Il Time celebra Massimo Bottura con un articolo speciale: “Ha trasformato i rifiuti in piatti da stella Michelin. Food For Soul un modello per tutti”

Secondo il Time la fondazione Food for Soul non è più un semplice progetto, ma “un movimento, un modello per combattere lo spreco di cibo e l’emarginazione sociale”. La prestigiosa rivista americana dedica un lungo articolo allo “chef più celebrato d’Italia”.

0
347
La notizia

Il 2022 è iniziato nel migliore dei modi per Massimo Bottura, protagonista di un lungo articolo su Time a firma di Aryn Baker. Massimo Bottura vuole che tu smetta di sprecare cibo”, recita il titolo. E di fatto il tema sono i refettori: “Mettendo da parte tutti i successi, lo chef più celebrato d’Italia dice che il culmine delle sue realizzazioni è il Refettorio Ambrosiano di Milano, con i 12 spin-off che ne hanno seguito la scia. Al Refettorio Ambrosiano gli ospiti sono chiamati per nome. Mangiano su porcellana fine sopra tavoli disegnati dai designer più ricercati del paese, sotto opere d’arte che non sarebbero fuori luogo in un museo d’arte contemporanea. I camerieri sono gentili e gli chef si sono addestrati nei ristoranti più eleganti del mondo. Il menu fisso cambia ogni giorno, a seconda di quello che arriva con le consegne del mattino”. Può trattarsi di avanzi dei supermercati, vegetali appassiti o carni prossime alla data di scadenza, rielaborati per il pubblico di un centinaio fra rifugiati, senzacasa, disoccupati. La parola d’ordine? “No more excuses”.

Bottura li concepisce come catalizzatori, luoghi che non solo riaffermano la dignità dei loro ospiti, ma gettano luce e arte in quartieri degradati, mentre concentrano l’attenzione sulla crescente crisi dello spreco di cibo globale, trasformando alimenti destinati alla discarica in pasti degni della stella Michelin. ‘Un refettorio non è una soup kitchen’, dice Bottura. ‘È un progetto culturale che condivide bellezza. Trattiamo i nostri ospiti come facciamo al ristorante. Questo è il caldo abbraccio che diamo. Diciamo: Benvenuto, questo è un bel posto ed è il tuo posto. Questo è il cibo che cuciniamo per te. Siamo qui per te…’”.

A sei anni dalla fondazione del primo Refettorio, nato come pop-up durante Expo Milano, con la complicità di Papa Francesco, la fondazione Food for Soul non è più un progetto, ma “un movimento, un modello per combattere lo spreco di cibo e l’emarginazione sociale Su questo pianeta siamo 8 miliardi e produciamo abbastanza cibo per 12. Tuttavia, 820milioni di persone non hanno niente da mangiare. È criminale”. Ancor di più se si pensa che lo spreco di cibo, pari a un miliardo di tonnellate l’anno, è responsabile del 10% di emissioni in gas serra, tanto che la sua riduzione sarebbe ancor più cruciale della conversione alle auto elettriche in termini di impatto sul clima.

È quindi responsabilità dei cuochi utilizzare fino ai minimi scarti, trasformandoli in oro, come hanno sempre fatto le massaie, compresa la madre di Bottura. “All’inizio pensavo di cambiare il mondo”, dice lo chef, il quale poi ha capito che si tratta di coinvolgere tutti. “Chiunque ha facoltà di contribuire a un cambiamento positivo. Inizia da ognuno di noi, nella nostra cucina”.

Una filosofia che ha conquistato anche lo chef Walter el Nagar, che si appresta a inaugurare il prossimo refettorio insieme a Food for Soul nella ricca Ginevra. Ogni Refettorio ha una sua caratteristica: in questo caso il supporto finanziario non dipenderà esclusivamente dalle donazioni, ma anche grazie ai clienti paganti con l’apertura a pranzo. I fondi ricavati andranno così a sostenere tutti i pasti serali di beneficenza per i bisognosi.

Foto: Crediti Lucia Buricelli per il Time

Per leggere l’articolo: time.com