Russia, terremoto ristoranti: nella sola Mosca il 90% dei locali potrebbe non riaprire

Mentre il tasso di nuove infezioni aumenta rapidamente e il Sindaco di Mosca ha adottato misure drastiche per il contenimento del virus, la situazione sta precipitando per il settore della ristorazione.

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La Notizia

Nelle scorse settimane, il presidente russo Vladimir Putin aveva descritto a lungo la pandemia come un fenomeno straniero che non aveva raggiunto la Russia in modo significativo. Ma ora che l’epidemia si sta diffondendo all’interno del Paese, come era inevitabile che fosse, è di estrema importanza seguire le misure adottate anche dalle altre nazioni. I numeri sono in progressiva crescita sfiorando addirittura 8000 contagi nelle ultime 24 ore. I dati attuali parlano di circa 114.000 infetti e di contare 1169 morti, anche se la storica reticenza nel fornire dati credibili consentono di dubitare sulla reale ampiezza del contagio.

Un rapido aumento del tasso di disoccupazione è previsto anche in Russia. «Il numero dei senza lavoro (3,4 milioni a febbraio) ora sarà all’incirca raddoppiato toccando la cifra di circa 8 milioni», ha detto il capo della Corte dei Conti Alexei Kudrin sul quotidiano “RBK”. L’Associazione russa di hotel e gastronomia Frio, teme inoltre che il 90 percento di tutti i ristoranti e caffè di Mosca non sopravviverà alla quarantena e all’isolamento sociale, imposto a inizio aprile dal Sindaco. Anche in Russia quindi si sono accorti che Purtroppo l’unico antidoto alla diffusione del virus è il blocco totale. Cosa confermata anche dai dati che arrivano dalla Germania che dicono infatti che, a fronte dell’allentamento delle restrizioni, il tasso di infezione è risalito.

A latitudini e longitudini diverse, per il mondo del commercio, dell’ospitalità e della ristorazione non sembrano esserci variazioni sul tema, nel senso che la musica è sempre la stessa. Alexander Zatulivetrov, un ristoratore di San Pietroburgo, è solo uno dei tanti che si sentono lasciati soli dal Governo. Non è una novità! È un ritornello già sentito un po’ in tutte i paesi del mondo. Zatulivetrov possiede diversi ristoranti, i cui dipendenti si trovano ad affrontare un futuro incerto, motivo per cui ha voluto riaprire, dal 15 aprile. Dopo essere stato invitato a desistere, è stato al centro di violenti polemiche, tanto da cancellare il proposito. Tuttavia, una cosa è chiara anche sul Volga, che i datori di lavoro e i dipendenti sono del tutto indifesi.

Il fermo imposto dal Presidente Putin che scadrà l’11 maggio, non dovrebbe essere a carico dei dipendenti, i quali dovrebbero continuare a ricevere salari completi, le aziende in effetti stanno attualmente cercando di compensarli con congedi non retribuiti. Il fatto è che gli aiuti di Stato ai lavoratori autonomi e ai datori di lavoro sono erogati solo sotto forma di riduzioni fiscali, differimenti e prestiti a basso costo. Poca cosa per chi ha la necessità di avere un cash flow sicuro per assolvere ai pagamenti. Le banche inoltre hanno difficoltà a concedere prestiti e non riescono a rispettare i termini di pagamento. Per questo, la Russia sta affrontando licenziamenti di massa, in particolare nelle piccole e medie imprese legate al comparto della ristorazione. Le grandi associazioni imprenditoriali russe chiedono al Governo pacchetti di misure più efficaci e, finché non saranno decisi i pacchetti di aiuti per l’economia, il rischio concreto che molte imprese tra cui ristoranti e alberghi vadano in bancarotta è molto alto.