Rivoluzione guida Michelin: in arrivo le prestigiose stelle anche per il vino?

Robert Parker cambia partita, il padre della critica dedicata al vino lascia The Wine Advocate, proprietà di Michelin al 40%. In arrivo una guida stellata dedicata al vino?

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Robert Parker Michelin
La Notizia

Nel 1982 cambiò tutto. C’è un prima e un dopo Parker. Tra le innovazioni che ha apportato alla professione di degustatore e critico enologico, i punti essenziali sono: prima la ricerca dell’indipendenza del degustatore nei confronti dei produttori di vino, dei negociant e della stampa; allora la degustazione deve essere cieca (che esisteva già, ma ha cercato di sistematizzare, sulla base di una grande coerenza del suo giudizio su un dato vino); infine la valutazione di tutti i vini in centesimi, non superiore a 100 centesimi, indipendentemente dalla loro reputazione.

Figlio di un contadino del Maryland ha frequentato l’Università locale. Storia dell’arte fu la sua passione, avvocato bancario di professione in seguito, fino al 1984. Scopre il vino nel 1967 (all’età di 21 anni) durante un soggiorno a Strasburgo, questione di ragazze, succede sempre così. La leggenda narra che beve un semplice vino da tavola rosso comprato perché la coca cola era più era più cara in quel bistrot. È la rivelazione di una passione per lui, conseguenza di un incontro anche con un alsaziano, il dott. Pierre-Bernard Scandella. Ritorna per ogni vacanza estiva in Francia per esplorare i vigneti. Il suo primo testo pubblicato sul vino risale al 1975, poi iniziò a pubblicare per e-mail una newsletter chiamata The Baltimore-WashingtonWine Advocate, contenente solo rapporti di degustazione, ribattezzati The Wine Advocate nel 1979.

Divenne famoso in tutto il mondo per i suoi commenti sull’annata del 1982 di Bordeaux, cambiando il corso di mercato di molti grandi vini del Medoc assaggiati in primeur. Secondo me più centrato sul Rodano, perché è nella potenza e la concentrazione che cercava il senso compiuto di un vino, invece della finezza, prerogativa dei vini rossi di Bordeaux, i claret, o dei fini Borgogna.

Gusti americani che ora si fonderanno meglio tra la sua creatura, Wine Advocat e forse Michelin. Parker lascia a 72 anni e Michelin guarda avanti e da rossa si tingerà probabilmente di Bordeaux. Michelin è già dentro Wine Advocate al 40%. Sarà curioso e interessante e coinvolgente seguire l’evoluzione di questa operazione editoriale che potrebbe modificare il mondo della comunicazione del vino.

Grazie ai potenti mezzi economici e alla magia del marchio Michelin possiamo facilmente ipotizzare una o più guide cartacee e app online, dedicate alle cantine più prestigiose del mondo. Una stella, due stelle, tre stelle oppure una semplice ma utile menzione per i migliori rapporti qualità prezzo. Cose già viste nei tempi migliori di Bettane & Desseauve, sempre in Francia, ma se la firma è un’altra e le stelle diventano macarons le cose cambiano. A bientot les amis.