Aumentare il proprio fatturato durante il coronavirus: ecco come hanno fatto un ristorante-macelleria e un supermercato virtuale

Due storie di giovani soci che non mollano nonostante le disastrose condizioni economiche e portano avanti i loro business con determinazione

0
364
La Notizia

Sarà l’iniziale “M” che porta fortuna? Sta di fatto che in questo momento di profonda crisi economica per tutti i settori a causa della pandemia covid-19 “Il Mannarino” e “Macai” sono due esempi di imprese che in questa situazione stanno ottenendo un larghissimo successo ed espandendo il loro business.

Il Mannarino

Una vera e propria macelleria di quartiere con la cucina e la griglia a vista e il bancone da cui ordinare direttamente. Un concept cool che a Milano in poco tempo ha registrato un forte successo. Nel Giugno 2019 è stato aperto il primo punto vendita in Piazza De Angeli seguito nel Dicembre dello stesso anno da quello in via Carlo Tenca. Nonostante l’immediato successo il lockdown ha inevitabilmente colpito anche “Il Mannarino”, così i tre giovani soci Luca Ballabio, Filippo Sironi e Gianmarco Venuto si sono trovati davanti ad un bivio: accettare passivamente la situazione e chiudere semplicemente i battenti del locale o reagire in maniera proattiva cambiando la loro strategia e il loro modello di business.  Senza tanti dubbi il team de “Il Mannarino” ha optato per la seconda via, non certo la più semplice perché era una e vera e propria sfida. In sole 48 ore  hanno sviluppato una piattaforma di e-commerce, attivando un servizio di delivery per consegnare la carne non solo su Milano in 24 ore, ma anche nell’Hinterland (Monza e Brianza) in 48. Ultima novità: le consegne vengono ora effettuate anche in tutta Italia, isole escluse in sole 72 ore.

In un momento di crisi così drammatico ci siamo rinnovati con un modello che è destinato a rimanere e, soprattutto, abbiamo ridato il sorriso ai nostri ragazzi, garantendo loro un ambiente sicuro e la continuità dell’azienda, che continua a crescere con risorse proprie. Quello che siamo in grado di offrire oggi è un servizio che la gente sta apprezzando tantissimo, non solo dal punto di vista del prodotto, la cui gamma è stata ulteriormente ampliata (non solo bombette pugliesi, costate e polpette della nonna, ma anche petto di pollo, arrosto ecc.), ma soprattutto dal punto di vista umano. Il merito è anche di un ‘pricing’ particolarmente aggressivo, pur rimanendo invariati la qualità della carne e il controllo della filiera che da sempre contraddistinguono Il Mannarino”, affermano i tre soci.

Nessun licenziamento, i macellai continuano a fare i macellai, mentre i camerieri e il resto del personale si sono trasformati in addetti al confezionamento dei pacchi, rigorosamente sottovuoto e in riders. La cosa ancor più sorprendente in questo momento così difficile è stato l’ampliamento del personale. Da circa 50 dipendenti iniziali, “Il Mannarino” si è trovato a dover assumere un’altra quarantina di persone portando l’organico aziendale a 85.

Le consegne attualmente effettuate nel territorio meneghino sono circa 600 al giorno con l’obiettivo di raggiungere le 1.000-1.200. L’obiettivo di medio termine è ancor ben più ambizioso e punta ad arrivare a 6.000 consegne giornaliere sul tutto il territorio nazionale.

 

Macai

Il primo supermercato italiano 100% digitale è stato lanciato l’8 Aprile scorso in piena emergenza coronavirus. Giovanni Cavallo, Lorenzo Lelli ed Edoardo Tribuzio sono i tre imprenditori che molto coraggiosamente hanno intrapreso questa avventura in un momento di “tempesta economica mondiale”. I tre hanno pensato di sfruttare l’opportunità del supermercato online che oggi in Italia è solo l’1%  di tutte le vendite effettuate. “Il mercato della GDO in Italia oggi vale circa 180 miliardi di euro, in crescita di anno in anno. La penetrazione online, ovvero la percentuale di vendite annuali che vengono fatte sul canale internet rispetto ai canali tradizionali, oggi è inferiore all’1% ed è stimato che cresca fino al 10% nei prossimi 7 anni, forse in meno vista l’accelerazione data da questo particolare momento storico. Questo significa un’opportunità di circa 18 miliardi di euro. Al momento in Italia e nel Sud Europa, in termini di scenario competitivo, sono presenti solo grandi aziende tradizionali che stanno lentamente avvicinandosi al digitale, oltre ad alcune realtà con un focus leggermente diverso dal nostro”, affermano i tre giovani imprenditori. Il servizio partito solo nella città di Milano ora copre  anche Torino. Sono più di 2000 articoli selezionati minuziosamente e in continua crescita da poter offrire ai propri acquirenti. “Il nostro obiettivo è  quello di creare un’offerta quanto più variegata possibile, mantenendo la qualità come variabile costante”. Si pensi che sulla piattaforma sono disponibili ben 15 assortimenti diversi di avocado per genere e provenienza.

La logistica viene effettuata con furgoncini refrigerati guidati da professionisti del settore e gli ordini, se effettuati entro mezzogiorno, vengono consegnati il giorno dopo, dal lunedì al sabato. Il servizio copre tutti i CAP del comune di Milano, l’ordine minimo è di 70 euro e il costo di consegna 5,9 euro. “Dopo questa fase iniziale di lancio l’obiettivo è di diventare, quanto prima, capillari su tutto il territorio nazionale  per poi valutare l’internazionalizzazione”, concludono.

L’iniziativa dei tre giovani soci ha avuto la fortuna di trovare un partner importante nel settore che ha permesso loro di risolvere le problematiche iniziali di magazzino e logistica, ma l’obiettivo è quello di organizzare un nuovo magazzino dedicato e aiutare a innovare i numerosi processi in essere dal punto di vista dello stoccaggio e della logistica, facendo sempre della tecnologia il cuore pulsante del progetto

Due iniziative oltre che di successo, molto coraggiose in questo periodo di criticità, sconforto e spesso disperazione. Si spera di poterne raccontare presto altre.