Non solo piatti raffinati da servire in ristorante ma box curatissimi da consegnare a domicilio: chi fa delivery gourmet

Con le nuove restrizioni dovute alla pandemia, tornano – o si rinnovano – le proposte degli chef per far arrivare i loro piatti a domicilio: nel raggio di pochi chilometri o in tutta Italia.

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I Delivery

C’è chi non aveva mai smesso – anche perché l’idea di far arrivare a casa una linea dedicata di ricette signature o create ad hoc c’era già da prima che la pandemia rendesse plausibile il binomio “delivery gourmet” – e chi ha deciso di lanciarsi in seguito alla nuova chiusura forzata. Ma pure chi si è giovato dell’esperienza precedente per cambiare la propria proposta mettendo a punto idee e modalità nuove.

Quel che è certo è che se la scorsa estate abbiamo tutti approfittato della possibilità di cenare o pranzare all’aperto godendoci città e località di villeggiatura en plein air insieme al piacere di essere di nuovo serviti e riveriti, con l’arrivo dell’inverno l’opportunità di ricevere a casa propria dei piatti firmati da grandi chef con un impegno minimo da parte nostra riacquista un fascino cui è difficile resistere. Ecco alcune proposte particolarmente interessanti, tra “delivery di prossimità” e kit per abbattere i confini anche tra zone di colore diverso.

 

A Milano: sapori regionali senza confini

Marco Ambrosino foto di Maro Varoli

Marco Ambrosino

chef e patron del ristorante 28 posti che nella scorsa primavera aveva messo a punto dei “kit fai da te” per replicare in casa alcuni suoi piatti, ha deciso di sdoppiare la propria proposta a domicilio per soddisfare esigenze e desideri diversi: da un lato alcune “riletture” di piatti pronti classicamente adatti all’asporto – dal Pollo alla brace con salsa romesco e rape marinate alla Frittatina di pasta o alla Scarola affogata alla napoletana, che ricordano le origini campane dello chef di Procida – e dall’altra  i “panini gourmet”. In quest’ultimo caso la scelta è tra due tipologie di focaccia – quella al cavolo nero farcita con Sarde affumicate, scalogno in carpione e salsa alle erbe e quella ai semi con Petto d’anatra, pomodoro alla brace e salsa di anatra e funghi –, il Pane arabo con Kofta di agnello al sugo e hummus di ceci o l’alternativa vegetariana del Pane rustico, cavolfiore brasato al miso, olio alle erbe bruciate e salsa d’orzo. Alla base di entrambe le proposte (e anche dei due dessert e dei sughi pronti sempre dall’accento campano, provvidenziali quando si ha voglia di trattarsi bene a tavola ma nessuna di mettersi a cucinare con troppo impegno) la filosofia alla base anche del menu di 28 posti: prodotti di stagione, rispetto dell’ambiente e zero scarti, processi di produzione “equi”(si prenota dal sito web 28posti.org o tramite le piattaforme Sergio e mymenu.it)


Roberto Paddeu

Per chi ha nostalgia della Sardegna e dei suoi sapori, invece, la buona notizia è che Frades Porto Cervo ha deciso – avendo sospeso il servizio di ristorazione – di concentrarsi sull’attività della bottega consegnando anche a domicilio prodotti come il prosciutto crudo di Fonni, il salame di Desulo, il Fiore Sardo di Gavoi o l’Ovinforth di Thiesi ma anche e soprattutto la pasta fresca tipica, a cominciare dai culurgiones: sorta di ravioli con il ripieno classico di patate, pecorino e menta o nelle versioni verdi (con pasta agli spinaci e ripieno di caviale di melanzane, provoletta e timo), integrali (con ripieno di erborino di Thiesi e noci), ai funghi porcini (con pasta integrale e ripieno di funghi porcini, Fiore Sardo Dop e timo) o con il tartufo nero. E se non conoscete ancora queste squisitezze, o non avete idea di come prepararle, niente paura: insieme ai prodotti arrivano anche i consigli dello chef Roberto Paddeu su tempi di cottura, preparazioni e abbinamenti. Sabato e domenica è anche possibile ordinare un menu di quattro portate (che cambia ogni settimana) da ritirare direttamente in ristorante. (Si ordina con almeno un giorno di anticipo attraverso i vari canali di Frades, info sul sito frades.eu)

