Ristoranti stellati, è cambio di tendenza: da Cannavacciuolo a Beck, i grandi chef riaprono sotto le stelle

En plein air: è questa la ricetta per la riapertura dei grandi ristoranti, che stanno sparpagliando i loro tavoli lungo terrazze, dehors e perfino spiagge. Sono numerosi i pop up e anche le tavole nuove, segno che di fronte alla crisi fiorisce l’inventiva e non si fermano gli investimenti.

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I Ristoranti

Nella capitale, Heinz Beck può contare sulla celebre terrazza panoramica dell’hotel Rome Cavalieri, grande abbastanza da consentire il distanziamento dei tavoli, oltre alla giusta privacy. Mentre in un’altra metropoli, Milano, l’Emporio Armani Giardini accoglierà gli ospiti dell’Emporio Armani Caffè e Ristorante.

Emporio Armani Giardini

Antonino Cannavacciuolo ha disposto sei tavoli nei giardini di Villa Crespi. Mentre Giancarlo Perbellini ha deciso di lasciare chiusa fino a settembre la sua Casa, puntando invece sulla Locanda al Mare di Bovo Marina a Montallegro, Sicilia. La formula è quella di una ristorazione democratica, per tutti, ispirata a profumi e sapori del territorio, modello bistrot. Resident chef è Nicolò Agostini, alla guida di una brigata a prevalenza isolana passata per i locali del gruppo. Per location la spiaggia. “A Piazza San Zeno con il distanziamento avremmo avuto appena 10 coperti. Ma quando è arrivato il virus stavamo aprendo un nuovo locale, il Venti & Trenta. Dispone di un plateatico che consente di accomodare anche 40 persone e mi ci sono trasferito con una proposta di cucina diretta e di cocktail. Poi c’è il chiosco sul mare con 30 ombrelloni che abbiamo ristrutturato con mio cognato in Sicilia, dove serviamo una cucina da spiaggia, senza fronzoli, qualche piatto di Milano e tipicità siciliane rivisitate”.

Villa Crespi
Locanda al Mare di Bovo Marina

In Sardegna, a Porto Rafael, lo chef Luca Guelfi, per tanti anni in forze alle Baleari, guida invece il ristorante Rafael, incentrato sul concept paella, “piatto per eccellenza delle vacanze nel Mediterraneo”, in omaggio al creatore di Porto Rafael, lo spagnolo Rafael Neville.

Hostaria in Certosa

Ma c’è chi ha scelto il pop up. Per primo Da Vittorio, che ha aperto una pizzeria griglieria a bordo piscina a Brusaporto. Gli Alajmo hanno finalmente detto sì ad Alberto Sonnino di Vento di Venezia: curano l’Hostaria in Certosa, proprio al termine del pontile del vaporetto sull’isola. La proposta è quella di piatti semplici, dalle seppioline con la polenta agli spaghetti con le vongole, all’hamburger del Timoniere, tanto spiedo e barbecue, ma anche prodotti spontanei, con apertura dalla mattina fino a mezzanotte. I coperti all’aperto sono un centinaio, con i divani su una piattaforma galleggiante; ma si può anche ordinare un delivery in barca.

Ha sparpagliato gli avventori per l’arenile anche Valentino Cassanelli, il cui Lux Lucis a Forte dei Marmi resta attivo, ma consacrato agli ospiti dell’hotel. Per gli altri ci sono i tavoli del Dalmazia Beach Club, stabilimento interamente rinnovato con diverse ambientazioni, dalla spiaggia al giardino mediterraneo, dove ha aperto un pop up attivo il venerdì e il sabato: si chiama Lux Lucis al Mare e propone percorsi interamente nuovi, diversi da quelli serviti all’Hotel Principe, con qualche semplificazione nel servizio e senza carta, per non scimmiottare la casa madre. I menu, ispirati al mare e alla Versilia, sono due, di 7 e 9 portate, accompagnati da 250 etichette selezionate dal sommelier Sokol Ndreko. “Le difficoltà ci hanno portato a un piano B illuminato. Siamo elettrizzati dalle novità. Lux Lucis al Mare offrirà ai nostri ospiti l’opportunità di vivere un’esperienza sempre più legata al territorio e alla consapevolezza dell’essere umano. Che è Es-temporaneo, come titola il menu: nel senso di qualcosa di improvvisato e di inatteso, al pari della situazione che stiamo vivendo; ma anche di es, voce della natura e dell’anima, e di transeunte, come tutti noi, ciò che facciamo, il momento in cui viviamo”, confida Cassanelli.

Ha scelto la spiaggia anche Pino Cuttaia, che ha appena inaugurato a Licata il suo Uovo di seppia al mare. Uno spin-off pieds dans l’eau, che gli consente di tenere occupata la manodopera e allenare la creatività. Aperto a pranzo e a cena, serve piatti ispirati al territorio, ma di impianto più semplice, come la ventresca di tonno brasata o le busiate al pesto.