Peter Brunel: ecco il mio nuovo ristorante ad Arco

Lo chef, nativo della Val di Fassa, sta aprendo il suo ristorante ad Arco, sulle sponde settentrionali del Lago di Garda, che ormai si configura come uno dei distretti gourmet più eccitanti del paese.

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La Notizia

Dopo un lustro abbondante trascorso a Firenze presso Borgo San Jacopo, Peter Brunel torna a casa nel suo Trentino. Lo chef, nativo della Val di Fassa, sta aprendo il suo ristorante ad Arco, sulle sponde settentrionali del Lago di Garda, che ormai si configura come uno dei distretti gourmet più eccitanti del paese. Porta il suo nome e chiude verso nord il cerchio di sponde gastronomicamente ricchissime.

In zona avevo già guadagnato la mia prima stella nel 2003, per la precisione a Riva del Garda. Quindi avevo uno zoccolo di clienti da cui ripartire. Sono andato a scovarli per invitarli alla preinaugurazione del 15 luglio, dopo di che ho chiuso qualche giorno per poi ripartire ufficialmente. Gli anni trascorsi a Firenze sono stati preziosi, ma desideravo qualcosa di mio: sulla porta adesso ci sono le iniziali PB. E io abito a 15 chilometri da qui: questa è casa mia”.

La zona offre moltissimo, dal windsurf allo sci, con l’uscita di Rovereto a una manciata di chilometri. Il panorama è quasi alpino, con la valle che si stringe a fiordo, ma il clima resta mediterraneo, tanto che si producono limoni e capperi, oltre all’olio. “Ingredienti che intendo mettere al centro, insieme al pesce di acqua dolce, alla pasta, alla cultura storica dei salumi come la carne salada”.

Immerso nel verde, l’edificio è luminoso ed elegante. Le sale sono due, con affacci sulla cucina e sul giardino, per una trentina di coperti in vendita a pranzo e a cena tutto l’anno. Ma ci sono anche tre salotti con diversi caminetti per l’atmosfera di casa e una parete grigia che cita la dolomia. In mancanza di vista lago, il Garda è evocato da una piscinetta che scroscia come un ruscello. E sono in allestimento ai piani alti le camere.

C’è la carta, che configura uno scontrino medio di 70-90 euro. E ci sono due menu, rispettivamente a 110 e 120 euro: Le famiglie degli ortaggi e l’olio del Garda, che passa in rassegna steli, bulbi, fiori e radici, ma non è vegetariano, ed Experience, con i signature dello chef. Da provare l’Orto d’estate, piatto di soli vegetali, quinoa ed erbe aromatiche; i gamberi marinati al lime e barbabietola con la sua spuma e bocconcini di mozzarella fatta in casa; il risotto cotto nel centrifugato di mela con rafano bianco e polvere di lamponi; la trota con infuso di funghi, zafferano e maggiorana; il gallo di Bresse con pastinaca, lumache e cipolle borettane. Né manca il piatto firma di Brunel: gli spaghetti di patata, attualmente conditi con taccole e salsa al pesto genovese.

La cantina è in progress: Brunel ha esplorato piccole realtà regionali anche insolite, raccogliendo orange, vini in anfora ed “eroici”; ma il cerchio si allarga all’Italia e ai blasoni internazionali per venire incontro a una clientela eterogenea.