 

 A Roma: paella e delizie nelle box

Alba Esteve Ruiz

Tra le novità dell’autunno nella capitale c’è il ritorno di Alba Esteve Ruiz che, dopo aver trascorso parte della precedente “quarantena” in Spagna, è di nuovo al comando della cucina dell’Antica Fonderia, elegante ristorante aperto alle spalle di Campo de’ Fiori nell’autunno scorso, ora con una nuova gestione. La chef spagnola ha deciso di puntare ancora di più sulle sue origini e di inserire nel menu per l’ asporto e la consegna a domicilio (per la sera, mentre il ristorante è aperto per il pranzo con il menu canonico) anche tre proposte di “paella”: la classica Valenciana con pollo, coniglio, fagioli Spagna, fagiolini corallo e peperoni rossi; quella prettamente autunnale con secreto di maiale iberico e funghi di stagione da ultimare con salsa all’aglio bruciato; e lo squisito “arroz a banda” con gamberi, scorfano, triglia, calamaro e seppia e salsa ali oli di accompagnamento. La paella arriva a casa ancora fumante nella “paellera”che rimane come ricordo, possibilmente da riutilizzare grazie alle ricette della chef incluse nel pacco. In alternativa ci sono i “kit” con le paste da cuocere e le salse di Alba – dagli gnocchi di patate fatti in casa con ragù di chorizo e salvia allo Spaghettone Mancini alla carbonara “signature” della chef – o le box con menu completo, anche con l’opzione paella. (ristoranteanticafonderia.it)

 

Domenico Stile

Per chi è più interessato all’aperitivo, o a condividere un momento di ironia o di dolcezza (magari con un pensiero da far recapitare a qualcuno che non si può vedere di persona, pur essendo in zona arancione), ci sono le Eat Me Box dell’Enoteca La Torre, che è un ristorante stellato ma anche un catering che sta puntando proprio su un nuovo format dedicato allo “sharing food”:  disponibili in formato small, medium e large con un packaging bio e molto curato che riflette la raffinatezza del ristorante, le box tematiche vanno dalla prima colazione agli snack pre-pasto – con selezioni di formaggi, salumi, chips o sfizi – e alle proposte per un pranzo veloce, magari in ufficio, con bagel o sandwich, fino agli assortimenti dolci, anche in versione festiva (con dolcetti decorati o da decorare, un calendario dell’avvento goloso o biscotti e Champagne per accompagnare il countdown alla fine di quest’anno complicato, o con la “calza” della befana). Ma pure i “dispositivi antisfiga” con tutto l’armamentario scaramantico in versione dolce e il kit “sta’ senza p’nzier” con tutto l’occorrente per “assemblare” in casa i tipici struffoli napoletani – in omaggio alle origini dello chef Domenico Stile – senza doversi mettere a friggere. (latorrecatering.com/eatmebox/)

 

A Caserta arriva il delivery di Rosanna Marziale

A Caserta, la chef del ristorante 1 stella Michelin Le Colonne Marziale – che per l’estate si era traferita nella bella tenuta en plein air di San Bartolomeo Casa in Campagna – ha deciso di proporre alcuni dei suoi piatti a domicilio affidandosi al servizio di Alfonsino, piattaforma di consegne attiva nei piccoli centri e dall’approccio etico e sostenibile, nata proprio nella città della Reggia. Rosanna Marziale ha messo a punto un menu ad hoc con dei “kit” – completi di istruzione dettagliate per rigenerare, preparare e impiattare con la stessa cura del ristorante – per ricreare a casa alcuni suoi signature, come la famosa Palla di Mozzarella (una sfera di mozzarella sciolta, lavorata e richiusa per contenere altre squisitezze, che per l’occasione viene proposta in tre versioni create ad hoc) o il Maialino Cotto a bassa temperatura massaggiato alla confettura di mele annurche e erbe spontanee, accompagnato con crema di patate e radicchio grigliato.
Non basta ordinare una pietanza gourmet, ma bisogna metterci un pochino del proprio a tavola – dice la chef – apparecchiare con cura e creatività, sistemare il piatto appena giunto dal ristorante come se fossimo a cena”. E la domenica c’è anche un menu completo a portar via, da ordinare fino a due ore prima del ritiro. (lecolonnemarziale.it)

