Il primo 3 stelle Michelin totalmente vegano: Daniel Humm rivoluziona l’Eleven Madison Park

Humm riapre il tristellato Eleven Madison Park con un menù 100% vegano. Un paradosso per chi è diventato famoso grazie al miglior pollo arrosto del mondo. Nessuno dei 132 tre stelle al mondo serve una cucina all vegan, si tratta del primo caso in assoluto.

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La Notizia

Niente sarà più come prima, lo hanno detto in tanti. Ma c’è anche chi lo fa. Daniel Humm, per esempio, premiato a suo tempo come miglior cuoco del mondo, il quale si appresta a riaprire il suo ristorante a New York, ma in una veste nuova. Sarà infatti all-vegan, ed è un paradosso per chi è diventato famoso grazie al miglior pollo arrosto del mondo (proposto anche in delivery).

 

La rivoluzione scatterà il 10 giugno. E non mancherà solo il pollo, ma anche celebratissimi signature come l’anatra miele e lavanda, il torchon di foie gras con sciroppo d’acero e il dessert destrutturato al latte e miele. A confermare le voci è stato Daniel Humm in persona alla National Public Radio: il menu sarà 100% vegano.

 

La notizia è sconvolgente, per quanto Humm non abbia mai nascosto di privilegiare il vegetale, al punto da nutrirsene per il 90%, e abbia a più riprese affermato che sì, il futuro dei ristoranti sarà vegan: nessuno dei 132 tre stelle al mondo serve infatti una cucina così vincolata. La pandemia, che ha rischiato di mandare il ristorante in bancarotta, è stata in questo senso decisiva. “Il modo in cui ci riforniamo di cibo, il modo in cui lo consumiamo, il modo in cui mangiamo carne non sono sostenibili. E questa non è un’opinione, è un fatto”, ha affermato in un recente podcast.

Il costo, secondo indiscrezioni, sarà di 335 dollari a testa, mancia compresa. Un azzardo? Forse, tanto che lo chef oriundo svizzero ha a lungo tentennato. “Si tratta di un rischio, e non ne va solo della mia vita. Un piatto principale costa 55 dollari in media. È possibile ricaricare nello stesso modo dei broccoli? Probabilmente no”. La notizia è giunta come un fulmine nel cielo appena squarciato di blu dei fornitori, come Ariane Daguin, allevatrice di volatili. “Il cibo deve essere davvero supersonico, se la gente vuole essere felice per due ore. Non avere carne in menu, è come non avere colori sulla tavolozza”, ha commentato.

Fonte: ny.eater.com