaminata del Montana, il nuovo ristorante di Brandon Cunningham si chiama Social Haus at the green o ed è ubicato in un resort di lusso. Qui lo chef propone un menu da otto o nove portate per massimo 24 commensali che cambia di giorno in giorno. Aperto il 23 giugno 2021, il resort si sviluppa su 37.000 acri e offre ai suoi ospiti numerose esperienze, dalle escursioni a cavallo e in fuoristrada, alla pesca a mosca, fino a una bellissima spa dove ci si può rilassare a dovere.

Aperta durante tutta la giornata, Social Haus si riconosce a distanza dal logo illuminato del resort, un simbolo circolare ricorda gli anelli di un tronco d’albero tagliato e omaggia l’ex proprietario della struttura, un allevatore di bestiame che era solito imprimere sul vello delle sue pecore una grande O verde in segno di riconoscimento. La sala da pranzo si sviluppa attorno a un grande camino circolare in rame opaco, dove la panca in pelle verde scuro forma un semicerchio e le sedute alte creano un’atmosfera intima, così come gli sgabelli da bar lungo la grande cucina a vista.

A colazione e a pranzo il menu è à la carte e include sia piatti classici come l’uovo con cheddar, prosciutto e semi di senape sott’aceto, che piatti internazionali come le crepes vietnamite croccanti con granchio e un contorno di nước chấm, lattuga al burro ed erbe aromatiche. La vera chicca però è la cena: “Subito ho pensato di ideare un menu à la carte standard con alcune specialità, ma non mi soddisfaceva, quindi ho semplicemente deciso di proporre piatti nuovi ogni sera. L’obiettivo più importante era non permettere all’ospite di mangiare lo stesso piatto due volte“.

Ogni portata è descritta con soli 2 vocaboli, come “castagne e raclette” o “prosciutto e caffè“. “Questo ci aiuta a concentrarci su due ingredienti e svilupparli in molti modi diversi; inoltre, crea un po’ di mistero ai tavoli. I commensali così non hanno idea di cosa stanno per mangiare“, confida Cunningham. “Le persone vengono qui per la location e non credo abbiano aspettative così alte riguardo il cibo, invece finiscono per mangiare per tutto il tempo del soggiorno. È una grande soddisfazione“. Cunningham e il suo team stanno anche sperimentando l’autoproduzione di salumi e formaggi. “In questo momento, stiamo acquistando prodotti da fornitori locali, ma vorrei arrivare a produrre tutto all’interno del resort. Servirà a creare un legame ancora più intenso tra il ristorante, il territorio e gli ospiti”.

Fonte: robbreport.com

Foto: Crediti Stuart Thrulkill⠀