Il piatto più fotografato di tutti tempi che occupa l’intero tavolo: Grant Achatz e il Table dessert di Alinea

Un’esperienza irripetibile al cui culmine si situa la rottura simbolica e liberatoria di una sfera gravida di sensazioni. Letteralmente dirompente.

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La Notizia

Diciamolo subito: la ricetta non esiste.  “Online trovi decine di immagini delle diverse variazioni nel corso degli anni, ma non abbiamo mai messo nero su bianco le ricette in senso stretto”, puntualizza Nick Kokonas, socio di Grant Achatz. La ragione è presto detta: “Comprende 15-20 salse differenti, biscotti, paste eccetera e cambia continuamente”.

Il concetto è un neobarocco americano, fatto di proliferazione praticamente illimitata degli elementi e di sentimento di meraviglia, un’esperienza irripetibile al cui culmine si situa la rottura simbolica e liberatoria di una sfera gravida di sensazioni. Letteralmente dirompente. Ai gourmet italiani non può che ricordare il seminale Dripping di pesce di Gualtiero Marchesi, ispirato a Jackson Pollock e datato 2004, ma contemporaneizzato, radicalizzato, “avanguardizzato”. Commenta Achatz: È performance art, qualcosa di teatrale e molto coinvolgente per gli spettatori. Abbiamo collaborato con un artista locale qui a Chicago, che cura tutte le opere d’arte del ristorante. Ha pannelli dipinti con lo staff, che sono diventati parte integrante della dining experience. A un certo punto i pannelli vengono calati dal soffitto, si posizionano sul tavolo, lo chef esce e di fatto dipinge sul dipinto. La musica fa da sfondo al tutto. Cerchiamo di rendere l’esperienza dinamica e interattiva per i commensali, in modo che non sia solo l’ennesimo pasto che hanno avuto, qualcosa di monotono che proviamo tre volte al giorno finché siamo vivi. Come rompere questa monotonia?”

Fra gli ingredienti che possono essere inclusi, più o meno classici, figurano mirtilli poché, glitter magico di fragole, riduzione di caffè al rhum, mousse di cioccolato bianco, zucchero filato alla menta…