Un piatto povero ma ricco di gusto, legato alla tradizione contadina e riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT): gli gnudi toscani sono uno dei primi più popolari sui social, protagonisti di post, storie e reel di foodblogger e di foodlover.
Origini e storia
Gli gnudi nascono nelle campagne toscane e sono popolari in tutta la regione, in particolare nelle province di Siena e Grosseto. Il nome gnudi deriva dal dialetto toscano e significa "nudi" ma, in alcune zone, sono conosciuti anche come "malfatti" per via della loro forma irregolare e artigianale. Si tratta di una preparazione antica, tramandata di generazione in generazione dalle famiglie contadine che, per risparmiare sulla pasta fresca, utilizzavano solo il ripieno dei classici ravioli ricotta e spinaci, lavorandolo fino a ottenere delle soffici palline. In sostanza si tratta del ripieno dei ravioli senza la pasta che li avvolge ed è proprio questa caratteristica che li rende un piatto unico, differente da gnocchi o altre paste fresche.

Perché gli gnudi sono un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT)
Il riconoscimento PAT viene assegnato a quei prodotti che sono realizzati secondo metodi tradizionali da almeno 25 anni, appartengono alla cultura gastronomica locale e utilizzano ingredienti tipici della regione. Gli gnudi soddisfano tutti questi criteri poiché sono preparati con ingredienti tipici della tradizione toscana e lavorati artigianalmente, senza l'uso di macchinari industriali. Inoltre, il loro consumo è strettamente legato alla cultura popolare e testimonia l'ingegnosità delle famiglie contadine di un tempo nel creare piatti gustosi con ciò che avevano a disposizione.

Ecco cosa indica la scheda tecnica del prodotto:
Sinonimi:
Ravioli nudi, Strangolapreti, Strozzapreti, Gnocchi del Casentino
Descrizione sintetica del prodotto:
Gli gnudi sono dei tortelli fatti soltanto con il ripieno, senza dunque essere avvolti dalla pasta fresca; sono tondi e di colore verde per la presenza di spinaci nell'impasto. Hanno il sapore della pasta fresca, degli spinaci e del pecorino toscano. Si producono tutto l’anno.
Produzione:
Gli gnudi sono una produzione prevalentemente casalinga, fatta per autoconsumo familiare più che per la vendita. Solo alcuni negozi li preparano, ma spesso soltanto su ordinazione vista la difficoltà con cui questo prodotto si conserva.
Come si preparano gli gnudi toscani: ricetta tradizionale

Il processo di lavorazione, come indicato nella scheda del prodotto, è descritto come segue:
Gli spinaci vengono lessati in acqua salata, scolati, tritati finemente e messi in un recipiente insieme a ricotta, uova, pecorino toscano grattugiato, farina, noce moscata grattugiata, sale e pepe. Il tutto viene lavorato con le mani, fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Sempre con le mani, dall'impasto si prendono delle piccole quantità per ottenere, con la farina, delle piccole palline. Queste vengono poi cotte in acqua bollente salata o nel brodo di carne, per 4-5 minuti. Una volta scolate si possono condire con ragù o con burro e salvia, insieme ad una spolverata di pecorino toscano grattato.
Ingredienti per 4 persone:
- 200 g di ricotta di pecora
- 400 g di spinaci freschi
- 100 g di farina 00
- 1 uovo
- 50 g di pecorino toscano grattugiato
- q.b. di noce moscata
- q.b. di sale fino
- q.b. di pepe nero
- Per condire: burro e salvia oppure sugo di pomodoro
Preparazione:
- Lessare gli spinaci in acqua bollente salata, poi strizzarli bene e tritarli finemente.
- In una ciotola, mescolare la ricotta con gli spinaci, aggiungere l’uovo, il pecorino, la farina, un pizzico di noce moscata, sale e pepe.
- Formare delle palline grandi come una noce e passarle leggermente nella farina.
- Cuocere gli gnudi in acqua bollente salata: saranno pronti quando saliranno a galla (circa 4-5 minuti di cottura).
- Scolarli con una schiumarola e condirli con burro fuso e salvia oppure con un semplice sugo di pomodoro.
Dai classici ai contemporanei: gli gnudi creativi di ristoranti e foodblogger

Gli gnudi, nati come una ricetta semplice e rustica, hanno guadagnato grande popolarità grazie ai social, e superando confini e culture, sono diventati un simbolo di creatività culinaria. Negli ultimi anni, infatti, gli gnudi sono diventati uno dei contenuti più popolari nel mondo digitale, un piatto sempre più condiviso e reinterpretato. Scorrendo i post di foodblogger e appassionati di cucina, è facile imbattersi nella preparazione originale toscana ma anche in versioni innovative che giocano con ingredienti, consistenze e impiattamenti originali. Le varianti più postate sono gli gnudi con barbabietola, dal colore vivace e dal sapore delicato, gli gnudi realizzati solo con la ricotta e farina, ricotta e salame, ricotta e broccoli, ma anche ricotta, radicchio e mandorle e, per chi ha intolleranze alimentari, c'è persino una versione senza glutine: tentazioni che non si possono ignorare! Qui sopra potete invece ammirare gli Gnudi di ricotta di pecora e bietole de L'Ortone, fra i migliori locali tipici toscani. Un'ottima versione (solitamente non in carta) si può richiedere pure Da Burde.
E, dopo questo viaggio tra tradizione e originalità, con l’acquolina in bocca e la curiosità che cresce, il passo successivo da fare è solo uno: assaggiarli!