L’eremita che pesca a mani nude nell’oceano in un’isola deserta: la sfida quotidiana di Ellai a Socotra

L’acqua è il suo elemento ed è talmente navigato che prende i pesci a mani nude: Ellai, coraggioso eremita dell’isola di Socotra, ogni giorno riemerge dall’acqua con preziosi bottini ittici pronti per essere cucinati sulla fiamma viva. Ecco come se li procura.

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La notizia

Nell’Oceano Indiano c’è Socotra, l’isola “extraterrestre” che circa 7 milioni di anni fa si è distaccata dall’Africa divenendo una delle terre più isolate al mondo. Proprio qui, a centinaia di chilometri sia dallo Yemen che dal Corno d’Africa, un uomo vive in una grotta da un tempo indefinito. Una storia già letta, penserà il lettore appassionato di romanzi di avventura. In questo caso, il nostro Robinson Crusoe si chiama Abdullah the Caveman ma per tutti è Ellai. A differenza del protagonista di Defoe, lui sull’isola è nato ma non è sicuro dei suoi anni: prima del 2012 non c’era neanche l’ospedale e non esistono documenti ufficiali sulla sua nascita sebbene, presumibilmente, abbia 60 anni.

 

M Lund Photography Inc-Getty Images

Quando non è a pesca, Ellai trascorre la maggior parte del suo tempo nella sua grotta. Così, prima di lui, sua madre che pescava per sfamare la famiglia; una donna forte che gli ha insegnato come sopravvivere, dove trovare datteri, patate e pomodori – alcuni degli unici alimenti commestibili dell’isola – nonché quali piante usare a scopo medicinale e in quale punto abbeverarsi di acqua fresca in alta montagna. Quasi tutto quello che pesca Ellai lo manda alla moglie e ai figli che vivono a Qalansiyah, nell’estremo nord-ovest dell’isola, in una situazione di relativo comfort per gli standard del posto.

Una opportunità che è derivata da un fatto eccezionale, dopo che una carcassa di capodoglio si era arenata vicino alla sua casa-grotta. Il pescatore fu il solo a trovare la preziosa ambra grigia nell’intestino dell’animale, un bottino che gli ha permesso di acquistare una piccola abitazione. Lui, però, ha scelto di restare: “Il mio cuore è come il mare“, rispose. “A volte è tempestoso. A volte è calmo… Per me, questa grotta è la mia anima, la mia fonte di vita. Amo ascoltare l’oceano”.

L’acqua è il suo elemento ed è talmente navigato che pesca a mani nude: immergendosi fino alle ginocchia attende che un polpo si avvinghi intorno alle gambe per tirarlo fuori. Poi, qualche metro più avanti capita spesso che trovi acque razze e pesci palla: una volta ha persino sollevato una tartaruga di 30 kg! Una pratica ancestrale che per Ellai non ha nulla di eroico, ma fa parte dell’istinto di sopravvivenza dell’uomo e oggi anche della sua quotidianità, come ugualmente è stato per i suoi antenati di Socotra. La sera l’appuntamento è intorno al falò dove cucina calamari e altri crostacei bottino del giorno, scegliendoli con nonchalance come se stesse tra gli scaffali del supermercato.

Fonte: bbc.com

Foto di Geri Moore