La prova di cucina al Pavillon Ledoyen di Yannick Alléno e le ricette di chef Cannavacciuolo e Barbieri: la semifinale di Masterchef

Dopo i piatti del cuore, il germano di Barbieri e le linguine di Cannavacciuolo i cinque semifinalisti volano a Parigi, la cucina del Pavillon Ledoyen e Yannick Alléno li aspettano. Il primo finalista di Masterchef è Davide. Dopo il Pressure Test anche Antonio, Marisa e Maria Teresa si guadagnano la casacca della finale. È Nicolò ad essere eliminato.

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“Bentornati, a Masterchef. La Mystery Box. Dentro questa scatola misteriosa negli ultimi mesi avete trovato un po’ di tutto, ogni volta vi siete misurati con un aspetto importante della cucina e avete imparato qualcosa di diverso, qualcosa che spero rimarrà dentro di voi per sempre. Adesso alzate la Mystery Box”, così chef Locatelli accoglie gli aspiranti chef che in questa penultima puntata dovranno superare gli ostacoli che potrebbero portarli in finale. Alzata  la scatola misteriosa, sotto non c’è nulla. “Quando non c’è nulla non è bello perchè tutto può accadere”, è il commento di Antonio. “Vi vedo, ovviamente, sorpresi perché sotto la Mystery non c’è niente. Quello che le Mystery avrebbe dovuto contenere è talmente  grande che sotto la scatola di legno non ci stava. Per questa prova dovrete cucinare ognuno un piatto diverso che sarà presentato da un ospite che scoprirete nella Master Room”, proseguono i giudici.

La prima ad andare in Master Room è Marisa dove incontra la mamma Bettina che le ha portato spezzatino con cavolfiore.  Davide incontra l’amatissima moglie Monica che gli consegna un risotto con taleggio e radicchio rosso. “Attenzione overconfidence it’s never good!”, è il monito di Locatelli.  Antonio, invece, incontra il compagno Daniel che arriva con una paella, il piatto che Antonio cucinava all’inizio della loro storia. Nicolò nella Master Room incontra il fratello Pierpaolo che si presenta con gli gnocchi alla romana della nonna. Infine, per Maria Teresa arriva la mamma Carla con il tortino di barbabietole su purea di fave bianche, il suo piatto preferito.

In quarantacinque minuti di tempo gli sfidanti devono riprodurre il piatto condiviso con la persona cara, ma rielaborarlo ed elevarlo aggiungendo la consapevolezza  acquisita nei mesi di Masterchef. Sotto l’attenta supervisione dei loro cari e con qualche consiglio, gli aspiranti chef lavorano e reinterpretano il piatto del cuore. “5, 4, 3, 2, 1, mani in aria, stooop!” “Per celebrare questo incontro abbiamo deciso di assaggiare tutti i piatti“, dice chef Barbieri. L’arrivo dei familiari ha portato grande gioia ed emozione tra i concorrenti che sono, però, riusciti a sviluppare bene i vari piatti del cuore. Ora i giudici devono decidere quale sarà il migliore e assicurerà al suo autore un importante vantaggio nell’Invention Test. “Il migliore di voi ha fatto un piatto che partendo da casa può tranquillamente approdare in un grande ristorante e questo era il senso della prova. Il piatto che vince la Mystery Box è quello di Nicolò”. Con la reinterpretazione degli gnocchi alla romana con bisque, caprino e gamberi rossi si è aggiudicato il vantaggio nell’Invention.

Per l’Invention Test, questa volta, chef Cannavacciuolo e chef Barbieri indossano le loro divise e i concorrenti dovranno cucinare a specchio una delle ricette proposte dai due seguendoli passo passo. Nicolò vincitore della Mystery ha il vantaggio di assegnare a sé e ai suoi compagni o il germano con astice in salsa peperata di chef Barbieri o le linguine e calamari di chef Cannavacciuolo, oltre ad avere qualche consiglio dai giudici. Nicolò sceglie il germano per sè per Davide e per Maria Teresa, mentre attribuisce ad Antonio e Marisa le linguine.  “Avete quarantacinque minuti di tempo per cucinare al passo con lo chef Barbieri e con lo chef Cannavacciuolo”, avvisa Locatelli. Chef Barbieri mentre esegue il piatto spiega i vari passaggi, chef Cannavacciuolo, invece, fischia “Antonino  non si fischia in cucina”, ammonisce Locatelli. “Giorgio fatti, non chiacchiere”, ribatte Cannavacciuolo. Stare al passo con gli chef non è semplice e i quarantacinque minuti volano. È il momento degli assaggi e del confronto tra i piatti realizzati dagli aspiranti chef con quelli originali. I piatti sembrano esserci tutti in quanto a gusto e i giudici si ritengono  soddisfatti del lavoro dei cinque semifinalisti. Ora devono decidere chi parteciperà all’ultima prova in esterna. “Voi siete i migliori aspiranti chef della nona edizione di Masterchef e il posto che occupate ve lo siete guadagnato cucinando veramente bene. Meritano di andare al prossimo appuntamento con una delle cucine stellate più importanti al mondo: Nicolò, Maria Teresa, Davide e Antonio”, giudicano gli chef. “Marisa fai un passo avanti, sei qui davanti perché il tuo è il piatto migliore della serata e avrai un grande vantaggio nella prossima prova”. Tutti e cinque i concorrenti si cimenteranno nella prova in esterna.

