Da piccola bottega ad azienda con 80 dipendenti: lo street food dell’Antico Vinaio alla conquista del mondo

Storia della piccola bottiglia fiorentina, partita da un nucleo familiare e divenuta una vera e propria azienda con ottanta dipendenti

0
15489
BOTTEGA ANTICO VINAIO
La Storia

Una storia di famiglia come tante altre, una piccola bottega gestita da padre, figlio, zio e l’unico collaboratore. Un tipico “vinaio” nel cuore di Firenze, divenuto nel giro di alcuni anni un fenomeno a livello mondiale che può ad oggi contare su quattro punti vendita dislocati tra Palazzo Vecchio e gli Uffizi, code chilometriche di turisti in attesa di poter gustare i panini dell’Antico Vinaio, ma anche premi e riconoscimenti internazionali e lo sbarco negli Usa, in particolare a New York e Los Angeles.

Un percorso studiato con pazienza e lungimiranza, per non fare mai il passo più lungo della gamba, è quello che ha consentito a Tommaso Mazzanti, oggi vinaio poco più che 30enne, di portare in meno di 15 anni in giro per il mondo l’insegna dell’Antico Vinaio. Tutto ha inizio nel 1990 quando i miei genitori sono arrivati in via de’ Neri come dipendenti della rosticceria, poi alcuni anni dopo il mio babbo ha rilevato lo storico vinaio situato di fronte. Io sono arrivato a 16 anni insieme al nostro primo collaboratore e lì è nato L’Antico Vinaio ed è iniziata una crescita costante”.

Nonostante la evidente scalata social (il locale è stato il più recensito al mondo su Tripadvisor nel 2014) a detta di Tommaso il successo è dovuto fondamentalmente alla qualità dei prodotti proposti ed alla innata simpatia fiorentina che ha saputo conquistare cittadini e turisti. “Il tutto ha avuto inizio nel 2009 grazie ad un enorme passaparola tra fiorentini prima e toscani poi, che portavano al locale amici di altre regioni o paesi. Oggi siamo esattamente la stessa cosa che eravamo all’epoca, ma cresciuta all’ennesima potenza. Ho avuto la prima recensione su Tripadvisor nel dicembre 2008 quando era ancora terra di nessuno, ma a me piaceva l’idea che il cliente mi potesse lasciare la sua impressione”.

L’Antico vinaio è passato dall’essere il locale di quartiere, una sorta di rifugio per i fiorentini del centro storico, al diventare una tappa fissa per turisti italiani e stranieri, attirati dal vero street food toscano, la schiacciata farcita con i migliori prodotti a disposizione nel territorio. “Gli anni 2012-2013 hanno segnato la vera svolta perché abbiamo deciso di allargarci ed è andata molto bene. Oggi abbiamo 4 punti vendita nella stessa strada, 80 ragazzi e facciamo una media di 700 panini al giorno. I panini buoni li fanno in tanti, probabilmente ce ne saranno anche di meglio dei nostri, ma il segreto è l’atmosfera. Vieni qui a mangiare perché il panino è fatto con prodotti di qualità, ma anche perché te lo dà un ragazzo con il sorriso, con una battuta e questa è una cosa impagabile al giorno d’oggi”.

La conseguenza del successo? Naturalmente i premi: la schiacciata dell’Antico vinaio è stata premiata tra i miglior panini al mondo da Food Travel, tra i migliori street food d’Italia, e Tommaso Mazzanti è divenuto di recente un esempio di successo nella ristorazione per una lezione all’Università la Bocconi di Milano, ma è anche diventato presidente dei Giovani Imprenditori fiorentini del terziario ed è uno dei nove italiani ambasciatori di Facebook per le aziende.

Una storia di successo come questa può avere qualche nota dolente? Purtroppo sì, perché l’attenzione mediatica ha allontanato i clienti fissi, i fiorentini della zona che non hanno voglia di far la fila per mangiare un panino. Il rischio di perdere una fetta importante di clientela, anche dal punto di vista affettivo e di legame con la città, ha spinto Tommaso a decidere di “andare a cercare a casa” queste persone, con l’attivazione di un accordo con Glovo, il servizio di consegne a domicilio.

E dopo Firenze? Il sogno americano! “In America abbiamo fatto un pop-up a New York, un mese tra giugno e luglio, dove abbiamo fatto 30 sold out di fila. A New York ho portato quattro dei miei ragazzi e il fornaio per fare la nostra schiacciata. Poco dopo abbiamo aperto anche un pop-up a Los Angeles sempre con Bastianich. Lì sono partito con poche aspettative, avevo paura di fare una brutta figura, ma quando i giornali e i blog hanno iniziato a scrivere di noi, il sesto giorno c’erano 600 persone in fila e abbiamo fatto sold out prima di aprire il locale”.

Dopo il successo anche negli Stati Uniti sono giunte a Tommaso proposte dal Brasile, Dubai, Pechino, Singapore, Amsterdam, Barcellona e Toronto. Ora però serve un periodo di pausa dai tanti impegni, per ricaricare le batterie. “Ho deciso che fino a febbraio-marzo voglio stare qui e godermi mio figlio. Ma il sogno di farne un altro c’è, perché potrebbe essere una sfida andare a Dubai, dove non mangiano maiale, e riuscire a fare un buon panino italiano senza maiale”. Proposte da tutto il mondo quindi, ma anche dall’Italia: “Portare il nome di famiglia in Italia sarebbe una grande soddisfazione e credo che sia il sogno di qualunque imprenditore vedere la tua insegna in altre città, ora mi fermo un attimo, poi vedremo”.