Daniel Humm: “il mondo è cambiato, noi siamo cambiati e anche il nostro modo di cucinare”. Come sarà il nuovo Eleven Madison Park?

Un anno di chiusura per l'Eleven Madison Park. in cui il mondo è cambiato, così come la visione dello chef e della sua cucina. In una lunga dichiarazione, Daniel Humm fa il punto della situazione sul suo ristorante che spera di riaprire quanto prima.

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La Notizia

In che mondo ci sveglieremo, passata la buriana? L’argomento è di grande attualità fra i virologi. Ma anche i cuochi iniziano a dire la loro. Per esempio, lo svizzero Daniel Humm, chef del newyorkese Eleven Madison Park. Il quale ha dichiarato sibillinamente: “Il mondo è cambiato, noi siamo cambiati. Cambierà anche il nostro modo di cucinare”.

E in effetti quelle porte sono rimaste chiuse da un anno, anche se avrebbe potuto aprirle, sottostando alle restrizioni stabilite dalle autorità. Lavora invece a pieno ritmo a una nuova apertura, come in Italia hanno fatto tanti big, da Enrico Bartolini a Massimiliano Alajmo, passando per la tribù Cerea, attingendo al serbatoio di grandi professionisti ormai disoccupati causa covid. Il tutto mentre continua a sostenere la comunità fornendo pasti gratuiti agli indigenti.

Foto di FrancescoTonelli.

Questo il lungo messaggio che ha diffuso sui social: “Oggi è un anno che abbiamo chiuso Eleven Madison Park. Abbiamo mandato a casa la nostra squadra, nella speranza di rivederla nel giro di qualche settimana, poi i mesi sono passati… Non avrei mai potuto prevedere fino a che punto saremmo stati coinvolti e quanto tempo sarebbe stato necessario, prima che potessimo ritrovarci insieme. L’anno scorso ci siamo confrontati con sfide che non avrei mai potuto immaginare. Nel momento della massima disperazione, quando ho visto la nostra città soffrire, ho fatto la scelta di non lasciare che questo momento ci travolgesse, ma di impegnarmi al servizio della comunità e fare del bene. Il lavoro intrapreso con @rethinkfood continua a rendermi incredibilmente fiero ogni giorno. Ho imparato molto dalle difficoltà con cui ci siamo confrontati e porto queste lezioni con me nel momento della ricostruzione. È evidente che il mondo è cambiato e che noi siamo cambiati – e che questo cambierà anche il nostro modo di lavorare. Sono rimasto impressionato dalla generosità e dall’ingegnosità della nostra squadra, dei nostri amici e dei nostri clienti. Le avversità che abbiamo affrontato hanno fatto uscire il meglio da coloro che stimo di più. Riflettendo sull’anno trascorso, ripongo una speranza ancora maggiore nell’avvenire. Oggi riflettiamo sull’anno passato dopo che abbiamo chiuso le porte. Non c’è giorno in cui non mi manchino l’immagine della nostra sala piena di clienti di tutto il mondo e l’incomparabile lavoro della nostra squadra per creare esperienze uniche. Abbiamo molte ragioni per essere riconoscenti – soprattutto i miei collaboratori, i nostri vicini, i nostri amici, i nostri partner e ovviamente i nostri clienti, che ci hanno sostenuto in diversi modi nel corso di quest’anno incredibilmente difficile. Semplicemente non saremmo ancora qui senza ciascuno di voi. Riflettiamo su questa tappa importante, riponiamo le nostre speranze nel futuro e siamo entusiasti di condividere prossimamente con voi un altro capitolo”.