Biden: “I ristoranti paghino di più il personale. 7 dollari l’ora sono una miseria!”. È polemica sugli stipendi di cuochi e camerieri

La nuova crisi esistenziale nella ristorazione si chiama carenza di personale. Per Biden bisogna pagare di più i lavoratori, oggi disincentivati da una professione troppo sacrificante.

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La Notizia

Mercoledì scorso il presidente americano Joe Biden è sceso in campo in difesa dei lavoratori della ristorazione e dell’ospitalità. Come in Italia, anche i ristoranti statunitensi stanno vivendo un momento molto difficile, lottando addirittura per sopravvivere, dopo i lunghi mesi di inattività causati dalla pandemia.

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La nuova crisi esistenziale del settore si chiama carenza di personale, che vuol dire turni ancora più massacranti per i lavoratori rimasti e un peggioramento generale del servizio, dato dal poco personale a disposizione (talvolta anche poco professionale). La cosa sta assumendo delle proporzioni talmente gravi che l’amministrazione Biden ha sentito il dovere di muoversi in difesa di uno dei settori fondamentali per l’economia dell’intero paese.

Secondo alcuni osservatori, una delle possibili cause della mancanza di personale è data dal fatto che i ristoranti hanno dovuto licenziare i loro dipendenti durante la pandemia, con il risultato che molti giovani lavoratori hanno lasciato le grandi città, per tornare a casa o anche solo in cerca di un posto più sicuro dove stare.

Crediti Gage Skidmore da Wikimedia Commons

Il periodo di stop forzato ha quindi dato agli chef, al personale di sala e del bar, agli addetti alla reception e alle varie figure che compongono le brigate il tempo di pensare a ciò che volevano fare della loro vita; e sembra che molti abbiano deciso che non vale la pena sacrificarsi così tanto, restando lontani dai propri affetti e dalle famiglie. Altri invece sostengono che i benefici che alcuni lavoratori stanno ricevendo dal Governo abbiano disincentivato le persone a tornare al lavoro a tempo pieno.

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Il Presidente Joe Biden, invece, sembra pensare che il problema sia lo stipendio. Mercoledì scorso, durante un servizio della CNN, il proprietario del ristorante John Lanni ha chiesto al Presidente come intendesse incentivare coloro che non sono ancora tornati al lavoro.

Molti lavoratori del settore della ristorazione hanno deciso di non voler più fare questo tipo di lavoro sacrificante, perché ci sono altre opportunità a salari migliori”, ha detto Biden. “La mia ipotesi è che le persone che vengono pagate sette-otto dollari l’ora più le mance non sono più interessate a queste attività. Penso, John, che per avere del buon personale lo dovresti pagare 15 dollari o più all’ora. E lo potresti fare già”.

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I commenti di Biden sono arrivati in concomitanza con la notizia che il Congresso ha introdotto l’Entrée Act che aggiunge 60 miliardi di dollari al Restaurant Revitalization Fund. L’acronimo sta per Entrepreneurs Need Timely Replenishment for Eating Establishments Act e sarà il primo di una serie di ristori per il fondo dedicato a rivitalizzare la ristorazione.

Il panorama del settore è cambiato in modo forse permanente. Anche prima della pandemia, in America l’industria della ristorazione stava mostrando problemi strutturali nella formazione e il mantenimento del personale. Cattive condizioni di lavoro, salari bassi, stress, ambienti di lavoro abusivi, orari antisociali, nessun beneficio nel medio termine.

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Quando si tiene conto di tutte queste cose, non sorprende se molti abbiano scelto di intraprendere lavori diversi che, magari, pur non essendo ideali o nei loro sogni, diano loro almeno condizioni migliori di vita, più tempo libero da trascorrere con la famiglia e meno stress psico-fisico. Per molti osservatori sarebbe arrivato il tempo di trovare nuovi modelli di business nella ristorazione che garantiscano maggiormente il personale. 

Fonte: finedininglovers.com

Foto di copertina: Crediti Getty Images