 

Box e kit per tutta Italia

Cristiano Tomei

Siete fuori dalle grandi città, o lontani dal vostro ristorante preferito? Nessun problema, alcuni chef – e pizzaioli – hanno predisposto box, kit o addirittura format ad hoc per far arrivare le loro proposte in tutta Italia (con qualche difficoltà logistica in più per le isole, purtroppo). C’è chi aveva già iniziato nei mesi scorsi, con dei progetti nati come risposta non tanto all’emergenza ma a un’evoluzione delle abitudini che la pandemia ha solo accelerato. Come Cristiano Tomei, le cui ImbutoBox – contenenti un intero menu a sorpresa con alcuni dei grandi classici dell’Imbuto, dal Riso alla pomarola alla “Bistecca primitiva”, semplicissimi e divertenti da ricreare a casa con gli ingredienti e le istruzioni dello chef toscano: soddisfazione assicurata – continuano a partire da Lucca dirette in tutta la Penisola, e isole. (limbutobox.it)

 

Giuseppe Iannotti

Il “fish delivery” 8Pus – 8pus.it, tramite cui è possibile ordinare piatti pronti entro 30 km o kit da preparare oltre questa distanza, come avevamo già raccontato  – è già entrato nella seconda fase: packaging ecosostenibile e dal design accattivante e funzionale (a cura di Nju:comunicazione) e nuove proposte sempre più allettanti, come il Sandwich Otoro Katsu Sando, (200 grammi di ventresca di tonno rosso proveniente da pesca sostenibile con panko di Kagoshima e 20 grammi di caviale Osetra, nel pan brioche al burro di Isigny e con ketchup al Cognac invecchiato di 40 anni) o il Fish and chips con merluzzo in tempura, crema di piselli e croccanti patate all’aceto di mele. E poi ci sono anche i raffinati dessert e il pane (realizzato con lievito madre e un lunghissimo processo di maturazione e lievitazione), oltre ai vini consigliati dal sommelier Alfredo Buonanno.

Pietro Parisi

Tra le novità assolute, invece, segnaliamo Cuzzitiello (cuzzitiello.com), il progetto dello “chef contadino” Pietro Parisi che da Palma Campania manda in tutta Europa uno dei più classici street food campani: le estremità delle pagnotte di pane cafone – da sempre la parte più croccante e ambita per farne panini o da intingere nel sugo – farcite con alcuni dei capisaldi della cucina di casa napoletana, dal ragù ai friarielli con la salsiccia. Ma pure parmigiana di melanzane, genovese o braciole di cotica.

 

Kit Pizza goumet

Per quanto riguarda la pizza poi, ai riusciti “kit base+topping” da assemblare messi a punto da Simone Padoan, in Veneto, e Valentino Tafuri in Cilento si aggiunge anche una new entry marchigiana, da Ascoli Piceno: quella proposta dal pizzaiolo Mirko Petracci de La Scaletta, che dal 25 novembre propone sulla piattaforma La Box (la-box.shop) le sue soffici basi precotte “GranAria” da completare con i condimenti ideati dallo chef Davide Camaioni del Posto Nuovo. Due per ora le varianti de La Pizza Box: la Margherita 3.0 (con il sugo ai pomodorini con battuto di lardo, Pecorino di fossa e gel al prezzemolo) e la Adriatic Coast con sugo piccante al pomodoro al profumo di aglio, da finire con le alici sott’olio dell’Adriatico di Pietro Carso e l’olio extravergine d’oliva IGP Marche “L’Olivaio”. In entrambi i casi, le box sono complete anche di una playlist con la musica giusta per completare la serata.