Catastrofe Jamie Oliver: commissariata la sua catena di ristoranti

A rischio sono 1300 posti di lavoro e 25 locali, di cui 23 appartenenti alla catena italiana Barbecoa and Fifteen.

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Sarà stata la brexit, sarà stata la crisi economica, saranno stati investimenti scarsamente ponderati o forse l’incapacità di rinnovarsi per mantenere le posizioni in un mercato sempre più competitivo. Sta di fatto che nessuno si aspettava un crollo così repentino. È di oggi la notizia del commissariamento della catena di ristoranti di Jamie Oliver, celebrity chef degli anni 0. A rischio sono 1300 posti di lavoro e 25 locali, di cui 23 appartenenti alla catena italiana Barbecoa and Fifteen. Mentre Jamie Oliver’s Fifteen at Watergate Bay, che opera in franchising, non è coinvolto, così come i distaccamenti oltremanica.

Finisce così la sfida lanciata nel 2008 di una ristorazione di mezzo, popolare, modulare, ma fondata sulla selezione del prodotto, compreso il benessere animale. Lo chef si è detto ulteriormente “rattristato”, dopo la chiusura a partire dal 2017 di alcuni locali, compreso l’ultimo ristorante Union Jacks, e la cessazione della pubblicazione della rivista Jamie. Ma il suo non è l’unico caso: la medesima sorte è già toccata nei primi mesi dell’anno alla catena Patisserie Valerie, con la chiusura di 70 outlet; mentre Byron Burger, Prezzo e Carluccio’s hanno anch’essi sfiorato il baratro.