A pranzo con Audrey Hepburn e altre celebrità: Peter Luger Steak House e le statue di cera perfette ai tavoli

Nella location di Brooklyn è possibile prendere un aperitivo in compagnia con la protagonista di “Colazione da Tiffany”, grazie alla collaborazione con Madame Toussauds New York .

0
35
La Notizia

A New York hanno trovato il modo di rendere frizzante il momento del pasto o della cena anche in tempi di pandemia e di distanziamento sociale. I grandi fan del mondo del cinema e dello spettacolo in generale da pochi giorni possono infatti decidere di sedere al tavolo con il proprio beniamino. La brasserie newyorkese Peter Luger Steak House ha pensato bene infatti di riempire gli spazi vuoti dei tavoli, che il rispetto delle normative anti-covid impone, con le statue di cera di grandi celebrità. Per cui se qualcuno avesse mai desiderato fare colazione con la protagonista di Colazione da Tiffany, ossia Audrey Hepburn nella sua forma più smagliante, ebbene adesso lo può fare raggiungendo questo inventivo locale di Williamsburg a Brooklyn.

La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore, perché la scelta di posizionare figure di cera di personaggi famosi per evitare l’immagine di tavoli vuoti e la riduzione della capienza del locale del 35% è semplicemente geniale. È stata inoltre veicolata dal presentatore Jimmy Fallon, che ha lanciato l’hashtag dell’iniziativa #supportyourlocalrestaurants. Oltre che essere molto popolare in America, Fellon abita vicino al locale e ha voluto cenare con se stesso, visto che tra le figure di cera che propone il Peter Lunger Steak House tra i tavoli c’è anche la sua.

Questa curiosa iniziativa promozionale è stata possibile grazie alla collaborazione con il museo delle cere di Madame Tussauds, che per un periodo limitato lascerà in esposizione nella brasserie i suoi modelli di cera, che in totale sono cinque. Si possono incontrare infatti le statue di Jon Hamm, Michael Strahan, Jimmy Fallon, Al Roker e Audrey Hepburn.

«Abbiamo pensato ad un modo originale per mantenere le distanze all’interno del nostro locale di Brooklyn – ha sottolineato il vice direttore Daniel Turtel -. Oggi la sicurezza è una priorità così come il distanziamento sociale, quindi era necessario far convivere l’attività ristorativa, che è di vitale importanza per l’economia newyorchese, con le esigenze dei clienti».