Da giacca e cravatta alle consegne a domicilio: il nuovo cameriere “post pandemico” non si arrende mai

Nuovi principi, esplorazione di nuovi mercati, ma sempre la stessa passione: rendere felici e soddisfatti i clienti. Matteo Zappile, cameriere, racconta come la sua categoria ha vissuto il difficile periodo pandemico.

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Il cameriere

Da un anno confrontiamo indici e colori per ripartire, soprattutto per far ripartire le nostre vite, i nostri mestieri e le nostre ambizioni. Siamo stati vittime dei nostri sogni e delle nostre ansie. Alcuni di noi sono caduti, si sono ammalati e forti si sono rialzati, altri invece hanno completamente cambiato lavoro e prospettive, cercando la felicità nei piccoli attimi, nelle piccole idee e nei piccoli obiettivi che hanno fatto grande una esistenza in questo periodo così complesso. Io, come tanti altri dei miei colleghi ci siamo reinventati, dalla giacca e cravatta alle consegne a domicilio, abbiamo incontrato i nostri nuovi clienti, quelli che forse mai avremmo incontrato al ristorante, ma che ci hanno, invece, aspettato sull’uscio della porta per ricevere un sacchetto di normalità, una cena, un pranzo, per non arrendersi alla situazione e a questo periodo. 

Umiltà assoluta e dinamismo come principi cardini del nuovo cameriere, che oggi possiamo quasi definire “post pandemico”! Sì, perché è da un anno che nel nostro futuro immaginiamo la fine della pandemia. E, invece, siamo ancora qui ad esplorare nuovi mercati per non arrenderci mai.

Durante questi mesi ho scoperto nuove attitudini per i camerieri, nuove “skills” direbbero i miei colleghi universitari forbiti:

  • la resistenza; ad affrontare qualsiasi tempesta emotiva, attimi di stimoli complessi alternati ad attimi di profonda depressione (eppure siamo ancora qua…),
  • l’ingegno; a cercare nuove forme di business per non stancarsi dei momenti, a non voler cedere ai colori e agli indici RT e nel lottare per quello che si è sempre voluto fare nella vita, utilizzando capacità e competenze per arrivare a tempi migliori.

Queste due nuove attitudini, che prima forse non erano contemplate nel curriculum di un cameriere, oggi sono di vitale importanza per continuare a credere di poter emozionare i clienti ad ogni livello di ristorazione, dai grandi alberghi di lusso al chiringuito sulla spiaggia, perché il cameriere, quello passionale, incarna l’elemento fondamentale di ogni persona testarda, il “mai arrendersi”, per trovare sempre una soluzione e regalare esperienze sempre migliori ai propri clienti.