TripAdvisor, Michelin, TheFork, tutti i numeri di un’operazione che sta già cambiando il mondo della ristorazione

La strana coppia TripAdvisor-Michelin al suo primo banco di prova: la guerra al no show. Ma si prospettano già il pagamento tramite app e il conio di gift card.

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La Notizia

I numeri di TheFork, booking site creato in Francia nel 2007 e acquisito da TripAdvisor nel 2014, erano già lusinghieri: solo in Italia 20mila ristoranti e 80mila pasti in più, per un business pari a 2 miliardi. Cifre peraltro cresciute annualmente del 50% nell’arco di un lustro, di pari passo con le visite. Li ha sciorinati Bertrand Jelensperger, senior vice president di TripAdvisor Restaurants & Ceo di TheFork, tagliando il nastro della nuova sede italiana nel centro di Milano, estesa su 1200 mq. Ma già la società Strategy&, allargando lo sguardo ad altri 5 mercati (Francia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti e Paesi Bassi), nel 2018 aveva registrato un surplus pari a 320mila pasti consumati e ben 7,2 miliardi di entrate addizionali, che avrebbero contribuito a sostenere 60mila posti di lavoro fra diretti e indotti, 15.500 solo in Italia. In media ogni ristorante ne avrebbe ricavato 5,1 settimane di ricavi aggiuntivi, pari a 16 volte l’investimento.

Numeri che hanno ingolosito Michelin, fresca di firma su uno storico accordo, che ha inteso sposare la sua indiscutibile expertise nella selezione degli indirizzi alla popolarità del portale e all’efficienza del suo sistema di prenotazione. I risultati sono noti: i ristoranti recensiti dalla rossa verranno segnalati su TripAdvisor con il simbolo che si addice loro e risulteranno in gran parte prenotabili su TheFork. Mentre l’acquisizione di Bookatable, piattaforma di prenotazione Michelin, consentirà all’ex concorrente di espandersi in nuovi mercati, come Germania, Austria, Finlandia e Norvegia, fino a un totale di 22 nazioni e 80mila ristoranti.

Lavorare con noi conviene ai ristoratori perché portiamo coperti aggiuntivi, ma anche una serie di servizi per facilitare il loro lavoro”, ha spiegato Jelensperger. “Innanzitutto siamo forse l’unica piattaforma che chieda un fee solo agli utenti che effettivamente consumano al ristorante, senza canoni mensili. Inoltre stiamo lavorando a due progetti: risolvere il problema dei no-show, ovvero le prenotazioni non rispettate, e facilitare i pagamenti degli avventori. Con il nostro sistema di cancellazione delle prenotazioni e di remind dal 2015 il fenomeno è diminuito del 31%. Solo il 5% dei clienti che ha prenotato con TheFork nel 2018 non si è presentato”.

Allo studio, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, ci sarebbe anche il pagamento tramite app, dopo una sperimentazione svoltasi presso il ristorante milanese di Identità Golose. Entro la fine del mese di gennaio 2020 questa pratica dovrebbe essere possibile in tutti i ristoranti presenti su TheFork, cosa che fra l’altro consentirà una valutazione esatta del valore aggiunto del booking site e probabilmente si tradurrà nel conio di gift card, sul modello di altri settori dove tale mercato è cresciuto in modo esponenziale.