Riceve le 3 stelle Michelin e appena dopo un mese annuncia la chiusura del suo ristorante

25 anni di duro lavoro, dedizione e ricerca. Giunto alle tre stelle Michelin lo chef Dani Garcia vuole rivoluzionare il concetto di cucina creando concept più casual con cui portare la cucina andalusa nel mondo.

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dani garcia
Dani Garcia
La Notizia

Dani Garcia, il primo a ricevere una stella in tutta l’Andalucia e anche l’apparizione più fugace di un tre stelle nella rossa Michelin.

Determinato forte, legatissimo alla sua terra e alle sue tradizioni che ha studiato, rivisitato, innalzato potando la cucina andalusa a livelli altissimi. Ha fatto assaggiare e amare la cucina della sua terra ai palati più esigenti del pianeta.

Tre stelle, un traguardo raggiunto a Lisbona il 21 Novembre 2018, ma è solo un mese più tardi quando annuncia che Dani Garcia Restaurante avrebbe offerto il suo ultimo servizio il 22 Ottobre 2019.

Tre stelle Michelin, il suo obiettivo da una vita, per il quale ha lavorato duramente per oltre vent’anni ricorrendo a curiosità e studio, attingendo dai libri, ma soprattutto dal suo genio e dalla sua creatività. Quel giorno a Lisbona lo Chef Garcia, con quelle tre stelle, è giunto al termine di un percorso, ora è tempo di dar spazio ad altro, a nuovi orizzonti, a nuovi progetti: portare la cucina andalusa nel mondo. Quelle tre stelle per Dani “hanno il sapore dell’inizio e della fine”. La fine quella del suo ristorante haute cusine che in questi ultimi 11 mesi ha proposto il menu Madre in cui con una ventina di piatti riproponeva tutto il suo percorso, le cicatrici e le soddisfazioni dei suoi vent’anni lavorativi. L’inizio, quello che vedrà la prosecuzione e lo sviluppo del progetto di promuovere la cucina andalusa con concept più informali. “Il traguardo delle tre stelle mi dà il nuovo slancio per guardare avanti con l’idea di promuovere la cucina andalusa nel mondo e in un modo più accessibile, seguendo la nascita di un format casual, a prezzi contenuti e per un pubblico trasversale”.

Garcia non rinuncia assolutamente alle tre stelle anzi, così le manterrà a vita, ed è estremamente grato a quella che è la realtà Michelin. I progetti sono tanti e richiedono tempo, impegno e spostamenti e questo, nella sua visione, non sarebbe possibile con un tre stelle, non sarebbe onesto. Ho pensato di fare quello che stiamo facendo mantenendo il ristorante a tre stelle ma per me la fedeltà è fondamentale. Se ottieni tre stelle, devi essere lì, attivamente nel ristorante…dai. Non è possibile espandere un business e nello stesso tempo seguire il sogno di avere un ottimo ristorante senza essere lì”.

D’altronde il progetto è veramente ambizioso: quello di una seconda rivoluzione.

Una nuova rivoluzione dopo quella avvenuta nell’alta cucina di Spagna con Ferran Adrià, che Garcia ha vissuto in pieno. “Quella rivoluzione è avvenuta sulla punta della piramide e mi piacerebbe contribuire modestamente a una rivoluzione nel mezzo della piramide: aumentando il livello dei ristoranti da 20 o 30 euro, questo è davvero il nostro obiettivo. Smuovere quello che è rimasto fermo finora: la cucina intermedia”.

Sicuramente lo chef Garcia sogna e pensa in grande, lo ammette lui stesso, ma queste non sono solo chimere. Il “soldato Garcia” ha già iniziato a combattere con Bibo a Marbella e a Madrid, e ne aprirà a breve altri due a Tarifa (come summer house) e in Quatar. Seguirà BiBo Flamenco Brioche Bar nell’aeroporto di Malaga e Iris una brasserie aprirà al Four Saeason di Madrid.  Anche “Lobito de Mar”, invece, il suo chiringuito gourmet a Marbella aprirà a Madrid. L’appena congedato tristellato “Dani Garcia Restaurante” verrà rimpiazzato da Leña By Bibo, una steak house specializzata negli hamburger. Gli hamburger, passione già nota dello chef andaluso che nel 2015 aveva realizzato un hamburger per McDonald: il McExtreme Dani Garcia. Il progetto gli era piaciuto tantissimo: “Il progetto The McDonald ha permesso a 50.000 persone al giorno di provare il mio cibo ed è molto bello”. La steak house aprirà entro fine anno e alcune ricette sono già pronte. Lo chef nel nuovo ristorante intende riproporre piatti eccellenti ma con un food cost limitato. “ Molte delle mie proposte al Dani Garcia Restaurante sono già adatte o, comunque, vanno solo un poco semplificate.”

Gli orizzonti della rivoluzione Garcia non sono solo la Spagna ma anche il resto d’Europa e gli Stati Uniti.  Impegnato nel far entrare nel vivo questa rivoluzione Garcia non esclude, però, di poter tornare un domani all’alta cucina. Se tornerà sarà per un’alta cucina ancora più elitaria, che si avvicina al concept giapponese in cui i commensali sono al massimo dodici, perchè se ci sono “Gamberi  rossi da trovare, sono meno gamberi. Sono in grado di trovare dodici gamberi eccezionali ogni giorno, ma non cinquanta o sessanta. Per me il futuro dell’alta cucina va verso l’esclusività del prodotto e la delicatezza con cui puoi preparare dodici piatti, non cinquanta”.

Una rivoluzione, nuovi concept, nuovi ristoranti e anche la tv perché dani vuole anche “insegnare a molte persone a fare una grande crocchetta”.

Con la festa finale al Dani Garcia Restaurante un tre stelle ha chiuso per sempre i battenti, ma una nuova era ha avuto il suo grande inizio.