Eufrosino: a Roma l’osteria dedicata al santo protettore dei cuochi è la nuova mecca per gli amanti della tradizione

Oggi, dopo il trionfo dell’innovazione a tutti i costi, degli chef stellati e dei cuochi star della televisione, tornano alla ribalta le trattorie che propongono la “cucina del territorio” e vogliono difendere, valorizzare e, perché no, evolvere le loro proposte basate sulle tradizioni e sui prodotti di cui l’Italia è ricca.

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La Storia

La storia di Roma sembra da sempre scandita dalla vita di bar e ristoranti: “Roma ha l’osteria, luogo popolaresco, un po’ buio, bonario, con tavole di marmo, boccali di vino, belle insegne rossastre con le scritte: «Vino dei Castelli a tanto il litro.»”. Questa celebre citazione dello scrittore Alberto Moravia, che ambienta molte delle sue storie nelle osterie e nei ristoranti economici, punto di riferimento degli anni 50’ per gli intellettuali ma anche per la vita popolare, potrebbe essere appropriata per Eufrosino Osteria, la nuova mecca per gli amanti della cucina tradizionale (Eufrosino è il santo protettore dei cuochi ndr)

Questo nuovo indirizzo di quartiere nel quadrante Sud- Orientale della periferia romana ha saputo conciliare le famiglie e gli amanti del pranzo delle feste con i giovani e i gastro fighetti che qui hanno ritrovato qualità in cucina – italiana, vera e autentica – e semplicità nell’accoglienza dei clienti. Eufrosino Osteria però non si limita a proporre ricette romane o del Lazio: le loro proposte hanno lo scopo di salvaguardare e promuovere i valori delle tante cucine locali nazionali.

Patron del locale Marco Pucciotti, giovane imprenditore romano di successo con all’attivo circa una quindicina di locali tra Roma, Londra e Nizza che spaziano dalla cucina tradizionale ali bistrot, dai brew pub alla pizza, dai cocktail al giapponese, il tutto all’interno del suo quartiere, l’Appio-Tuscolano “una città nella città”.

Questo nuovo progetto è costruito, come sempre, intorno alle persone: il cuciniere a capo di questa avventura è Paolo D’Ercole, autodidatta, socio di Pucciotti e sostenitore di una cucina popolare, concreta e golosa: “I racconti di agricoltori, pescatori, contadini e macellai che incontro nelle mie visite quotidiane ai mercati rionali rivivono nei miei piatti. I loro prodotti sono la mia fonte di ispirazione come lo sono le ricette che mi racconta un’amico, le pietanze che assaggio nei miei viaggi, le imbeccate che ricevo dai colleghi o dai chi viene qua e confronta i miei piatti con quelli che gli faceva la nonna o la zia. La mia indagine è partita da quelle pietanze che suscitavano un’emozione legata all’infanzia: ho chiesto ingredienti e procedimenti tradizionali per poter riprodurre fedelmente le ricette di famiglia”.

I Piatti

Questo “stanzone” che si allunga verso la cucina a vista rimanda un po’ a quei locali che ritroviamo nel nostro immaginario collettivo e richiamano gli anni ’50 di Moravia e Pasolini. Qui gli arredi rimandano alle sale da pranzo delle case di una volta: alta boiserie in legno con pareti piene di stampe che ritraggono la buona tavola, le scene di caccia, di pesca, la selvaggina e quadri d’epoca. Non mancano neanche i piatti del Buon Ricordo appesi alla parete, piatti che un tempo venivano regalati ai clienti per conservare, appunto, “un buon ricordo”. E ancora i lampadari da biliardo in metallo con campana verde, sedie di legno “come una volta”, nessuna tovaglia e un carrello di amari, grappe e liquori in bella vista.

Il menu cambia spesso e propone ricette di impronta territoriale, alleggerite nella struttura e nelle preparazioni, ma piene di storia e sapori: risotti con l’ossobuco, Mondeghili, Gulash goriziano, fegato alla veneziana, bagna cauda, tagliatelle al ragù bolognese, bombette pugliesi, stigghiole con misticanza, gnumareddi, timballo di anellini siciliano, pasta e fagioli, moscardini alla Luciana, chitarrina cacio, ova e pecora, insalata di rinforzo, costolette d’abbacchio fritte, piatto di bolliti e dolci quali zuppa inglese e castagnaccio. Piatti ben fatti, eseguiti con maestria, golosi e piacioni, come dicono a Roma, equilibrati senza essere esagerati – forse nelle porzioni, ma in fondo siamo in una trattoria – per palati delicati e forti. Un vero tuffo nel passato, nei luoghi dell’infanzia, attraverso l’Italia tutta.

Ogni piatto è un ricordo, una carrellata di madeleine per una cucina della memoria che non delude ma entusiasma.

L’accoglienza e la cantina è affidata a un oste d’eccezione, Paolo Abballe, che con la sua esperienza ventennale crea un dialogo perfetto tra le etichette scelte, gli sfusi di qualità, la cucina proposta e una rassicurante ospitalità. La carta dei vini è un percorso che da ampio spazio a tutte le parti d’Italia.

Per completare il viaggio nei sapori e nei profumi di un tempo, grande importanza è dato al fatto da Sami El Sabawy, enfant prodige della pizza romana stesa con il mattarello e del pane, che con il suo “A Rota” sta nel portone accanto (i due locali condividono i bagni, tanto per intenderci).

Eufrosino Osteria, il locale dove le vie della ristorazione sono infinite.

Indirizzo

Eufrosino Osteria

Via di Torpignattara 188, Roma

Tel. +39 348.5883932

Il sito web