È il momento di prendere l’aereo e volare a Parigi, la città che ha elevato la cucina a forma d’arte. “Benvenuti a Parigi la patria della scuola che ha dato origine al concetto di cucina contemporanea”, dice Cannavacciuolo. “Oggi avrete l’onore di lavorare nelle cucine di un grande chef che vanta ben otto stelle Michelin. Con questo ristorante il “Pavillon Ledoyen”, dal 2014, ha raggiunto il massimo  delle onorificenze in campo culinario. Lui è un’istituzione in Francia e possiede ben diciassette ristoranti in giro per il mondo. Vi presento  Yannick Alléno”, prosegue Locatelli. Dopo aver conosciuto i piatti da replicare sotto la supervisione dello sous chef  Martino Ruggeri, Marisa, vincitrice dell’Invention Test, ha il vantaggio di scegliere il piatto che preferisce realizzare e poi assegnare gli altri ai suoi compagni. Gli aspiranti chef hanno un’ora di tempo per far uscire la prima portata poi ogni quindici minuti esatti usciranno le altre, dopo due ore il servizio dovrà essere concluso. Considerando i punti di forza, ma, soprattutto, di debolezza dei suoi compagni Marisa persegue una strategia ben precisa e assegna a Davide l’antipasto, a Nicolò la “Zuppa Improbabile”, a se stessa il filetto di triglia, a Maria Teresa il piccione mentre ad Antonio il dolce che è “la patata bollente” secondo chef Alléno.

Tutti in cucina, via al tempo, non c’è un secondo da perdere. Mentre i concorrenti affrontano la non facile cucina di le Pavillon Ledoyen, la pressione e i non pochi rimproveri da parte di chi li assiste, i tre giudici prendono posto a tavola in attesa di assaggiare i piatti stellati preparati. Però, chi devono veramente convincere i cinque semifinalisti è chef Alléno che a servizio completato assegnerà la casacca al primo finalista di Masterchef 9.  La posta in gioco è davvero alta. Inizia il servizio tra i commenti dei giudici e di chef Alléno sia sul piatto finale che sulla metodo di lavoro adottato in cucina. Terminate le portate è il momento del verdetto. La prova non era facile, le preparazioni erano caratterizzate da tecnica, estetica e da un concept raffinatissimo.  Per chef Alléno è arduo scegliere il migliore dato che  tutti e cinque i concorrenti hanno cucinato bene. Chi vincerà sarà il primo finalista di Masterchef 9. Per Alléno ad aggiudicarsi la casacca è Davide. “Davide, oggi ho visto un uomo con tanta ambizione, con la volontà di superare la sfida finale. Ho visto un cuoco in difficoltà che ha dato tutta la sua energia per realizzare i suoi piatti che erano, a mio parere, molto ben preparati. Penso che meriti assolutamente questa finale”, sono le parole di  Yannick Alléno. Per gli altri quattro concorrenti è tempo di sfidarsi al Pressure Test.

“Bentornati nella cucina di Masterchef, per la prova in esterna vi siete misurati con una cucina tristellata e avete capito sicuramente che non sono tollerati margini di errore perchè in una cucina di livello come quella di Yannick Alléno ci si aspetta la perfezione. Tutti avete lavorato bene, ma Davide ha lavorato meglio ed è in balconata”, così accoglie gli aspiranti chef Locatelli. “L’unica verità è che lui è in balconata e voi siete qui al Pressure Test. Vi giocherete la finale adesso, qui, al Pressure Test e insieme alla finale vi giocherete anche la sopravvivenza perchè uno di voi verrà eliminato proprio ad un passo da quello che avete sognato per mesi”, prosegue chef Barbieri”. “Dovrete dimostrare di avere estro, tecnica, senso estetico, conoscenza delle materie creando un piatto perfetto. Usando, ascoltatemi bene, un solo ingrediente”, continua Locatelli. Sotto quattro cloche numerate c’è l’ingrediente protagonista di ogni piatto. I concorrenti estraggono i numeri e a Marisa va il pomodoro; a Maria Teresa la mozzarella; a Nicolò l’uovo e ad Antonio il mango. “I dolci per te sono una persecuzione, quando finisce Masterchef apri una pasticceria”, commenta Cannavacciuolo.

Con quell’unico ingrediente, che dovrà essere cucinato in quattro consistenze diverse, e alcune dotazioni di base i concorrenti devono cucinare un piatto che sia coerente e soddisfi i palati dei giudici.

Sessanta minuti di tempo che trascorrono tra le diverse strategie e i commenti dei giudici che si consultano tra loro. “A vedere così non sembrano messi male, un po’ di idee ci sono”, dice Chef Barbieri.

“10, 9, 8, 7…Mani in alto, stop!” Iniziano gli assaggi. L’esperienza in Francia ha lasciato un segno perché tutti hanno fatto un lavoro all’altezza dello spirito della gara e di dove sono arrivati in questa competizione, ma un concorrente dovrà essere inevitabilmente eliminato. Antonio, nonostante il mango, è il secondo finalista di Masterchef e sale in balconata subito seguito da Marisa. “Maria Teresa, Nicolò solo per uno di voi c’è posto lassù, l’altro dovrà  abbandonare  per sempre la cucina di Masterchef ad un passo dal sogno. Uno di voi è riuscito ad innalzare la materia prima e ha presentato un piatto di gran gusto. L’altra persona ha, invece, commesso degli errori tecnici che a questo livello non possono essere accettati. Chi dovrà abbandonare per sempre questa cucina è Nicolò. Masterchef per te finisce qui”. Maria Teresa è salva e si guadagna l’ultima casacca che porta alla finale.

“Generosity it’s a very important thing. Un cuoco che non è generoso non sarà mai un cuoco. Voi siete i quattro finalisti della nona edizione di Masterchef Italia. Adesso dovete puntare alla vetta perché in finale si arriva in gruppo, ma soltanto uno di voi sarà il prossimo Masterchef italiano. Buonanotte”, chef Locatelli congeda i finalisti.

A giovedì prossimo con la finale di Masterchef 9, ospite attesissimo: Paolo Casagrande.