Caterina Ceraudo e la visione contemporanea di una Calabria ancestrale al ristorante Dattilo

Dattilo: come portare avanti un progetto di famiglia con la cucina.

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caterina ceraudo
La Storia

Dio diede alla Sila il pino, all’Aspromonte l’ulivo, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l’olio, a Cirò il vino, a Rosarno l’arancio, a Nicotera il fico d’India, a Pizzo il tonno, a Vibo il fiore, al Crati l’acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia l’oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo all’altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, all’onda il riflesso del sole” così lo scrittore Leonida Rèpaci descrive la Calabria, un luogo ancestrale, ricco di prodotti e di cultura, spesso difficile e isolata per via della sua natura aspra.

Qui, in questa terra amata dal sole, circondata dal mare e attraversata da colline e montagne, è nata e cresciuta Caterina Ceraudo, alla guida della cucina del ristorante di famiglia a Strongoli Marina. Il ristorante Dattilo nasce in un vecchio frantoio all’interno di un casolare del 1600, circondato dai vigneti, uliveti, agrumeti e dall’orto dell’azienda agricola Ceraudo Roberto. Ha un’architettura tipica rurale e un arredamento semplice e raffinato, un ambiente caldo, piacevole e accogliente (Dattilo è anche agriturismo con 10 camere).

Il ristorante si sviluppa su due sale e nella bella stagione è possibile mangiare a lume di candela nel cortile. La carta dei vini comprende 400 referenze, che abbracciano la Calabria, l’Italia e il mondo, senza dimenticare le bollicine della Champagne.

In azienda lavora tutta la famiglia Ceraudo, Roberto e i tre figli: Giuseppe, che si occupa di coltivazione e produzione, Susy, laureata in economia aziendale, che si occupa di amministrazione e commercializzazione, oltre ad accogliere gli ospiti, e Caterina, laureata in enologia a Pisa nel 2011 e oggi chef stellata.

Classe 1987, Caterina ha una passione sconfinata per la cucina. L’avventura ai fornelli ha inizio nel 2006, al ritorno dalle vacanze scolastiche. Torna a casa e si occupa della carta vini del ristorante di famiglia, prestando servizio in sala, sempre attenta e sorridente. Timida, tenace e con una volontà di ferro nel 2012, prima di indossare definitivamente la giacca da cuoca e diventare la chef del ristorante di casa, frequenta la Scuola di alta formazione di Niko Romito a Castel di Sangro in Abruzzo. L’incontro con lo chef, oggi 3 stelle Michelin, è illuminante perché Caterina comprende che l’amore per la cucina è superiore a quello sul vino.

Avere rispetto per la natura, osservarne i cicli e i cambiamenti, percepirne le sfumature che non tutti riescono a cogliere, riconoscerne le infinite biodiversità è fondamentale per Caterina che cerca di far rivivere queste sfumature attraverso i suoi piatti. La cucina del passato è un importante riferimento, ma non cerca né di trasformarla né di rivisitarla: per lei l’importante è valorizzare la materia prima, cercando di essere meno invasiva possibile, usando pochi condimenti affinché la qualità del prodotto si esprima al suo massimo.

I Piatti

La sua innovazione sta nel recupero delle ricette tradizionali o degli ingredienti antichi che nessuno conosce più. I suoi piatti, apparentemente semplici, nascondono preparazioni lunghe e complesse e sanno reinterpretare in modo completamente nuovo prodotti ancestrali. Semplicità e leggerezza i must have della sua cucina, un paradosso per chi è nato e cresciuto in Calabria, ma lei ci riesce benissimo anche grazie all’uso di una spiccata componente vegetale che in molti piatti diventa la parte dominante della ricetta. Come per esempio Patata e Peperone.

Nato dal ricordo di profumi e sapori che inebriano le campagne nel periodo estivo, è un piatto tradizionale, povero e Caterina ha voluto riconoscergli l’importanza che merita, vestito in chiave contemporanea, quindi dove non viene utilizzato alcuna grasso: la patata viene cotta sotto la cenere e glassata con caramello di peperone.

“Mi piace portare tutto sulla tavola ma questo è il periodo in cui sono innamorata dei vegetali, non per moda ma perché li amo molto. Soprattutto i legumi, quelli della Sila, ideali per l’autunno” spiega Caterina.

Determinata, passionale e fiera della sua terra non nasconde quanto sia “difficile lavorare dove sono io, dove è difficile arrivare e, demograficamente parlando, non ci sono tante persone. Ma io cerco di fare un buon lavoro con pochi clienti, perché credo nel sogno e nel progetto di mio padre e della mia famiglia. E questo è quello che ogni giorno mi spinge a fare meglio” racconta la Ceraudo.

E lo dimostrano i molti i riconoscimenti negli ultimi anni: migliore Chef per la Guida Identità Golose nel 2016, premiata come “Donna Chef” dalla Guida Michelin, ambasciatrice Illy e chef dell’Atelier des Grandes Dames, network ideato dalla Maison de Champagne Veuve Clicquot, per sostenere i talenti femminili dell’alta ristorazione che hanno saputo affermare con passione la loro imprenditorialità e il loro stile professionale nel 2017, lo scorso anno ha vinto il premio “Miglior Chef Under 35” dei Food Community Awards e il premio “Fattore Donna 2019” assegnato da Terra Moretti – Le Guide de L’Espresso.

Indirizzo

Contrada Dattilo, 88816 Strongoli (KR)

Tel.(+39) 0962 865613

Mail info@dattilo.it

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