10 anni di Stella Michelin per Pietro D’Agostino

I dieci anni di stella Michelin per La Capinera dello chef Pietro D’Agostino e i nuovi progetti in arrivo.

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La Notizia

“C’è un viaggio a cui l’uomo non dovrebbe mai rinunciare nella vita: quello dell’anima, mettendo in valigia solo gli effetti personali davvero indispensabili: passione, curiosità, incoscienza, immaginazione, stupore, coraggio, fiducia, condivisione.

Da ragazzo ho preso un bagaglio e ho girato il mondo. Sono tornato, ho aperto la mia cucina di fronte al mare de La Capinera e ho condiviso il mio mondo. Sono passati quindici anni e continuo a immaginare di valicare nuove frontiere. 

Sono tante le mete ancora inesplorate, si nutrono di emozioni, si incasellano ai passi già compiuti e a quelli che verranno, prendono forma piano piano. Perché quando decidi di intraprendere quel viaggio dell’anima, ascoltandone ogni alito, non hai mai la certezza di quale sarà la prossima tappa, ma solo la consapevolezza che non esiste un punto di arrivo, in un meraviglioso divenire”

Pietro d’Agostino festeggia quest’anno i dieci anni di Stella Michelin. Un anniversario che cade in concomitanza anche dei 15 anni di apertura del suo ristorante la Capinera a Taormina. Un luogo del cuore, perché è la città in cui è nato quarantasette anni fa, ma anche un luogo dell’anima, perché è guardando quel mare che leviga la costa di Spisone che da quindici anni celebra la Sicilia nei suoi piatti, declinando un paradigma culinario rimasto invariato nel tempo: materie prime di eccellenza, territorio, metodi di cottura salubri. “Pietanze semplici e sincere” le definisce da sempre D’Agostino perché esaltano gli ingredienti e incontrano le aspettative del cliente, sempre più attento e consapevole. Una cucina che nel 2009 è stata premiata dalla guida Michelin, il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti e alberghi a livello nazionale e internazionale.

I nuovi progetti

Il fine 2019 vedrà la luce la Culinary farm a Bengalore, nello Stato di Karnataka, in India, una scuola di cucina per una elité di studenti che aprirà una finestra internazionale sulla cultura enogastronomica Italiana, indiana, fusion e sud arabica, nella quale, per volontà della famiglia Pryianandan Reddy a gestire interamente l’istituto di cucina italiana sarà proprio lo chef di Taormina, la stella Michelin Pietro D’Agostino. “Porterò la mia storia e la mia esperienza sui banchi di una scuola che punta all’eccellenza ha commentato. Nel progetto, sono stati coinvolti anche la scuola Cast Alimenti di Brescia e Intrecci della famiglia Cotarella, che si occuperà della sala.

In diecimila metri quadrati, progettati da uno degli studi di architettura più importanti dell’India, sorgeranno cinque plessi dedicati alle scuole, con uno spazio esterno interamente dedicato all’agricoltura, dove verranno impiantati e coltivati cultivar nostrane: dalle vigne di grillo e Cabernet Savignon, Sirah, agli ulivi, limoni, mandorli.

Nelle zone adiacenti dove sorgerà la struttura, sono stati già realizzati tre alberghi delle lussuose catene Four Season, Marriot e Holiday INN. La scuola nasce per soddisfare il bisogno sempre più crescente di una fetta di popolazione, la più facoltosa, di valicare i confini nazionali e avere una visione internazionale di ciò che fa più tendenza.

Il mestiere dello chef è molto apprezzato – commenta D’Agostino – quello italiano ancora di più, perché continuano a percepire il nostro Belpaese come la terra promessa, di noi amano tutto, la moda, lo stile di vita, le nostre bellezze artistico-culturali, il mare, il sole e naturalmente anche la cucina”. Ci saranno comunque molti studenti italiani, per la presenza di una folta comunità.

I corsi dureranno undici mesi: quattro mesi saranno dedicati alle lezioni in aula con un programma ricco che spazia dalle tecniche ai fornelli alla lingua e la storia italiana; poi seguiranno quattro mesi di stage in India; un altro mese di teoria; altri quattro mesi di stage in Italia.

Per quanto ci riguarda, non esiste un’unica declinazione della cucina, ma ci sono le isole regionali italiane– spiega D’agostino – per questo preferisco parlare di cucina mediterranea. La mia squadra di lavoro sarà composta da altri due docenti, un italiano e un indiano che formerò personalmente, il secondo arriverà a Taormina proprio a maggio, starà con me per due mesi, sono molto contento, perché festeggerà con me e la mia brigata del ristorante la Capinera, i miei primi dieci di stella Michelin”. Nel corso della recente visita effettuata nella città di Bangalore, lo chef D’Agostino, ha anche incontrato il console italiano, Stefania Costanza. “É palermitana, ci ha dato una grande disponibilità, se arriveremo a completare i lavori, per una grande inaugurazione – anticipa lo chef – nella settimana in cui in tutte le ambasciate del mondo, a fine novembre, si festeggia la cucina Italiana, con tanti cooking show e cene di gala in programma”.