Carbonara con bacon e cipolla: Heston Blumenthal, 3 stelle Michelin e tra i fondatori della cucina molecolare, la fa così. Siete d’accordo?

Dalla rosolatura del bacon insieme al peperoncino verde, all’aggiunta di cipolla, la carbonara proposta da Heston Blumenthal ai lettori di delicious Magazine è una ricetta che farebbe impallidire chiunque. Eccola in tutta la sua blasfemia.

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La notizia

Eresia: dottrina che si oppone a una verità rivelata e proposta come tale dalla Chiesa Cattolica e, per estens., alla teologia di qualsiasi chiesa o sistema religioso, considerati come ortodossi”, recita un baluardo dell’ortodossia, l’enciclopedia Treccani. E di sistema religioso a tutti gli effetti si tratta: quello della cucina italiana.

Crediti Delicious Magazine

Il nostro repertorio, si sa, è poco o per niente codificato. Eppure, qualche punto fermo qua e là è stato conficcato. Per esempio, la ricetta (passibile di modeste oscillazioni, tipo Parmigiano Reggiano sì o no, spaghetto o rigatone) della santissima carbonara. Qualcuno, tuttavia, sembra non essersene accorto. Per esempio Heston Blumenthal (proprietario di The Fat Duck, nonché ideatore delle patatine a Tre Stelle Michelin più buone del mondo), il quale ha osato firmare sulla rivista Delicious una ricetta di carbonara destinata a scatenare le ire dei puristi, come già successe con l’orribile variante rossa del New York Times (che invero corrispondeva più o meno alla romanissima zozzona, nomen omen).

Il condimento della carbonara di Heston Blumenthal- Crediti travelswithmudge.com

Uno sguardo fugace alla lista degli ingredienti basta e avanza: 3 cipolle per 4 porzioni, e ancora 2 spicchi di aglio, peperoncino e prezzemolo, abbondante olio extravergine di oliva… Dove lo chef insiste sul peperoncino verde fresco da soffriggere brevemente nel grasso con il bacon (e non guanciale), al posto del consueto pepe nero. Ma fra i suggerimenti figura addirittura l’aggiunta di piselli surgelati; con la possibilità di incorporare a “piacere” ricotta o dadini di mozzarella (sic). In pratica il concentrato dei cliché gastronomici del Belpaese.

L’Italia e il popolo social se ne accorgono solo adesso, ma l’oltraggio risale ormai al 2013. Del resto, i rapporti fra le due nazioni non attraversano il loro momento migliore. E la mente corre a quella storica finale e all’irresistibile urlo di Bonucci: “Ne dovete mangiare ancora di pastasciutta”! Mangiare e non cucinare: niente di più vero.

Fonte: deliciousmagazine.co.uk

Foto di copertina dello chef: Crediti David Bebber (The Times)

Foto di copertina del piatto: Crediti Delicious Magazine

Foto dello chef nell’articolo: The Fat Duck official page (Facebook)